fbpx
 In Hot Topic

I bonifici esteri in entrata sono stati di più: 1469 contro i 1354 miliardi di euro in arrivo

L’economia italiana nonostante la globalizzazione sempre più profonda è ancora legata in modo preponderante all’Europa. E’ quello che emerge dai numeri del rapporto 2019 dell’Unità di Informazione Finanziaria, UIF per l’Italia della Banca d’Italia, che è un po’ “l’intelligence” della nostra Banca Centrale e si occupa di antiriciclaggio e movimenti di denaro sospetti. Tra i suoi compiti l’analisi dei bonifici che prendono la via dell’estero e che da fuori entrano nel nostro Paese.

Prendendo in considerazione questi, la stragrande maggioranza del resto legali, si osserva come una quota preponderante, corrispondente a 1089 miliardi su 1354 totali, sia diretta, quando è in uscita, verso Paesi UE. A fare la parte del leone però a sorpresa non è la Germania, con cui pure vi sono i maggiori rapporti commerciali, ma il Regno Unito, che nel 2019 era ancora parte dell’Unione Europea, con 293 miliardi.

I bonifici verso la Germania vengono solo al secondo posto, e valgono 250 miliardi. Quelli verso la Francia ammontano invece a 226. E’ probabile che il dato inglese rifletta la presenza sull’isola di diversi intermediari finanziari che gestiscono fondi, investimenti, e vendono servizi anche assicurativi, per esempio.

Sono stati solo 265 i miliardi andati all’estero in Paesi non UE via bonifico. La maggioranza relativa, 93, negli Stati Uniti, gli altri in Svizzera, dove sono giunti 40 miliardi. La Turchia supera la Cina, 21 a 18 miliardi. E’ probabile che nonostante gli ingenti scambi tra cinesi e italiani il trasferimento di denaro avvenga con altri mezzi, magari con l’uso di intermediari di altri Paesi che si occupano di questi servizi, e quindi di conti collocati in banche non italiane.

I bonifici esteri in entrata sono cresciuti del 5,2% rispetto al 2018

Banca d’Italia sottolinea gli 85 miliardi inviati via bonifico nei Paesi a fiscalità privilegiata come Svizzera, Serbia, Hong Kong, è su questi, diretti in sistemi meno trasparenti, che si concentra l’attività investigativa del Uif in particolare.

Un altro dato rilevante è l’aumento considerevole, del 5,2%, dei bonifici esteri in entrata, che sono cresciuti a 1469 miliardi di euro, con un saldo netto positivo rispetto a quelli in uscita, aumentati del 2,2%, di 115 miliardi. Saldo che riflette del resto quello positivo a livello commerciale.

Anche tra i bonifici in entrata comunque prevale la provenienza Ue, con 1169 miliardi, tra cui quelli dal Regno Unito sono sempre la maggioranza relativa, 316, superando ancora la Germania, con 264.

In questo caso i miliardi in arrivo da fuori UE sono 300, di cui 94 da Paesi, come la Svizzera, a fiscalità privilegiata, e quindi per Bankitalia, ricettacolo potenziale di attività illecite.

Nel report la Uif sottolinea che, dato curioso, vi è stato un crollo dell’interscambio di bonifici con Stati Uniti e Turchia, diminuito del 27,1% e del 55,1%. Vi è stata la crisi economica e valutaria della Turchia, come si sa, mentre è meno chiaro il motivo del calo delle entrate dagli USA, verso cui l’export ha proseguito a crescere, seppur a un ritmo inferiore. Possibile abbia influito l’indebolimento dell’euro rispetto al dollaro?

I dati si riferiscono al 2019

Fonte: Banca d’Italia

Leggi anche: Aumentano le segnalazioni all’antiriciclaggio

Share with your friends










Inviare
Recommended Posts

Start typing and press Enter to search