Oltre il 15% al Sud. Il caso di Trento: il 19% si ferma alla terza media
Per molti studenti il rientro a scuola dopo le vacanze quest’anno non ci sarà. Il 13,1% infatti decide di abbandonare gli studi superiori e di accontentarsi della licenza media. L’Italia, all’interno dell’Unione Europea, è uno dei Paesi con il tasso più alto di abbandono scolastico: nel 2020 siamo stati il quarto Paese con più abbandoni, il 13,1%, dopo Malta 16,7%, Spagna 16% e Romania 15,6%. Nel grafico in apertura la percentuale di abbandono scolastico in Italia regione per regione, la situazione più drammatica al Sud e nelle Isole ma dai dati emerge anche il caso dell’abbandono scolastico della provincia di Trento, dove le scuole riaprono oggi lunedì 5 settembre, con la seconda percentuale più alta di studenti che si fermano alla terza media, il 19%. I più frettolosi nel lasciare la scuola sono gli studenti siciliani, qui la scuola finisce prima per il 19,4% dei ragazzi.

Il problema non è solo l’abbandono scolastico
L’abbandono scolastico in Italia è, ovviamente, un problema, ma lo è ancora di più la dispersione scolastica che è l’insieme dei due fenomeni che impattano di più sul livello di istruzione degli italiani in età scolastica superiore e cioè da una parte l’abbandono scolastico che provoca l’inadeguatezza delle competenze di base. Sì, perché molti studenti che superano l’esame di maturità in realtà hanno (quasi) le stesse competenze di chi si è fermato alla scuola media. Per la precisione il 9,5%, secondo gli ultimi dati Invalsi, finisce le scuole superiori con competenze di base decisamente inadeguate. Nel grafico qui sotto la percentuale di studenti che non raggiungono le competenze minime anche dopo le scuole superiori. I giovani che necessitano di più sostegno da parte delle Istituzioni sono quelli campani, qui il 22,4% dei maturati non ha in realtà le competenze di base.
Dispersione scolastica, dal Pnrr 500 milioni
L’Italia, con una percentuale del 22,6% (nel 2019 era del 22,1%) di criticità nella formazione degli studenti (ovvero la somma tra il tasso nazionale di abbandono scolastico e le competenze di base inadeguate) ha bisogno che il Pnrr provveda a sanare le forti lacune nella preparazione degli studenti e di arginare il problema della fuga dai banchi. La manovra spetta al ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, il quale ha anticipato la ripartizione alle scuole dei primi 500 milioni di fondi, prima tranche di un pacchetto di risorse che ammonta complessivamente a 1,5 miliardi di euro.
Obiettivo: ridurre l’abbandono scolastico del 2,9%
Il ministero dell’Istruzione ha predisposto l’attivazione di progetti in 3.198 scuole, sia medie che superiori. La maggior parte dei fondi sono destinati al Sud, 255,8 milioni di euro, il 51,16% del totale. Prima regione per fondi contro la dispersione scolastica è la Campania con 79,3 milioni, a seguire Sicilia con 74,4 milioni, e Lombardia con 57,6 milioni di euro. Questo investimento servirà a creare percorsi di accompagnamento per gli studenti più a rischio attraverso percorsi di formazione dedicata, azioni di tutoring e progetti creati in raccordo con le realtà che già operano sul territorio. Gli studenti che beneficeranno di questi incentivi ammontano a 420mila, ma il Pnrr entro il 2026 si pone come obiettivo di raggiungere almeno il doppio dei discenti. L’obiettivo del Piano è ridurre entro il 2026 l’abbandono scolastico in Italia di 2,9 punti percentuali, dall’attuale 13,1% al 10,2%.
Rientro a scuola, ultime a iniziare Sicilia e Valle d’Aosta
Si parte oggi lunedì 5 settembre 2022 in Alto Adige, nelle province autonome di Trento e Bolzano.
- 2 settembre: Abruzzo, Basilicata, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Trentino, Veneto
- 13 settembre: Campania
- 14 settembre: Calabria, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Umbria
- 15 settembre: Emilia-Romagna, Lazio, Toscana
- 19 settembre: Sicilia, Valle d’Aosta
I dati si riferiscono al: settembre2022
Fonte: Istat – Mise – Invalsi
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