Bilancio della Consob, le entrate sono previste in calo

Saranno invece in crescita i costi del personale e le spese in conto capitale

Negli ultimi anni l’attività della Consob, ovvero la Commissione nazionale per le società e la Borsa, si è dovuta intensificare a causa dell’emergere nel panorama finanziario italiano di nuovi soggetti per la moltiplicazione delle aziende che forniscono servizi di intermediazione, anche e soprattutto online. L’arrivo anche nel nostro Paese del fenomeno del fintech si è accompagnato all’enorme aumento per esempio del numero dei broker, così come di quello dei portali che si occupano di investimenti e di raccolta di capitali a favore delle imprese.

Su tutti questi intermediari è compito della Consob vigilare perché le negoziazioni abbiano luogo con trasparenza e secondo principi di correttezza. L’organismo regola anche la prestazione dei servizi da parte degli intermediari stessi e stabilisce quali siano gli obblighi delle società quotate nei mercati regolamentati, a tutela del risparmiatore. Quando vi sono offerte pubbliche di vendita queste devono essere autorizzate proprio dalla Consob, che controlla anche le informazioni fornite al mercato da chi emette titoli perché siano trasparenti ed esatte. Naturalmente vi è anche un’attività di sanzione, nel caso vi siano illeciti, e di collaborazione con le altre istituzioni italiane e internazionali preposte all’organizzazione e al funzionamento dei mercati.

L’espansione del bilancio della Consob negli anni

Tale lavoro richiede una struttura complessa e naturalmente dei fondi. Perciò anche la Consob, guidata dal febbraio 2019 dall’ex ministro Paolo Savona, pubblica annualmente dei bilanci dettagliati. 

Quello consuntivo del 2020 in particolare ha visto entrate di 206.706.094,47 euro, in aumento rispetto ai 204.419.119,26 del 2019, ma in calo sui 222.068.637,02 del 2018. Se il confronto è tuttavia con gli anni precedenti è evidente un’espansione del budget dell’organismo. Nel 2013 infatti le stesse entrate ammontavano solo a 151.179.598,14. In 7 anni vi è stato quindi un incremento di circa il 36%, con un salto evidente tra il 2017 e il 2018.

Parallelamente sono molto aumentate anche le uscite, che nel 2013 erano di 138.601.101,98 euro, e l’anno scorso di 197.875.903,32. Anzi, in questo caso la crescita è stata anche più pronunciata, e infatti gli utili che una volta erano decisamente più ampi si sono ora ristretti. Nel 2020 è stato di 8.830.191,15. Fino al 2016 era sempre stato superiore ai 12 milioni, superando i 16 milioni nel 2015. Ma da dove provengono i ricavi per la Consob?

I contributi degli intermediari finanziari su di quasi il 40% in 7 anni

Come si evince sia dal bilancio consuntivo della Consob del 2020 sia da quello previsionale per il 2021 la grande maggioranza deriva dai versamenti contributivi degli intermediari finanziari. Si tratta a tutti gli effetti di una sorta di tassazione che ogni soggetto deve pagare per rendere possibile il servizio di vigilanza della Consob, sulla base del principio che tale attività rappresenta una garanzia oltre che per il consumatore/risparmiatore anche per l’intermediario stesso, che in tal modo può operare in un regime pienamente trasparente e concorrenziale.

In base all’ultima delibera di fine 2020 per esempio le Sim (Società di Intermediazione Mobiliare) devono versare 4.200 euro all’anno più lo 0,49% dei ricavi da servizi di investimento, con dei massimali, che arrivano a 165 mila euro per introiti oltre i 100 milioni, e a 145 mila per quelli tra i 50 e i 100 milioni. Per le banche a fronte di una quota fissa sempre di 4.200 euro l’aliquota percentuale è del 3,4% sempre dei ricavi da investimento. In questo caso il massimale è naturalmente più alto, di 205 mila euro per entrate da 100 a 500 milioni, di 230 mila per quelli oltre i 500 milioni.

A essere soggetti a questi pagamenti sono naturalmente moltissime altre realtà, come le imprese di investimento, gli agenti di cambio, i gestori di risparmio, le società di revisione, la Borsa.

E l’espansione di questo mondo finanziario si è riflessa nel tempo in un visibile aumento delle entrate da contributi. La Consob ha infatti incamerato 135.575.708,07 nel 2020, contro i 97.962.944,68 del 2013, quasi il 40% in meno.

bilancio Consob

I dati del bilancio della Consob del 2020

Le altre entrate per la Consob sono rappresentate dai trasferimenti dello Stato, che però sono molto limitati, solo di 250 mila euro nel 2020, e soprattutto da altri ricavi propri, per un valore complessivo di 28.748.757,28 l’anno scorso. I quali nel dettaglio sono derivati dall’utilizzo di un fondo per la stabilizzazione delle entrate contributive, del valore di 13,11 milioni, da interessi attivi attivi e proventi finanziari, per 3,76 milioni, e poi da varie altre voci come le somme liquidate da provvedimenti giudiziari a favore (6,3 milioni), o le sanzioni amministrative comminate (1,4 milioni), nonché l’utilizzo di altri fondi.

Altri 8.338.893,75 euro provenivano nel 2020 dall’uso dell’avanzo di amministrazione del fondo pluriennale vincolato. E poi vi erano delle partite di giro del valore di 33.792.735,37 che però corrispondevano naturalmente a una cifra identica ma negativa dal lato delle uscite.

Le uscite, appunto. Nel complesso come si è detto ammontavano a 197.875.903,32 nel 2020, 8.830.191,15 in meno rispetto alle entrate. La maggioranza assoluta era rappresentata da  quelle per il personale, del valore di 110.127.436,63 euro, che si accompagnavano a 43.950.000,44 euro di spese per beni di consumo e servizi. Il resto era composto da imposte e tasse per 6.469.847,4 euro e uscite in conto capitale per 3.535.883,48, principalmente immobilizzazioni tecniche, ovvero ammortamenti per investimenti in strumentazione tecnologica per esempio.

L’incremento dei costi del personale

Come si è detto le uscite sono cresciute nel tempo più delle entrate, ma nello specifico se escludiamo dal computo le partite di giro sono state soprattutto le spese per il personale e quelle per i beni e i servizi ad aumentare.

In controtendenza con quanto accaduto in gran parte degli altri comparti della Pubblica Amministrazione, in cui si è assistito a una riduzione di tali costi, nel caso della Consob gli emolumenti per i dipendenti sono passati per esempio dagli 89.499.030,5 del 2013 ai 110.127.436,63 dello scorso anno.

Ma ancora più importante è l’incremento delle altre spese correnti, che sono più che raddoppiate in 7 anni. Anche se a dire il vero nel 2020 vi è stata una riduzione rispetto a 2018 e 2019, anni in cui le uscite per beni e servizi avevano sfiorato rispettivamente i 60 e i 50 milioni. Nella delibera che accompagna il bilancio è spiegato che si è trattato del risultato delle minori uscite per buoni pasto, gestione delle sedi e del sistema informativo, per convegni e formazione, a causa del rallentamento delle attività in presenza dovuto alla pandemia. Senza questi risparmi temporanei l’impennata di tali costi risulterebbe ancora più imponente

Il bilancio di previsione della Consob per il 2021

Il bilancio di previsione della Consob per il 2021 è in pareggio, come del resto erano in pareggio sulla carta anche quelli di previsione per gli anni precedenti. Nello specifico entrate e uscite dovrebbero ammontare a 200.210.415 euro, con ricavi contributivi che sono visti in calo rispetto al 2020, a 125.960.900 milioni, così come le entrate proprie, a 26.045.189,39, 2,7 milioni in meno dell0 scorso anno.

In crescita dovrebbero invece essere le partite di giro, a 39 milioni, e l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione, a 8.954.325,61.

Dal lato delle uscite le spese per il personale sono segnalate in aumento di quasi 12 milioni, a 121.989.439 euro, così come le imposte e le tasse, mentre vi è un rilevantissimo taglio dei costi per acquisti di beni e servizi, che quasi dimezzerebbero passando da 43.950.000 a 22.817.168 euro. Su le spese in conto capitale, con più di un milione preventivato per beni immobili e più di 4 per immobilizzazioni tecniche.

Le differenze tra le entrate previste e quelle reali

In sostanza l’obiettivo della Consob è di puntare di più sulle competenze e sul capitale umano risparmiando sul resto delle uscite correnti, per ovviare alla riduzione del gettito proveniente dai contributi degli intermediari finanziari.

Negli esercizi precedenti si era poi assistito a entrate reali più alte di quelle contenute nei bilanci preventivi e nel caso del 2020 anche a uscite inferiori. L’anno scorso infatti i ricavi erano stati di circa 7 milioni maggiori di quelli previsi e le spese di 800 mila euro inferiori.

Questo aveva consentito la presenza di un utile, non presente invece nelle previsioni.  Succederà anche nel 2021?

I dati si riferiscono al 2013-2021

Fonte: Consob

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