Passeranno da 242 a 411, ma il personale diminuirà. Il 20% dei dipendenti è 60enne
Nel 2021 l’Agenzia delle Entrate diventerà leggermente più piccola, almeno a livello di personale, che diminuirà. A fine 2020 il numero dei dipendenti dell’Agenzia Entrate era pari a 31.312 unità, alla fine di quest’anno, secondo le previsioni dell’Agenzia stessa, saranno 564 in meno, 30.748. Il dato più interessante che emerge dal “Piano delle performance 2021-2023”, però, è quello riguardante la loro distribuzione interna. A fronte di una riduzione di quelli di fascia I, II, III, con questi ultimi che costituiscono, essendo più di 20mila, la maggioranza assoluta, c’è un aumento molto rilevante del numero dei dirigenti dell’Agenzia delle Entrate. Che passano da 242 a 411, con un incremento del 70%. A crescere saranno quasi solo, tra l’altro, i dirigenti di ruolo, che passeranno da 193 a 354, mentre quelli a tempo determinato saranno solo 8 in più: da 49 a 57. Ovviamente sarà necessario un concorso per i dirigenti delle Agenzia delle Entrate.
Quanti dirigenti all’Agenzia delle Entrate (dopo il concorso)
Si tratta nel complesso dell’esito del reclutamento, dopo aver vinto un concorso, di 185 dirigenti e del pensionamento di 16. L’Agenzia delle Entrate spiega questi cambiamenti con il fatto che sono state introdotte tipologie di posizioni organizzative intermedie tra l’area dirigenziale e le posizioni organizzative a carattere più operativo. Questo avrebbe consentito di destinare il personale dirigenziale, che a suo dire era sottodimensionato, ad un ruolo di coordinamento di livello più alto, redistribuendo i compiti all’interno della nuova struttura ai titolari delle posizioni organizzative appena introdotte, che vengono inquadrati come dirigenti.
In compenso calano di più di 1000 unità di dipendenti di II fascia, da 10.790 a 9.765, e di 565 quelli di III fascia, da 20.107 a 19.542. È possibile che i nuovi dirigenti dell’Agenzia delle entrate vengano anche da queste file. Anche se, spiega l’Agenzia delle Entrate, la grandissima parte è in realtà andata in pensione. Esodo che proseguirà anche nei prossimi anni.
In organico più 60enni che 30enni
Il tema dei pensionamenti è infatti molto rilevante all’interno dell’Agenzia delle Entrate. Nel 2021 dovrebbero lasciare ben 2.226 dipendenti, più del 7% del totale, in particolare 19 dirigenti, 1100 impiegati di III fascia e 1.107 di I e II. In quest’ultimo caso si tratta di più del 10% dell’organico di quelle fasce. I numeri dei pensionamenti complessivi saranno inferiori nel 2022 e 2023, di 1.560 e 1.481, ma comunque maggiori di quelli precedenti che secondo l’Agenzia delle Entrate vedevano non più di 1000 ritiri all’anno.
I pensionamenti all’Agenzia delle Entrate
Il motivo di tutto ciò è molto semplice: l’età media del personale è altissima. Dei 31.070 dipendenti del 2020 ben 6.215, il 20%, avevano più di 60 anni, ed erano molto più dei dipendenti con meno di 40 anni, 3.265. Tra cui solamente 176 ne avevano meno di 30. La maggioranza relativa, 12.054, ne aveva tra 51 e 60, mentre in 9.534 tra 41 e 50.
Si tratta di livelli di anzianità superiori non solo a quelli della forza lavoro generale, ma anche a quella, già mediamente in là con gli anni, del comparto statale. Come l’Agenzia delle Entrate fa notare, ha influito molto nell’incremento dei pensionamenti Quota 100 che è stata utilizzata soprattutto da dipendenti dello Stato con salari superiori alla media, che soffrono meno il taglio alla pensione prevista dalla legge, e con carriere non discontinue. Un identikit che in effetti corrisponde abbastanza bene a quello del dipendente medio dell’Agenzia delle Entrate.

Quanti sono i dipendenti dell’Agenzia delle entrate
Nel Piano delle Performance dell’Agenzia delle Entrate si parla anche di come dovranno essere utilizzate tali risorse umane per recuperare il tempo perduto nel 2020 a causa della pandemia. Le ore lavorative saranno impegnate in 4 grandi aree: servizi, contrasto, prevenzione e risorse.
Ai servizi sarà dedicata la maggior parte del tempo, il 40%. Si tratta per esempio della liquidazione delle imposte, dell’assistenza dei contribuenti, del rimborso del credito, del censimento dei beni immobili. È più di quanto venga dedicato al contrasto, quindi all’accertamento dell’imposta non dichiarata e il recupero del credito erariale. Saranno usate a tale scopo il 39,1% delle ore lavorate.
Cosa fanno i dipendenti dell’Agenzia delle Entrate
Solo il 9,6% viene allocato per la prevenzione, ovvero per la verifica dei dati inseriti nelle dichiarazione dei redditi e l’agevolazione dell’adempimento spontaneo. Il resto delle ore, l’11,31%, è dedicato alle risorse, quindi all’amministrazione interna. Che a quanto pare visto il turnover piuttosto intenso che si prevede, avrà molto da fare.
I dati si riferiscono al 2020-2021
Fonte: Agenzia delle Entrate
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