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Italia quasi sempre tra i primi quattro Paesi per contributi netti al budget Ue dal 2000 ad oggi

In queste settimane a Bruxelles si sta discutendo del nuovo budget europeo, quello del periodo 2020-2026. Non è una trattativa facile. C’è chi preme per un’abolizione dei rebate, tra cui quelli per la Germania, e non c’è accordo sull’ammontare complessivo del budget, con i Paesi del Nord che mordono il freno, e altri che spingono per un bilancio più generoso.

La difficoltà nel trovare un compromesso risiede anche nel fatto che non tutti contribuiscono al budget allo stesso modo, tutt’altro. Come succede all’interno dei Paesi (in Italia per esempio) dove alcune aree versano più di quanto riceveranno, lo stesso accade nella Ue.

Ue, la classifica dei contributori netti

Come si vede nella bar chart race in alto (in milioni di euro) dal 2000 è sempre stata la Germania il maggior contributore netto. Infatti, a differenza tra quanto versato e quanto incassato non è mai stata inferiore a 4 miliardi e 954 milioni del 2002, ed è cresciuta fino a un massimo di 14 miliardi e 523 milioni nel 2015, per poi scendere a poco meno di 10,7 miliardi nel 2017 e risalire a 13 miliardi e 406 milioni nel 2018. Cliccando sul tasto “play” vediamo dal 2000 ad oggi chi ha dato di più ricevendo meno e chi ha dato meno ricevendo di più.

Anche l’Italia è un contributore netto, al quarto posto con 5 miliardi e 59 milioni. Anche se il massimo si è raggiunto nel 2011 con 5 miliardi e 933 milioni. In quell’anno, così come nel 2009, andammo infatti al terzo posto, superando il Regno Unito che assieme alla Francia normalmente ci precede in questa classifica. Nel 2008 fummo addirittura secondi. Solo nel 2000 ottenemmo più di quanto versammo, ma fu un’eccezione.

Budget europeo, la Polonia ottiene di più

Dall’altro lato ci sono i beneficiari netti. Dove il panorama è mutato molto di più. Fino al 2006 infatti erano Spagna, Grecia e Portogallo i Paesi che ricevevano di più, al netto di quanto versavano, fino a un massimo di 8 miliardi e 852 milioni per la Spagna nel 2002. Ma con l’arrivo dei nuovi membri dell’Est nel 2004 e il nuovo budget del 2007 cambia tutto. Polonia e Ungheria si spingono nelle prime posizioni. E se fino al 2008 rimangono dietro la Grecia, dal 2009 è proprio la Polonia ad avere il saldo netto maggiore, e da quel momento rimane di gran lunga il Paese più beneficiato dagli altri europei. Arriva a ricevere nel 2014 13 miliardi e 676 milioni, che poi diminuiscono fino a poco più di 7 per risalire nel 2018 a 12 miliardi e 343 milioni. Dietro si sono alternati Grecia, Ungheria, Romania. 

Se volessimo considerare chi dà e riceve di più in relazione al PNL (Prodotto Nazionale Lordo) in realtà almeno nel 2018 sarebbe prima l’Ungheria con un saldo netto a favore del 4,11% del PIL,  e la Polonia con il 2,59% sarebbe superata anche da Lituania e Lettonia. Tra i Paesi che più versano l’Italia risulterebbe meno pesantemente coinvolta, con un saldo negativo del 0,29% del PNL, come il Regno Unito, minore di quello di Paesi Bassi, Svezia, Austria, Germania e Danimarca, che con il 0,39% del PNL è in testa nel 2018.

Sarà interessante nel nuovo bilancio osservare se, vista la crescita così bassa, l’Italia passerà tra i Paesi beneficiati o rimarrà tra i beneficiari

Fonte: Commissione Europea

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