
Ma lo usano solo le aziende. Solo il 17% dei privati lo utilizza “consapevolmente”
Le due mappe mostrano la percentuale di aziende (a sinistra, in blu) e di individui (a destra, in verde) che utilizzano qualche forma di cloud computing nei vari paesi europei. Gli Stati per cui non ci sono dati disponibili sono colorati in rosa pallido
Che cosa è il cloud computing?
I dati sugli individui potrebbero essere sottostimati, in quanto le aziende che hanno svolto ricerche di mercato sull’argomento riportano che molte persone usano i cloud senza saperlo. Utilizzare Google Drive, Dropbox e le altre forme di condivisione di file e programmi attraverso internet, o anche solo una casella di posta elettronica basata sul web, come Gmail, Hotmail o Libero, è una forma di cloud computing, usato, a volte, inconsapevole.
Un “cloud”, infatti, è un modo di immagazzinare una qualunque risorsa informatica (file, programma, server) su internet, per fare sì che sia condivisa tra più utenti, che la possono utilizzare e modificare da apparecchi e luoghi diversi, purché abbiano le apposite credenziali, come una password.
Non si tratta di una nuova tecnologia, ma di un modo diverso di usare le tecnologie esistenti. Il termine “cloud” in inglese significa “nuvola”, nel senso che i dati presenti in un cloud è come se fluttuassero in uno spazio indeterminato, al quale è possibile accedere da qualsiasi luogo. Naturalmente, in realtà, sono memorizzati in qualche supercomputer, senza bisogno che gli utenti sappiano dove si trova fisicamente.
Il business del cloud computing in Italia
L’Italia è il secondo Paese in Europa per l’utilizzo del cloud computing nelle aziende: lo usano il 40,1%, quasi il doppio della media dei Paesi Ocse (21,5%). E’ più diffuso solo in Finlandia (50,8%) e Islanda (43,1%). In tutti i Paesi, questo modo di usare la tecnologia è più comune nelle grandi aziende che in quelle medio-piccole. In Italia il 47,4% delle grandi aziende, il 42,9% e il 39,7 di quelle piccole utilizza un cloud, come per esempio uno spazio in un server esterno per condividere dati e programmi.
Agli italiani il cloud piace solo se è gratis
Per quanto riguarda i singoli individui, solo il 17% dice di aver salvato dei file su internet. La percentuale sale al 28% nella fascia d’età 18-24 anni. I privati che usano cloud a pagamento sono pochissimi: l’11% in tutta Europa, solo il 7% in Italia. La media degli europei che ha consapevolmente salvato dei file su Internet non è comunque molto alta: 21%, di cui solo l’11% lo ha fatto a pagamento.
I dati si riferiscono al 2014
Fonti: OCSE per le aziende, Eurostat per gli individui
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