Pensioni, ecco gli effetti del taglio della riforma Fornero

Con le riforme ci saranno meno soldi per i “nuovi” pensionati. E poi, nel 2060…

Questa linea indica la spesa prevista per le pensioni fino al 2060 in rapporto al Prodotto Interno Lordo (Pil).

La spesa pubblica per le pensioni

Il picco della spesa pubblica per le pensioni ci sarà proprio quest’anno, nel 2015, quando la spesa pensionistica sfiorerà il 16% del Prodotto Interno Lordo e fino al 2050 non scenderà sotto il 15%. Poi ci sarà un rapido calo fino al 13,7% negli anni successivi. Questo calo sarà dovuto, questa almeno è la previsione del governo nell’aprile del 2015, sarà dovuto al completamento del passaggio dal sistema di calcolo misto a quello contributivo che provocherà un abbassamento dell’entità degli assegni pensionistici. 

Il bilancio dell’Inps

Nonostante il calo della spesa pubblica per le pensioni (sempre rispetto al Pil, non quindi in valore assoluto) l’Istituto nazionale di previdenza, cioè l’ente che si occupa di pagare le pensioni alla maggior parte degli italiani usciti dal mondo del lavoro, prevede di continuare a perdere soldi. Il buco nei conti Inps continuerà ad esserci nonostante che lo Stato, utilizzando i fondi della fiscalità generale, continui a versare ogni anno circa 100 miliardi nelle casse dell’Istituto.

Per confrontare la spesa pubblica per le pensioni con le uscite dello Stato per le altre voci, basta consultare le tabelle dei documenti finanziari del ministero dell’Economia.

I dati si riferiscono al: 2014-2020

Fonte: Ministero dell’Economia

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