In Fisco e tasse

I dati del budget 2018. La spesa aumenta di 10 miliardi. Per gli immigrati solo 594 milioni

Dopo discussioni, bozze ed emendamenti, a fine dicembre la Commissione ha approvato il bilancio europeo 2018.
Il primo dato, che vediamo anche di seguito, è che c’è un aumento nei pagamenti decisi per l’anno in corso dell’1,4%. Si tratta di circa 10 miliardi 935 milioni di euro in più rispetto al 2017.
Complessivamente saranno spesi 145 miliardi e 425 milioni, contro 134 miliardi e 490 milioni del 2017 come mostra il grafico sopra.

Cosa cambia nel bilancio Ue 2018

L’aspetto più interessante però è osservare dove vi saranno i maggiori cambiamenti. A fronte di un incremento totale modesto in alcune voci ci sono cali o aumenti in doppia cifra. Per esempio nel capitolo “Crescita intelligente e inclusiva”, che costituisce il 46% del bilancio, ci sarà quasi tutto l’incremento previsto, 10 miliardi e 324 milioni +18,3%.
Per la sua vastità tale voce è divisa in due macro-capitoli, “Competitività per la crescita e l’occupazione” e “Coesione economica, sociale e territoriale” ed è soprattutto quest’ultima quella che vede l’aumento principale, +25,7% grazie a 9 miliardi e 563 milioni in più.
L’elenco dei progetti contenuti in queste voci sarebbe amplissimo. Basti sapere che gran parte di questi 9 miliardi e mezzo in più sono causati dall’incremento di 8 miliardi e 989 milioni dell’obiettivo “Investimenti a favore della crescita e dell’occupazione”, +26%. Si tratta dei finanziamenti per le regioni il cui Pil pro capite è inferiore al 75% di quello medio europeo. A queste arriveranno 23 miliardi e 388 milioni, 4 miliardi e 73 milioni in più di oggi, come si vede nel grafico sotto che mostra i dati “spacchettati” del capitolo “Investimenti a favore della crescita e dell’occupazione” il cui totale è, per il 2018, di 43,5 miliardi dai precedenti 34,6.

Per i programmi che fanno parte dell’obiettivo “Investimenti a favore della crescita e dell’occupazione” la crescita varia, quindi, tra il 20 e il 30% compreso l’obiettivo chiamato “Regioni in transizione”, quelle con Pil pro capite tra il 75% e il 90% del Pil medio, e per quelle più sviluppate, ovvero al di sopra del 90% del Pil pro capite, per cui si parla più che di recupero di sviluppo della competitività.
Vi sono anche 2 miliardi e 475 milioni in più per il Fondo di Coesione, ovvero le risorse destinate non alle regioni ma agli Stati con un reddito nazionale lordo pro capite inferiore al 90% della media europea.
Di seguito vediamo appunto i numeri del sotto-capitolo “Coesione economica, sociale e territoriale”

L’altro incremento superiore al miliardo nel bilancio europeo 2018 è quello riguardante la voce “Crescita sostenibile: risorse naturali”, per la quale c’è un aumento di 1 miliardo 446 milioni di euro, +2,6%
In particolare sono gli obiettivi “Fondo europeo agricolo di garanzia (Feaga)” e “Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr)”
Nel primo caso lo scopo ufficiale è “migliorare la competitività del settore agricolo e rafforzarne il valore nella filiera alimentare, promuovere la stabilità del mercato e rispondere più efficacemente alle attese dei consumatori”. Di fatto sono i classici sussidi agli agricoltura della Politica Agricola Comune (Pac). Vi sarà un loro aumento di 909,5 milioni, +2,1% sul 2017.
Nel secondo si tratta di incentivi alla lotta alla povertà nelle zone rurali, all’incremento della competitività delle aziende agricole, la commercializzazione dei prodotti, e un 30% riguarda l’adattamento ai cambiamenti climatici. L’aumento qui è di circa 644 milioni, +5,7%

Meno soldi alla sicurezza

I tagli riguardano soprattutto il capitolo “Sicurezza e Cittadinanza”, che è già tra i capitoli più piccoli essendo solo il 2% del bilancio europeo 2018. Vi è un calo di 823 milioni, -21,7%.
E’ dovuto in particolare al dimezzamento del sotto-capitolo “Fondo Asilo, migrazione e integrazione” per cui saranno spesi 594 milioni, ben 588 in meno rispetto al 2017. La giustificazione ufficiale è che il 2018 sarà un anno di transizione. Sarà approvata quest’anno la riforma del Trattato di Dublino, e solo dal 2019 quindi saranno stanziati i fondi necessari a far fronte ai cambiamenti, come i ricollocamenti dei migranti.
Giù di 266 milioni, -35,6%, i finanziamenti per il “Fondo Sicurezza Interna”, per il coordinamento dei sistemi di polizia e il controllo delle frontiere esterne.
Giù del 5,6%, -532 milioni, anche il finanziamento per le politiche estere, il capitolo “Europa Globale”
Insomma, l’Europa per il 2018 pare volersi concentrare sull’economia, cercando di mettersi alle spalle le emergenze immigrazione e terrorismo.

I dati si riferiscono al: 2018

Fonte: Ue

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