Ballarò chiude? Ecco cosa dicono i dati d’ascolto

E’ polemica sul talk di Massimo Giannini. Vince su DiMartedì, ma ha pochi spettatori

Appena nominati i nuovi direttori delle tre reti della Rai, subito è scoppiata la polemica. A finire nel mirino sono stati i talk show politici e, in particolare, Ballarò condotto da Massimo Giannini, che nel 2014 prese il posto di Giovanni Floris, passato a La7 come conduttore di un nuovo talk, di DiMartedì. Insomma: Ballarò chiude?

Il motivo per il quale l’ex vicedirettore di Repubblica è finito nel mirino è da cercare in una sua espressione, “incestuoso”, riferita ai rapporti tra alcuni esponenti del Pd e la fallita Banca Etruria. Giannini si riferiva al ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, il cui padre è stato vicepresidente dell’Istituto di credito. Quell'”incestuoso” ha fatto reagire il segretario della commissione di Vigilanza sulla Rai Michele Anzaldi, del Pd, al quale Giannini ha risposto a brutto muso (“La Rai può licenziarmi, il Pd no”). Ora della questione si dovrà occupare necessariamente la nuova direttrice di Rai3, Daria Bignardi, che ha subito fatto sapere che, secondo lei, “i talk show politici così come sono fatti oggi, sono un problema generale per tutta la televisione”. Ma probabilmente alla base dello scontro non c’è solo una questione politica e non c’è solo un aggettivo.

Forse Ballarò chiude

Probabilmente esiste anche un tema più concreto, quello degli ascolti. Nel grafico qui sopra sono messi a confronto i due talk politici che si scontrano tutte le settimane allo stesso giorno e alla stessa ora (e spesso sugli stessi argomenti pur con ospiti diversi): Ballarò, su Rai3, e DiMartedì, su La7. Come mostra il grafico, nel periodo compreso tra il 15 settembre 2015 e il 23 febbraio 2016, Ballarò vince 13 volte su DiMartedì (che però conta una puntata in meno dato che non è andato in onda il 22 dicembre) mentre 9 scontri vanno a Floris.

Ballarò chiude

Mediamente, in questo periodo, Ballarò ha registrato uno share del 5,37% rispetto al 5,14% di DiMartedì (sempre con una puntata in meno). Quindi non dovrebbero esserci dubbi su chi vinca la sfida. Eppure probabilmente un problema si pone: quello del numero degli spettatori: basso per entrambi i programmi.

A Ballarò mancano gli spettatori

Ballarò, ad esempio, è sceso spesso sotto quota 1 milione: il  record negativo lo ha raggiunto il 9 febbraio 2016 quando è riuscito ad attrarre davanti al video appena 884.702 persone pari ad uno share del 3,54%, decisamente basso per un programma di prima serata. Mediamente nel periodo esaminato Giannini ha parlato a 1.225.705 persone ogni sera che è andato in onda.

Di Martedì è sceso sotto quota 1 milione più spesso di Ballarò e il suo giorno nero è stato lo stesso di quello del programma di Rai3, il 9 febbraio 2016 quando ha totalizzato uno share del 3,23% pari a 718.559 persone. DiMartedì esce sconfitto anche nel confronto della media del periodo: 1.018.602.

Ciò significa che nello scontro diretto Rai3 batte La7, ma entrambi i programmi raggranellano un numero di spettatori così basso da chiedersi se programmarli lo stesso giorno alla stessa ora sia stata una buona idea.

I dati si riferiscono al: 15/9/2015-23/2/2016

Fonte: Auditel

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