Byd batte Tesla: 2,26 milioni le auto elettriche vendute

Musk in difficoltà: nel 2025 solo 1,64 miloni veicoli venduti. In Europa -39%

Il 2025 ha segnato un punto di svolta nella corsa globale ai veicoli elettrici. Dopo anni di inseguimento, Byd ha ufficialmente superato Tesla nelle vendite mondiali di auto a batteria. Il gruppo cinese con sede a Shenzhen ha immatricolato 2,26 milioni di auto elettriche contro gli 1,64 milioni della casa americana, diventando il principale competitor globale di Elon Musk nel mercato degli EV. Il sorpasso arriva in un contesto in cui il governo cinese ha deciso di puntare in modo massiccio sui veicoli a batteria, sostenendo l’intero comparto con sussidi pubblici e agevolazioni fiscali. Una strategia che, pur criticata in Occidente come concorrenza sleale, sta consolidando il primato industriale di Pechino nel mercato globale dell’auto.

Già nel 2024, Byd aveva superato Tesla nella produzione con 1.777.965 veicoli elettrici a batteria contro 1.773.465. I dati del 2025 confermano la progressione anche sul piano commerciale, spinta dalla domanda interna  e da una filiera produttiva fortemente integrata. Tesla, al contrario, si trova nella fase più complessa della sua storia recente, costretta a inseguire in un mercato che non domina più.

Byd vs Tesla: ecco arriva il sorpasso

La crescita di Byd è il risultato di una strategia industriale coerente e di lungo periodo, non di un’accelerazione improvvisa. In quattro anni il gruppo cinese ha più che quadruplicato le vendite di veicoli elettrici a batteria, passando da 320.000 unità nel 2021 a 1,61 milioni nel 2025, fino a superare Tesla e a ridefinire gli equilibri del mercato globale degli EV. Una traiettoria che si riflette anche nei dati più recenti: +28% delle vendite su base annua e titolo in rialzo del 3,6% alla Borsa di Hong Kong dopo l’annuncio dei risultati.

Come si vede anche dal grafico, anno dopo anno, i numeri hanno raccontato un duello sempre più serrato: nel 2022 Tesla manteneva ancora un ampio margine (1,31 milioni di veicoli contro 0,92 milioni di Byd), ma già nel 2023 la distanza si era ridotta a 220.000 unità. Nel 2024, il divario residuo era di appena 30.000 veicoli, segnale di una concorrenza ormai frontale. Secondo i dati ufficiali diffusi dalle due case automobilistiche, la fotografia del 2025 chiude definitivamente la partita.

Un risultato quello di Byd maturato anche in un contesto di forte competizione interna al mercato cinese: Geely ha aumentato la produzione di veicoli elettrici del 39% su base annua, mentre Leapmotor ha raggiunto l’obiettivo di 500.000 veicoli nel 2025 e ha fissato un target di 1 milione di unità per il 2026, contribuendo a rendere il mercato domestico sempre più affollato e competitivo.

La strategia industriale di Byd

Il successo di Byd non è frutto del caso, ma di una strategia industriale che ha cambiato gli equilibri del mercato globale. L’azienda cinese ha costruito un modello produttivo capace di unire espansione internazionale e integrazione verticale, portando la produzione vicino ai mercati di sbocco — dall’Asia all’Europa fino all’America Latina — per ridurre i costi logistici e aumentare l’efficienza. La gestione interna di batterie, semiconduttori e componenti elettronici consente a Byd di controllare l’intera catena del valore, mantenendo prezzi competitivi e tempi di consegna rapidi. È la stessa formula con cui la Cina ha conquistato settori come quello degli smartphone e dei pannelli solari: filiera interna, economie di scala e sostegno statale.

I risultati iniziano a vedersi in maniera evidente anche nel mercato europeo. Ad agosto, Byd ha superato Tesla nelle immatricolazioni, con 9.130 auto vendute contro le 8.220 del marchio californiano. Parte del successo si spiega anche con la politica dei prezzi: la berlina Qin L di Byd costa circa 15.000 euro, meno della metà della Model 3 di Tesla, venduta a circa 30.000 euro. Una strategia di accessibilità che ha rafforzato il marchio cinese proprio durante la crisi economica interna, rendendolo il simbolo di una mobilità elettrica più popolare e sostenibile.

Byd: tecnologia e prezzi

La forza di Byd non si misura solo nei volumi di vendita, ma nella capacità di innovare a ritmi più rapidi dei concorrenti. La sua Super e-Platform consente una ricarica completa in soli 5 minuti, contro i 15 minuti richiesti dal sistema Supercharger di Tesla. A bordo, il sistema di assistenza alla guida “God’s Eye” integra funzioni di guida semi-automatica e sorpasso autonomo, già incluse di serie su tutti i modelli. Tesla, al contrario, applica un sovrapprezzo di 8.000 dollari per il pacchetto Full Self-Driving, confermando un approccio più selettivo e premium.

La strategia di espansione internazionale segue la stessa logica. L’azienda cinese è oggi presente in oltre 70 Paesi, con un network di vendita che cresce rapidamente in Europa, America Latina e Sud-Est asiatico. Resta però esclusa dal mercato statunitense a causa dei dazi del 100% imposti sui veicoli elettrici cinesi, una barriera che spinge il gruppo a consolidare la sua posizione nei mercati alternativi. In Europa, Byd punta su prezzi competitivi e tecnologia proprietaria, con l’obiettivo di costruire 4.000 stazioni di ricarica nei prossimi anni e presidiare il continente in modo stabile, sfidando Tesla proprio sul terreno in cui per anni è stata incontrastata.

byd tesla

Tesla tra costi in aumento e margini in calo

Sul fronte opposto, Tesla sta attraversando una fase di pressione crescente. Gli aumenti dei costi operativi, dovuti anche a dazi sui componenti per oltre 400 milioni di dollari e alla diminuzione dei ricavi dai crediti di emissione CO₂, hanno ridotto i margini di profitto. A questi fattori si sommano una domanda più instabile nei mercati maturi e la crescente esposizione mediatica di Elon Musk, spesso al centro di controversie che hanno portato “cattiva luce” sull’azienda, influenzando la percezione del marchio e la fiducia degli investitori.

Per Tesla, il 2025 è l’anno in cui i conti iniziano davvero a pesare. Nonostante i ricavi record e la crescita della produzione, gli utili raccontano una storia diversa. Nel terzo trimestre l’azienda ha registrato un utile netto di 1,37 miliardi di dollari, contro i 2,17 miliardi dello stesso periodo del 2024, con un calo del 37% su base annua. Anche l’utile cumulato dei primi nove mesi risulta in flessione del 37%, segno che la contrazione non è episodica ma strutturale. I ricavi trimestrali, pari a 28,1 miliardi di dollari, hanno superato le stime degli analisti, ma non sono bastati a compensare il calo dei margini.

Le spese operative di Tesla sono tra l’altro nche aumentate del 50% per i nuovi investimenti in intelligenza artificiale e ricerca. L’azienda ha poi anche lanciato versioni “Standard” più economiche dei modelli Model Y e Model 3, con tagli di prezzo fino a 5.500 dollari. La strategia punta a rilanciare le vendite, ma riduce i margini di guadagno.

Fattori politici e difficoltà sui mercati

Nel 2025 Tesla ha operato in un contesto reso più complesso da fattori politici e geografici. Il coinvolgimento di Elon Musk in incarichi governativi negli Stati Uniti ha generato proteste e tensioni reputazionali, con riflessi sulle vendite nel mercato domestico. Le difficoltà risultano ancora più marcate in Europa: in Francia le immatricolazioni Tesla sono scese del 37%, attestandosi a 25.477 veicoli nel 2025, mentre nell’Unione Europea il calo complessivo è stato del 39% nei primi undici mesi dell’anno. I dati confermano quello che in molti hanno intuito da tempo: gli europei non nutrono più lo stesso amore per il marchio che un tempo era considerato un simbolo di progresso.

Secondo gli analisti, la debolezza delle consegne nel quarto trimestre rientrava nelle attese e ha un peso limitato nella valutazione complessiva della società. La capitalizzazione di Tesla resta infatti legata soprattutto alle prospettive di sviluppo nel campo dell’intelligenza artificiale e dell’autonomia. In questa strategia rientrano i progetti su robotaxi, Cybercab e robot umanoide Optimus, insieme ai test di guida autonoma già avviati in Texas. In questa lettura, l’andamento delle vendite di auto nel breve periodo incide meno rispetto alla capacità dell’azienda di trasformarsi in una piattaforma tecnologica integrata.

 

Fonte: Byd, Tesla
I dati si riferiscono al: 2025

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