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 In Fisco e tasse

Solo 19 milioni incassati come “premio” per la lotta ai furbetti. Meglio al Sud

I Comuni potrebbero far molto contro l’evasione fiscale (e guadagnarci). Ma non lo fanno. Che succede? Partiamo dall’inizio.

L’evasione nei comuni

I sindaci dei Comuni, secondo una legge del 2005, possono fare azioni di contrasto all’evasione fiscale e trasmettere all’Agenzia delle Entrate o alla Guardia di finanza le loro “segnalazioni qualificate” sugli evasori. Che, nei casi più gravi, possono anche finire in carcere: in questo post si spiega quante persone sono state condannate per questi reati.

E per potenziare questa azione di contrasto all’evasione, l’attività di collaborazione dei comuni è premiata con il riconoscimento a loro favore di una quota sulle maggiori somme relative a tributi statali riscosse a titolo definitivo.

L’evasione fiscale e i Comuni

La quota riconosciuta ai sindaci originariamente era del 30 per cento, nel 2010 è passata al 33 per cento e nel 2011 al 50 per cento. Infine, per gli anni dal 2012 al 2017 è stata elevata al 100 per cento. Quindi, se ci si chiede chi controlla l’evasione fiscale, la risposta è molto semplice: anche i Comuni.

Ma quanto si danno da fare i sindaci? Poco, almeno secondo gli ultimi dati disponibili (vedi grafico sopra). Nel 2011 infatti i Comuni hanno ricevuto 2,9 milioni, nel 2012 la somma ha sfiorato gli 11 milioni, nel 2013 ha superato i 17,7 milioni, nel 2014 ha toccato quota 21,7 milioni di euro e nel 2015 è crollata a 17 milioni, -19% in un anno, -4% nel biennio.

L’andamento, secondo la Corte dei Conti, è indicativo di una scarso coinvolgimento dei comuni nella lotta all’evasione fiscale benché “risultino plurimi gli ambiti d’intervento (commercio e professioni, patrimonio immobiliare e proprietà edilizie, residenze fittizie all’estero) che potrebbero dar luogo a segnalazioni qualificate”.

Che ci fanno con le nostre tasse? – Guarda la puntata di #truenumbers dedicata al fisco

Chi ci guadagna dalla lotta all’evasione fiscale

Ad aver sfruttato l’opportunità dei premi sono stati prevalentemente i sindaci di Sicilia (da 300 a quasi 15 mila euro, cioè più 4.700 percento), Friuli-Venezia Giulia (da 6 a 132 mila, più 2mila percento, un dato incredibile), Molise e Calabria che risultano in crescita in tutto il triennio considerato.

Al contrario, sono i sindaci di Piemonte, Lombardia, Umbria, Lazio, Liguria, Veneto, EmiliaRomagna e Toscana, cioè la maggior parte, ad aver gettato la spugna nella lotta all’evasione, tanto che le somme a loro riconosciute sono crollate anche del 70%.

I dati si riferiscono al: 2015
Fonte: Corte dei Conti

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