Banche tedesche poco solide, ma Berlino fa finta di niente

Sofferenze bancarie

La Ue: sono “strutturalmente deboli”. Ma da 4 anni nessuno rispetta i richiami

Sorpresa: anche le banche tedesche non se la passano bene. Sono state più volte bocciate dall’Europa per la loro debolezza e, sopratutto, non hanno rispettato le richieste che l’Europa ha rivolto loro.

Le banche tedesche sono un problema

Ma iniziamo con il caso italiano. E’ dal 2011 che l’Unione Europea mette in guardia l’Italia sul problema dei crediti deteriorati e delle sofferenze delle banche che le rendono meno sicure di quanto dovrebbero e rischiano di fare esplodere crisi difficilmente recuperabili. E insieme con l’Italia mette in guardia anche le altre regioni dell’Europa del Sud. Ecco perché non ha torto chi sostiene che, nel settore bancario, il Vecchio continente sia diviso in un’area del Sud, strutturalmente debole, e una del Nord, nettamente più robusta e stabile.

Banche solide, le raccomandazioni dell’Europa

Questa dicotomia è evidente dalla cartina europea qui sopra, che è stata realizzata sulla base delle oltre 50 raccomandazioni specifiche per paese (Csr, ossia country specific reccomendation) che il Consiglio Europeo ha dispensato agli Stati membri dell’Ue nel periodo dal 2011 al 2015 in relazione alle tematiche di stabilità finanziaria e servizi bancari.

Queste raccomandazioni hanno riguardato fondamentalmente quattro principali questioni da risolvere: una debolezza strutturale del sistema bancario, una vulnerabilità ciclica come per esempio quella causata da una bolla dei prezzi immobiliari, un elevato livello nel sistema di crediti deteriorati (Npl, non performing loan) e una difficoltà da parte di imprese e famiglia ad accedere ai finanziamenti.

La classifica delle banche europee

Ebbene: la cartina mostra come l’Italia, in ottima compagnia di Spagna, Portogallo e Grecia, proprio stando alle raccomandazioni arrivate dal Consiglio Europeo, debba fare i conti con due grosse problematiche tra loro collegate. Innanzi tutto una debolezza strutturale del sistema bancario. E, in secondo luogo, un quadro di insolvenza legato alla massiccia presenza nei bilanci delle banche di crediti deteriorati.

banche tedesche

Si tratta dei tanto temuti (a ragione) Npl di cui in Italia ultimamente non si fa che parlare: prestiti elargiti dagli istituti di credito ai tempi delle vacche grasse e che oggi fanno fatica a essere restituiti all’istituto e che, nel peggiore dei casi, si trasformano in sofferenze.

La (poca) solidità delle banche tedesche

Di recente, nel nostro paese, proprio per far fronte al problema delle sofferenze bancarie, è nato, nel 2016, il fondo di sistema Atlante. Gestito dalla Quaestio sgr presieduta da Alessandro Penati, Atlante, con una dotazione che al momento supera di poco i 4 miliardi, dovrebbe garantire gli aumenti di capitale di un lungo elenco di istituti più a rischio (si è già comprato la Popolare di Vicenza) e comprare gli Npl degli istituti di credito a un prezzo un po’ più alto a quello (bassissimo) dettato dal mercato.

Dove sono le banche a rischio

Detto questo, però, chi pensa che la Germania sia tra i paesi più virtuosi commette un errore. Dalla cartina disegnata sulla base delle raccomandazioni del Consiglio Europeo emerge, infatti, anche per il paese guidato da Angela Merkel una strutturale debolezza del sistema bancario. I paesi più virtuosi che si limitano a mostrare una vulnerabilità legata per lo più al ciclo economico sono invece la Gran Bretagna, la Danimarca, la Norvegia, la Svezia e i Paesi Bassi.

Germania indisciplinata

Nella cartina qui sotto, invece, il documento del Parlamento Europeo evidenzia i paesi europei che hanno fatto i compiti a casa e quelli che invece sono stati più negligenti.

banche europee

L’Italia si trova in posizione intermedia, perché si registra “qualche progresso”, come anche, per esempio, per il Portogallo e la Grecia. La Spagna invece ha eseguito tutti i compiti e per questo viene promossa a pieni voti. Ma la sorpresa è ancora la Germania: i compiti da fare a casa nel settore bancario saranno anche stati pochi ma non risulta che siano stati svolti. E lo stesso vale per i paesi scandinavi, di base virtuosi ma evidentemente svogliati quando si tratta di fare dei progressi.

I dati si riferiscono al: 2011-2015

Fonte: Consiglio Europeo
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