Musk in difficoltà: profitti giù del 37% nel business delle auto elettriche
Il 2025 segna un punto di svolta nella corsa globale ai veicoli elettrici. Dopo anni di inseguimento, Byd ha ufficialmente superato Tesla nelle vendite mondiali di auto a batteria. Tra gennaio e settembre, il gruppo cinese ha immatricolato 1,61 milioni di veicoli elettrici, contro 1,22 milioni della casa americana, con un vantaggio di 388.000 unità. Il sorpasso arriva in un contesto in cui il governo cinese ha deciso di puntare in modo massiccio sull’elettrico, sostenendo l’intero comparto con sussidi pubblici e agevolazioni fiscali. Una strategia che, pur criticata in Occidente come concorrenza sleale, sta consolidando il primato industriale di Pechino nel mercato globale dell’auto.
Già nel 2024, Byd aveva superato Tesla nella produzione con 1.777.965 veicoli elettrici a batteria contro 1.773.465. I dati del 2025 confermano la progressione: la casa cinese si avvicina alla soglia dei 2 milioni di unità vendute entro fine anno, spinta dalla domanda interna e da una filiera produttiva fortemente integrata. Tesla, al contrario, si trova nella fase più complessa della sua storia recente, costretta a inseguire in un mercato che non domina più.
Il sorpasso di Byd era annunciato
La rincorsa di Byd non è stata improvvisa, ma il risultato di una crescita costante e pianificata. In appena quattro anni, il gruppo cinese ha moltiplicato le proprie vendite di auto elettriche a batteria di oltre quattro volte, passando da 320.000 veicoli nel 2021 a 1,61 milioni nel 2025. Nello stesso periodo, Tesla ha aumentato le immatricolazioni del 72%, arrivando da 940.000 a circa 1,62 milioni di unità stimate. Il sorpasso è dunque il punto d’arrivo di una curva ascendente che ha visto Byd colmare progressivamente il divario con l’azienda di Elon Musk, fino a ribaltare gli equilibri globali del mercato elettrico.
Come si vede anche dal grafico, anno dopo anno, i numeri hanno raccontato un duello sempre più serrato: nel 2022 Tesla manteneva ancora un ampio margine (1,31 milioni di veicoli contro 0,92 milioni di Byd), ma già nel 2023 la distanza si era ridotta a 220.000 unità. Nel 2024, il divario residuo era di appena 30.000 veicoli, segnale di una concorrenza ormai frontale. Secondo i dati ufficiali diffusi dalle due case automobilistiche, la fotografia del 2025 chiude definitivamente la partita: Byd passa in testa, mentre Tesla si ritrova per la prima volta dal 2019 a inseguire.
La strategia di Byd che ha cambiato gli equilibri
Il successo di Byd non è frutto del caso, ma di una strategia industriale che ha cambiato gli equilibri del mercato globale. L’azienda cinese ha costruito un modello produttivo capace di unire espansione internazionale e integrazione verticale, portando la produzione vicino ai mercati di sbocco — dall’Asia all’Europa fino all’America Latina — per ridurre i costi logistici e aumentare l’efficienza. La gestione interna di batterie, semiconduttori e componenti elettronici consente a Byd di controllare l’intera catena del valore, mantenendo prezzi competitivi e tempi di consegna rapidi. È la stessa formula con cui la Cina ha conquistato settori come quello degli smartphone e dei pannelli solari: filiera interna, economie di scala e sostegno statale.
I risultati iniziano a vedersi in maniera evidente anche nel mercato europeo. Ad agosto, Byd ha superato Tesla nelle immatricolazioni, con 9.130 auto vendute contro le 8.220 del marchio californiano. Su base annua, Tesla resta in testa (85.673 contro 67.632 unità), ma la tendenza segna un sorpasso ormai imminente. Parte del successo si spiega anche con la politica dei prezzi: la berlina Qin L di Byd costa circa 15.000 euro, meno della metà della Model 3 di Tesla, venduta a circa 30.000 euro. Una strategia di accessibilità che ha rafforzato il marchio cinese proprio durante la crisi economica interna, rendendolo il simbolo di una mobilità elettrica più popolare e sostenibile.
Byd, tecnologia e conquista dei mercati globali
La forza di Byd non si misura solo nei volumi di vendita, ma nella capacità di innovare a ritmi più rapidi dei concorrenti. La sua Super e-Platform consente una ricarica completa in soli 5 minuti, contro i 15 minuti richiesti dal sistema Supercharger di Tesla. A bordo, il sistema di assistenza alla guida “God’s Eye” integra funzioni di guida semi-automatica e sorpasso autonomo, già incluse di serie su tutti i modelli. Tesla, al contrario, applica un sovrapprezzo di 8.000 dollari per il pacchetto Full Self-Driving, confermando un approccio più selettivo e premium.
La strategia di espansione internazionale segue la stessa logica. L’azienda è oggi presente in oltre 70 Paesi, con un network di vendita che cresce rapidamente in Europa, America Latina e Sud-Est asiatico. Resta però esclusa dal mercato statunitense a causa dei dazi del 100% imposti sui veicoli elettrici cinesi, una barriera che spinge il gruppo a consolidare la sua posizione nei mercati alternativi. In Europa, Byd punta su prezzi competitivi e tecnologia proprietaria, con l’obiettivo di costruire 4.000 stazioni di ricarica nei prossimi anni e presidiare il continente in modo stabile, sfidando Tesla proprio sul terreno in cui per anni è stata incontrastata.
Tesla sotto pressione tra costi in aumento e utili in calo
Sul fronte opposto, Tesla sta attraversando una fase di pressione crescente. Gli aumenti dei costi operativi, dovuti anche a dazi sui componenti per oltre 400 milioni di dollari e alla diminuzione dei ricavi dai crediti di emissione CO₂, hanno ridotto i margini di profitto. A questi fattori si sommano una domanda più instabile nei mercati maturi e la crescente esposizione mediatica di Elon Musk, spesso al centro di controversie che hanno portato “cattiva luce” sull’azienda, influenzando la percezione del marchio e la fiducia degli investitori.
Per Tesla, il 2025 è l’anno in cui i conti iniziano davvero a pesare. Nonostante i ricavi record e la crescita della produzione, gli utili raccontano una storia diversa. Nel terzo trimestre l’azienda ha registrato un utile netto di 1,37 miliardi di dollari, contro i 2,17 miliardi dello stesso periodo del 2024, con un calo del 37% su base annua. Anche l’utile cumulato dei primi nove mesi risulta in flessione del 37%, segno che la contrazione non è episodica ma strutturale. I ricavi trimestrali, pari a 28,1 miliardi di dollari, hanno superato le stime degli analisti, ma non sono bastati a compensare il calo dei margini.
Le spese operative di Tesla sono tra l’altro nche aumentate del 50% per i nuovi investimenti in intelligenza artificiale e ricerca. L’azienda ha poi anche lanciato versioni “Standard” più economiche dei modelli Model Y e Model 3, con tagli di prezzo fino a 5.500 dollari. La strategia punta a rilanciare le vendite, ma riduce i margini di guadagno.
La frenata in Borsa e la poca fiducia dei mercati
In Borsa, il titolo Tesla riflette la fase più complessa dell’azienda di Elon Musk. In una delle ultime sedute ha chiuso a 378,25 euro, in rialzo dell’1,58% (+5,9 euro), dopo aver oscillato tra 377 e 388 euro. Da inizio anno il titolo segna però un calo del −8,74%, all’interno di un range annuale compreso tra 197,24 e 423 euro. Nonostante i ricavi record del terzo trimestre, gli investitori restano cauti. A pesare sono il calo degli utili, la riduzione dei margini e la perdita della leadership mondiale a favore di BYD. Il titolo appare più instabile e meno dominante: non guida più il settore, ma ne segue l’evoluzione in un mercato sempre più competitivo e spinto dall’espansione asiatica.
Fonte: Byd, Tesla
I dati si riferiscono al: 2024
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