Caldo, tra gli over 85 la mortalità estiva sale del 9%

Tra maggio e giugno a Novara +49% della mortalità tra gli ultra 65enni

Le ondate di calore sono diventate un problema di bilancio. Standard & Poor’s ha messo nero su bianco che l’aumento della mortalità legato alle temperature estreme incide sui risultati delle compagnie assicurative europee: le società, scrive l’agenzia, restano ben posizionate, ma le implicazioni sui rating potrebbero aumentare. È il segnale che il caldo ha smesso di essere solo una questione sanitaria ed è diventato una variabile che gli investitori mettono nei modelli. La domanda, allora, è quanto pesi davvero. E su questo l’Italia ha un sistema di misurazione che pochi conoscono.

Prima di iniziare una precisazione: i dati non dicono quante persone siano morte a causa del caldo. Qui parliamo di “eccesso di mortalità”, che è la differenza tra decessi osservati e decessi attesi in un dato periodo quindi quello che fanno i dati è segnalare delle anomalie che possono (possono!) essere riferite al caldo.

Il sistema che conta i morti ogni giorno

I dati provengono dal Sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera, SiSMG ed è stato istituito nell’ambito del Piano operativo nazionale per la prevenzione degli effetti delle ondate di calore sulla mortalità, promosso dal Ministero della Salute e coordinato dal Dipartimento di epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio. Copre 54 città italiane e raccoglie ogni giorno i decessi comunicati dai Comuni aderenti quindi possiamo sapere quali città hanno più morti per il caldo.

La differenza rispetto alle statistiche ufficiali è il tempo: i dati Istat consolidati arrivano con mesi di ritardo, il SiSMG lavora quasi in tempo reale. Il sistema è integrato con l’Heat Health Watch Warning System, che prevede con alcuni giorni di anticipo il livello di rischio sanitario associato alle condizioni meteorologiche attese. È così che nascono i bollettini con i bollini rossi, pubblicati dal lunedì al venerdì dal 25 maggio al 20 settembre.

Gli over 85 sono una categoria a parte

Nell’estate 2024, l’ultima chiusa e analizzata per intero dal Ministero della Salute, l’impatto complessivo sulla mortalità della popolazione anziana è stato del +2% rispetto alla media attesa: sembra poco, ma disaggregando il dato per classe di età emerge un eccesso concentrato quasi interamente sugli ultra-ottantacinquenni: +8% al Nord e +9% al Centro-Sud, per tutto il periodo estivo.

mortalità caldo anziani

Quello degli ultra 85enni, a causa del caldo, è una fascia quattro volte più colpita della media della popolazione over 65. A maggio e giugno la mortalità osservata è stata inferiore all’atteso sia al Nord sia al Centro-Sud. A luglio è comparso un eccesso significativo al Centro-Sud (+3%). Ad agosto il salto: +5% al Nord e +13% al Centro-Sud. E la coda si è allungata a settembre, con +5% al Nord e +7% al Centro-Sud nei primi venti giorni del mese. L’ondata di calore di agosto, da sola, ha prodotto un incremento dell’11% su tutte le città monitorate, con Trento, Aosta, Vicenza, Trieste, Perugia, Roma, Napoli e Potenza sopra la soglia di significatività.

Quanti anziani muoiono per il caldo in Italia

Confrontare gli anni serve a evitare la scorciatoia secondo cui più caldo significa automaticamente più morti, vediamo perché: l’estate 2022 è la peggiore con un incremento complessivo del 15%, identico al Nord e al Centro-Sud. L’estate 2023 ha chiuso con un -0,4%, cioè sotto l’atteso. L’estate 2024, che a livello europeo è stata la più calda mai registrata con temperature superiori di 1,54 °C alla media climatica 1991-2020, si è fermata a +2%. In Italia quell’anno l’anomalia della temperatura massima è stata di +1,76 °C, con punte di +2 °C al Centro e al Sud. Tre estati calde, tre esiti sanitari molto diversi. Il che suggerisce che a determinare l’impatto non sia solo il termometro, ma la durata delle ondate, i territori colpiti e la capacità di risposta dei servizi sanitari.

E l’estate 2026?

In questo caso i dati sono ancora parziali, ma il primo rapporto è già uscito e copre il periodo 25 maggio – 30 giugno 2026. Secondo Copernicus, giugno 2026 è stato il secondo giugno più caldo mai registrato, con anomalie termiche che in Europa hanno toccato in media +1,78 °C rispetto al trentennio 1991-2020. In Italia, soprattutto al Centro-Nord, la temperatura massima ha superato i valori di riferimento di oltre 5 °C. Le città del Nord e del Centro hanno registrato in media circa dieci giorni di allerta di livello 2 e 3.

C’è stato un eccesso di mortalità nell’estate 2026? No. Nelle 54 città sorvegliate, i decessi tra gli over 65 sono risultati solo lievemente superiori all’atteso: eccesso medio del 3%, risultato di un +5% al Centro-Sud e di un +2% al Nord ma con differenze territoriali molto forti. Tra le grandi città spicca Torino, con un eccesso del 19%; Roma si ferma a +6%, significativo per via dei grandi numeri assoluti. Tra i centri minori gli scostamenti sono più marcati: Novara +49%, Latina +36%, Cagliari +35%, Bari +23%, Catania +17%, Palermo +11%. I dati sono riportati nel grafico interattivo sopra.

Isolando la seconda ondata, quella dal 18 al 30 giugno, il quadro si restringe ancora: solo Torino mostra un incremento significativo tra gli anziani (+35%), con Perugia a +40% e Latina a +48% tra i centri più piccoli. In Toscana, dove il monitoraggio copre Firenze, Prato e Livorno, la situazione è stata più stabile: Firenze ha registrato 310 decessi contro i 313 attesi (-1%), Prato 158 contro 148 (+7%), Livorno 173 contro 155, con un eccesso del 12%.

Il caldo record che non ha prodotto la strage annunciata

Il paradosso dell’estate 2026 è tutto qui. Luglio è stato il mese più caldo mai registrato in Toscana dall’inizio delle osservazioni, nel 1955, secondo i dati del Consorzio LaMMA. Il bimestre giugno-luglio è il secondo più caldo dal 1955, con una media regionale di 25,6 °C, superato soltanto dal 2003 che si fermò a 26,2 °C. A Firenze, tra giugno e luglio, le temperature massime hanno superato i 36 °C per 27 giorni, praticamente uno su due, e si sono contate 27 notti tropicali, con minime mai scese sotto i 20 °C. Le ondate di calore, rispetto al passato, risultano quasi quadruplicate. Ad agosto è arrivata la quarta ondata della stagione. Con questi numeri ci si aspetterebbe un bilancio sanitario pesante ma finora non è arrivato.

Quanto pesa il caldo nella mortalità degli anziani

Allargando lo sguardo ai numeri assoluti dell’Istat, il peso della stagione calda è cresciuto. Nel 2024, tra giugno e agosto, in Italia sono morte 158.344 persone, contro una media di 139.896 nelle estati del periodo 2003-2019: 18.448 decessi in più, pari a +13,2%. Nello stesso confronto i mesi freddi sono cresciuti meno, +8,8%. Il record estivo resta il 2022, con 175.250 morti tra giugno e agosto, cioè +25,3% sulla media pre-pandemica. E i dati provvisori del 2025 raffreddano ogni lettura meccanica: dopo un giugno a +4,8%, luglio ha segnato -5,3%, agosto -8,7% e settembre -7,1%.

I dati si riferiscono al: estate 2026

Fonti: Ministero della Salute – Sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera (SiSMG) e Piano operativo nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute; Istat; Consorzio LaMMA; Copernicus.*

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