
Evoluzione del costo medio per detenuto, 2001-2013. Fonte Ministero della Giustizia, 2015
Oltre le leggende, quanto costano i detenuti nel sistema penitenziario italiano
“Con quel che ci costano” è il commento frequente in tante discussioni da bar, da treno pendolari o da pausa caffè nei luoghi di lavoro, quando il discorso prende la piega delle cronache nere o giudiziarie e si discute di qualcuno che finisca in carcere.
Il costo di un detenuto
Su quando costino alla collettività coloro che sono dietro le sbarre per una sentenza passata in giudicato o, più spesso, in attesa di giudizio, si favoleggia da tempo. Nell’aprile di quest’anno, il ministero della Giustizia ha fornito i dati completi al 31 dicembre 2013, che mostrano la progressione dei costi degli anni precedenti, a partire dal 2001.
Secondo questi dati, due anni fa, i 65.889 detenuti (la cui presenza era registrata al 30 giugno) erano costati ognuno mediamente 123,78 euro e quindi, complessivamente, 2,976 miliardi. Costo in lieve calo sul 2012 e in aumento, un po’ più consistente, rispetto agli anni dal 2009 al 2011, ma molto distante al record del 2007, quando la spesa procapite per detenuto era arrivata a quota 190 euro medi al giorno.
Si tratta del costo complessivo dell’amministrazione penitenziaria suddiviso per il numero dei carcerati e questa cifra risulta in aggiustamento dal dato contenuto nel bilancio di previsione 2014, che reca i numeri effettivi dell’esercizio precedente. In quel documento, infatti, come si nota dalla tabella che pubblichiamo sotto, il peso della parte penitenziaria nel bilancio del ministero della Giustizia (qui i dati) corrispondeva a 3,081 miliardi.
Nello stesso anno, l’organizzazione giudiziaria, ossia l’amministrazione della giustizia, richiedeva 3,45 miliardi di costo.
Dati: dicembre 2013
Fonte: ministero della Giustizia
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