Nei cinque stati orientali si è dimezzata dal 2009. In calo anche tra i giovani
Lavorare nella ex Germania Est resta più difficile a 30 anni dalla caduta del Muro di Berlino. Nel Paese in cui il tasso di disoccupazione negli ultimi anni è sempre stato uno dei più bassi d’Europa persistono le differenze tra gli Stati di una parte e quelli dell’altra: nella Germania Ovest il tasso è a 4,8%, a Est è del 6,4%. I länder che fino al 1989 erano sotto il controllo sovietico sono stati aiutati in modo deciso dallo Stato tedesco per colmare il gap. Ma se nessun intervento statale è riuscito a fermare lo spopolamento, il tasso di disoccupazione – come rileva l’ufficio federale di statistica tedesco – sta invece diminuendo a ritmi molto alti.
Fuga dalla Germania Est dopo la caduta del muro di Berlino
Dopo la caduta del Muro gli stati dell’Est hanno accusato un consistente fenomeno di spopolamento, molto più evidente nelle zone più periferiche rispetto alle città. Il tasso di disoccupazione, inoltre, è sempre stato più alto a Est, considerando anche la crisi di alcuni poli industriali che aveva favorito l’emigrazione interna verso Ovest. Per dare un’idea, città come Bernburg, tra Berlino e Lipsia, sede di grosse industrie tra cui il produttore di aerei Junckers e il produttore di cemento Solvay, sono passate da 53.000 abitanti negli anni ’90 ai 33.000 attuali.
La riscossa dei nuovi länder tedeschi
Un dato, però, è evidente: dopo la caduta del muro di Berlino l’ex Germania Est, almeno sul fronte della disoccupazione, sta recuperando e – come si vede nel grafico in alto – sta abbassando il suo tasso di disoccupazione a ritmi più alti (la linea è molto ripida) rispetto agli stati dell’Ovest. Anche se, bisogna dirlo, tassi come quelli tedeschi sono già molto bassi e diventa sempre più difficile limare le cifre. Dal 2009, comunque, il tasso di disoccupazione a Est si è praticamente dimezzato passando dai 13 punti percentuali ai 6,9 del 2018. E il calo è stato molto più evidente tra le donne: nel 1995 la disoccupazione arrivava al 17,8%, adesso è al 6,4% ed è più bassa rispetto agli uomini. Una tendenza, più marcata a Est rispetto all’Ovest, che non deve passare inosservato: in Italia, per fare un esempio, è da sempre più alta tra le donne.
Giovani dell’Est che (non) lavorano
Nel 2018 il tasso di disoccupazione nei giovani dai 15 ai 24 anni è stata la più bassa da sempre dalla riunificazione tedesca con il 6,2%. Nella ex Germania Est è stato registrato l’8,6%, mentre nell’ex territorio della Repubblica federale il livello è più basso: 5,8%. Anche nei cinque nuovi länder, però, ora per i giovani è più facile trovare lavoro: tra i 15 e i 24 anni solo nel 2008 il tasso disoccupazione era al 12,4%. In generale, il livello più alto di disoccupazione giovanile è stato registrato nel 2005, dopo diversi anni di stagnazione economica, quando ha raggiunto il 15,2%. Adesso, complice un sistema che mette in stretta connessione formazione e lavoro, il tasso di disoccupazione della Germania è uno dei più bassi d’Europa, nonostante le disparità interne. Come evidenzia anche Destatis ad agosto, mese degli ultimi dati disponibili, quello tedesco era il secondo tasso di disoccupazione dell’Unione europea, dopo quello della Repubblica Ceca, tra i 15 e i 74 anni.
I dati si riferiscono al: 2018
Fonte: Destatis
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