Risparmio postale, l’utile di Cdp a quota 2,7 miliardi

É cresciuto di circa 38 milioni rispetto all’anno scorso. Tutti i numeri

Una raccolta da risparmio postale da record spinge Cassa depositi e prestiti: i depositi non erano mai stati così alti dal 2013, raggiungendo i 275 miliardi di euro. Certamente anche Cdp, che ha approvato il bilancio del 2020, ha beneficiato indirettamente di quel calo forzato dei consumi che ha fatto lievitare il risparmio privato degli italiani. A questi si sono aggiunte la raccolta dalle banche, di 83 miliardi, anch’essa in crescita, e quella obbligazionaria, pari a 21 miliardi.

Il risparmio postale e la Cdp

Vale la pena, però, ricordare che cos’è Cassa Depositi e Prestiti: l’azienda pubblica che gestisce il risparmio postale nazionale e che grazie a esso può sostenere le aziende italiane piccole, medie e grandi che ne avessero necessità, tramite credito o partecipazione diretta nel loro capitale. Sostanzialmente agisce come una banca di Stato, in modo analogo a quanto fanno la Kfw tedesca o la Caisse des dépôts et consignations francese.

Più volte negli ultimi anni è stata invocata come la salvezza per le molte crisi industriali che hanno coinvolto aziende anche storiche del nostro Paese, ma certamente dopo la l’emergenza pandemica e la profonda recessione che ha colpito l’Italia non è difficile immaginare che dovrà essere ancora più protagonista. E per questo appare come una buona notizia il fatto che l’ultimo bilancio appena pubblicato, che fa riferimento proprio al 2020, risulti in miglioramento, in controtendenza con la congiuntura di questo annus horribilis.

risparmio postale

Dividendi in calo nonostante il risparmio postale

C’è stato un incremento dei margini di interesse, cresciuti di 628 milioni euro da 2 miliardi e 526 milioni a 3 miliardi e 155 milioni. Cdp afferma che è migliorato lo spread fra attività fruttifere e le passività, grazie tra l’altro alla riduzione del costo della raccolta ed all’incremento del rendimento del credito concesso.

Naturalmente anche per Cassa Depositi e Prestiti la pandemia e la crisi economica che ha provocato ha prodotto un impatto, e in questo caso si è presentato sotto forma di una riduzione dei dividendi incamerati, passati da 1 miliardo e 424 milioni a uno 89 milioni di euro, principalmente a causa del calo del dividendo distribuito da Eni, una delle aziende partecipate da Cdp.

Sale il margine di intermediazione di Cdp

Altre entrate derivanti da commissioni e da utili da cessione di attività finanziarie hanno invece goduto di un incremento. Il risultato è che il margine di intermediazione, che è il cuore dell’attività di una banca, è migliorata di 480 milioni, arrivando a un dato positivo per il 2020 di 4 miliardi e 21 milioni. Il lieve aumento dei costi operativi, tra cui quelle per il personale, che ammontano solo a 272 milioni, non cambia il segno del progresso rispetto al 2019. Piuttosto sono le imposte, passate da circa 703 a 823 milioni, a ridurre la crescita dell’utile netto finale, che comunque c’è, ed è di circa 38 milioni. L’utile d’esercizio per il 2020 cresce infatti a 2 miliardi e 775 milioni.

Da Cdp 39 miliardi a favore di 100mila imprese

Il dato però che rende più orgogliosa l’azienda è quello relativo alle risorse mobilitate per sostenere le imprese, sia private che pubbliche, nell’anno della pandemia. Si tratta di 39 miliardi, 4 in più rispetto al 2019, che sono servite a finanziare in vario modo, tramite credito o intervento nel capitale, 100mila imprese, sia private, piccole o grandi, sia facenti parti della Pubblica Amministrazione. Erano solo 20 mila nei tre anni precedenti.

A cosa serve la liquidità di Cdp

Cdp rivendica di essersi trasformata da mero finanziatore a partner delle sempre più imprese con cui ha stretto un accordo, il 40% delle quali è collocata al Sud, con un focus in particolare sulle infrastrutture. Per la ripresa dei prossimi anni sarà necessario probabilmente un impegno ancora più forte di Cassa Depositi e Prestiti. E sarà quindi ancora più rilevante avere una liquidità abbondante come quella dell’ultimo anno, quando si è arrivati a 183 miliardi, con una crescita del 7% sul 2019. Servirà a sostenere più imprese e più progetti, con tutta probabilità in sinergia con il Next Generation Eu.

I dati si riferiscono al 2019 e 2020

Fonte: Cassa Depositi e Prestiti

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