Tutte le ipotesi della Banca d’Italia sugli effetti reali della nuova misura
E’ stata approvata in modo definitivo la legge delega sull’assegno unico figli 2021 che dovrà sostituire le attuali misure di sostegno. Il costo complessivo è di circa 20 miliardi e a essere interessate sono circa 7 milioni di famiglie, più del 27% del totale.
A cosa serve l’assegno unico figli 2021
L’obiettivo dichiarato è quello di rendere più razionale e organico oltre che più consistente l’aiuto alle famiglie per promuovere sia la natalità che l’occupazione femminile. Cosa non facile perché come sempre quando si parla di welfare vi è il pericolo, quando si varano provvedimenti di assistenza, di disincentivare la ricerca di occupazione, soprattutto da parte del secondo membro di una coppia, solitamente la donna. Per questo Banca d’Italia ha proposto un intervento articolato in modo da offrire un aiuto a chi è maggiormente a rischio povertà senza indurlo ad approfittare del denaro versato per non lavorare.
L’assegno unico figli 2021 e il reddito di cittadinanza
In questo senso diviene indispensabile riconsiderare anche il Reddito di Cittadinanza, che già viene erogato come misura di sostegno a chi è in una situazione di indigenza e che viene incrementato in presenza di minori a carico. L’idea complessiva quindi è di modulare l’assegno unico per i figli 2021 in relazione all’Isee e alla numerosità della prole, ma anche alla situazione lavorativa e alla presenza di altre misure come il Rdc, ma in quest’ultimo caso sarebbe quest’ultimo a essere modificato, riducendolo.

Come funziona l’assegno unico figli 2021
Banca d’Italia ipotizza che vi sia un assegno base standard che sia ogni anno di 2.760 euro, ovvero 230 al mese, per ogni figlio con meno di 3 anni, uno di 1.800, 150 mensili, per quelli tra i 3 e i 17, e di 900 euro, 75 al mese, per quelli maggiorenni fino ai 21 anni. Tali somme sarebbero riconosciute pienamente a chi si ritrovasse con un Isee inferiore a 15 mila euro e andrebbero a diminuire gradualmente al salire dei redditi fino ad azzerarsi a 50 mila. In caso di famiglia numerosa vi sarebbe oltre a queste cifre un ulteriore sussidio, di 2.040 euro all’anno in caso i figli siano tre e di 2.760 se sono 4 o più, ovviamente anche questi decrescenti in base al reddito Isee. Tra i dati più peculiari però vi sarebbe anche la presenza di una maggiorazione in caso di genitori lavoratori, sia perché effettivamente diventa più gravoso crescere dei figli lavorando, sia, come già detto, per incentivare la ricerca di un impiego.
Più soldi dell’assegno unico se i genitori lavorano
Così tra i 6 e i 10mila euro di reddito Isee, che all’incirca in assenza di altre entrate che non siano uno stipendio corrispondono a 24-25 mila euro di reddito effettivo, vi sarebbe un aumento del 20% dell’assegno unico per lavoratore. Che diverrebbe del 40% in caso siano entrambi a essere occupati. Questo proprio per non sfavorire il lavoro femminile. Tra i 2 e i 6mila euro di Isee tale incremento aumenterebbe gradualmente da 0 al 20%, appunto, mentre viceversa diminuirebbe fino ad annullarsi dopo i 10 mila, diventando zero a 15 mila, sempre di Isee.
Il cumulo con il reddito di cittadinanza
Per quanto riguarda il Reddito di cittadinanza l’ipotesi di Bankitalia prevede che si possa cumulare con l’assegno unico per i figli, ma non pienamente. In caso per esempio di nucleo nullatenente verrebbe detratta la quota del Rdc che solitamente viene assicurata per la presenza della prole. Quindi in questo caso se ci fossero due minori passerebbe da 10.800 a 8.400 euro annui. Proprio perché vi sarebbe ora l’assegno unico a fornire aiuto per i figli a carico.
Cosa cambierebbe per i redditi rispetto a oggi
Nel complesso se questa proposta così articolata fosse fatta propria dal Governo e approvata dal Parlamento vi sarebbero diversi cambiamenti nel reddito disponibile per le famiglie. Come si vede dalle nostre infografiche per quelle con un figlio e con Isee minimo, inferiore a 7.500 euro, ovvero mediamente con 15.318 euro effettivi l’anno, l’assegno unico produrrebbe un aumento di 455 euro cioè il 2,7% in più rispetto a quello percepito ora con l’attuale welfare. Vi sarebbe un guadagno fino a un Isee di 30 mila euro, quindi circa 47.148 effettivi, dopodiché invece per i più ricchi il nuovo sistema si tradurrebbe in penalizzazioni. Con due figli il vantaggio rispetto ad oggi sarebbe per i più poveri di 1.200 euro, e vedremmo il segno più fino a 40 mila euro di Isee.
Mediamente, considerando tutte le famiglie, con uno, due, tre o più figli, benestanti o in difficoltà economiche il guadagno rispetto alle misure attuali sarebbe comunque di 685 euro l’anno, l’1,9% in più.
I dati si riferiscono al 2021
Fonte: Banca d’Italia
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