Le prime 10 grandi aziende di costruzioni in Italia

Nell’edilizia privata Techbau prima con 527,7 milioni di fatturato, davanti a Cmb

Al Meeting di Rimini, Giorgia Meloni ha parlato di un nuovo piano casa dedicato alle giovani coppie. Un annuncio che riporta l’attenzione su un settore già in fermento: l’edilizia privata. Nel 2023 le 70 maggiori imprese hanno chiuso l’anno con un valore della produzione di 10 miliardi di euro, in crescita del 22% rispetto al 2022. Dentro questo totale, il comparto privato pesa per 6,4 miliardi, pari al 64,5% del giro d’affari complessivo. A sostenere la corsa sono stati soprattutto gli incentivi fiscali, dal “bonus” al “superbonus”, insieme a grandi progetti immobiliari e commesse private di rilievo che hanno continuato ad alimentare la domanda di nuove costruzioni.

In questo scenario emergono le dieci imprese che guidano la classifica dell’edilizia privata, specializzate in residenziale, direzionale, commerciale e logistica. Non sono i grandi contractor che costruiscono ponti o autostrade, ma realtà che danno forma a case, uffici, centri commerciali e magazzini. E la loro crescita non si misura solo nei fatturati: nel 2023 hanno messo in campo una forza lavoro di 12.900 addetti, in aumento del 4,8% sull’anno precedente, e hanno visto il portafoglio ordini crescere del 15,2%. Numeri che raccontano un settore in movimento, spinto dalla riqualificazione energetica e dalle nuove esigenze del mercato.

Techbau, Cmb e Alfano: le imprese leader

A guidare la classifica 2023 dell’edilizia privata c’è Techbau, specialista nella logistica e nei data center, che ha raggiunto un valore della produzione di 527,7 milioni di euro, in crescita del 37,4%. Il cuore del business resta l’industriale e logistico, che vale da solo il 76% dei ricavi, con progetti come il nuovo paintshop Ferrari, il data center da 230mila mq a Noviglio e la gigafactory De Nora. Al secondo posto si piazza la cooperativa Cmb, unica realtà cooperativa della top ten: con 351,2 milioni generati dal privato, oltre la metà del fatturato totale, è protagonista nei tall buildings (grattacieli) e nell’edilizia terziaria, grazie anche alla partnership con Colombo Costruzioni a Milano.

Sul terzo gradino del podio troviamo Alfano Costruzioni Generali, con 303,9 milioni di euro, cresciuti del 59,4% rispetto al 2022. L’azienda si è affermata come leader assoluta nel residenziale, dove ha fatturato 300,9 milioni, intercettando meglio di altri la spinta del superbonus e della domanda di nuove abitazioni. Tre modelli diversi, ma tutti in crescita.

Residenziale vs terziario: le strategie di Cobar e Colombo

Il resto della top ten conferma il dinamismo del settore. Al quarto posto c’è la pugliese Cobar, salita a 241,3 milioni di euro grazie a un balzo dell’88,6% sul totale della produzione. Specializzata nel residenziale (94,4% dei ricavi) e nei restauri monumentali come il Colosseo e la Reggia di Caserta, nel 2023 ha visto crescere il portafoglio ordini del 39,1%, anche se la quota privata si è praticamente azzerata.

Subito dopo compare Colombo Costruzioni, storica realtà di Lecco che ha chiuso l’anno con 234,6 milioni nel privato, pari al 91% del giro d’affari complessivo. Il core business resta il terziario e direzionale, che pesa per oltre l’80% (con progetti come CityWave e Torre Faro a Milano)

Dal lusso agli hub logistici: chi completa la top ten

In sesta posizione si trova Carron, con 226,1 milioni di euro nel privato (+8,7%), trainata da progetti di prestigio come il Bulgari Hotel a Roma e la riqualificazione del Grand Hotel Cristallo di Cortina. Subito dietro c’è l’Impresa Tonon, che vale 171 milioni e concentra oltre la metà del suo fatturato nel comparto logistico-industriale: nel 2023 ha messo mano a cinque strutture logistiche per un totale di 58 milioni e alla ristrutturazione dello storico Hotel Danieli a Venezia.

All’ottavo posto compare la torinese Cogefa, salita a 167 milioni (+27,9%) con un portafoglio ordini in forte crescita (+79,5%), grazie a contratti come il residenziale Virage da 51,5 milioni e gli uffici CPN19 da 49,3 milioni. La nona posizione è occupata da Itinera, che con 156,7 milioni nel privato ha realizzato quasi tutto nel settore direzionale, spesso all’estero, e ha chiuso il 2023 con un utile netto di 30 milioni dopo anni di perdite. Chiude la top ten Secap, che ha raggiunto i 136,8 milioni (+63,3%) con una forte specializzazione nell’efficientamento energetico: un modello che le ha garantito margini record, come dimostra l’utile netto in crescita del 48,9%.

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Le imprese al top nei comparti chiave delle costruzioni

Se si scende nel dettaglio dei singoli comparti, la classifica cambia volto. Nel residenziale i protagonisti assoluti sono le imprese che hanno cavalcato al meglio il superbonus: in testa c’è Alfano Costruzioni Generali, seguita dalla pugliese Cobar e da Baiocco, una delle rivelazioni del 2023.

Il settore ricettivo, invece, ha visto primeggiare Cogefa, davanti a CEV e Pasqualucci, spingendo soprattutto su hotel e strutture turistiche. Nel terziario e direzionale domina Colombo Costruzioni, seguita da Itinera e Carron, grazie a progetti che hanno ridisegnato lo skyline di Milano e Roma. E quando si parla di industriale e logistico non c’è partita: al comando resta Techbau, affiancata da CMB e dall’Impresa Tonon, tutte concentrate su magazzini, poli produttivi e data center.

Le imprese di costruzione che crescono di più

Chi ha corso più veloce nel 2023? La classifica delle crescite più impressionanti premia Baiocco, che ha visto il fatturato aumentare del 157%. Subito dietro c’è Coccia Vincenzo, con un balzo del 153%, seguita da Oceania (+145%), Renovalo (+143%) e Mak (+118%). In un settore che nel complesso è cresciuto del 22%, questi numeri raccontano storie di espansione bruciante, alimentata dalla domanda residenziale e dalla corsa agli incentivi.

Ma non è solo questione di fatturato: la redditività separa i veri campioni dagli inseguitori. Renovalo ha chiuso il 2023 con un ebitda di 28,1 milioni, un Ebit di 26,4 milioni e un utile netto di 25,5 milioni, risultati che spiegano perché sia considerata un caso di scuola. Roger Group ha raggiunto 28,9 milioni di ebitda, 24,4 milioni di ebit e 13,2 milioni di utile, mentre Strever ha segnato 18,3 milioni di ebitda, 16,6 milioni di ebit e 15,9 milioni di utile netto.

Lombardia e Veneto guidano l’edilizia

Dove si concentrano le imprese che guidano l’edilizia privata in Italia? La mappa racconta un dominio quasi assoluto del Nord: la Lombardia da sola vale il 41% del fatturato delle prime 70 aziende, seguita dal Veneto con il 13% e dall’Emilia-Romagna con il 10%. Sono numeri che spiegano perché Milano, Verona e Bologna siano le piazze più competitive per residenziale e terziario.

Il Sud invece resta indietro, con un contributo che non va oltre il 3,8%, affidato quasi interamente alla pugliese Cobar. E quando si guarda oltre confine il quadro è ancora più netto: l’export pesa appena l’1,8%, generato quasi tutto da Itinera, che ha una forte presenza sui mercati internazionali. Una geografia che mostra chiaramente come il settore resti legato al mercato domestico e fortemente sbilanciato a favore del Nord Italia.

Portafogli in crescita e new entry

Non contano solo i ricavi, ma anche la solidità del portafoglio ordini. A fine 2023 la crescita è stata del 15,2% rispetto all’anno precedente e a guidare la classifica, in rapporto al fatturato, ci sono Vitali, Ediltecno Restauri, Sacaim, Brancaccio e la cooperativa CMB. Sono loro le imprese che hanno in mano il maggior numero di commesse future rispetto alle dimensioni attuali.

Il 2023 è stato anche l’anno delle new entry. Nella top 70 sono entrate sette aziende che non comparivano nella graduatoria precedente: Baiocco, Impredo, Oceania, Teicos UE, Mega, Brancaccio Costruzioni e Intesa Costruzioni. Realtà diverse per dimensioni e aree di specializzazione, ma tutte accomunate da una crescita che le ha spinte per la prima volta tra i principali player nazionali.

 

I dati si riferiscono al: 2023

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