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Grave un bimbo di 4 anni. Dal 2015 registrati 74 casi, 7 le vittime

In Toscana e, in particolare, nella Valle dell’Arno, c’è un aumento importante dei casi di meningite causata dal meningococco di tipo C. Come si vede dal grafico, i casi di questo tipo di meningite sono fortemente diminuiti dal 2005, quando è stato introdotto il vaccino (per i bambini di un anno) e hanno avuto oscillazioni annuali fino al 2015, quando sono bruscamente aumentati: 31 malati, di cui 6 morti nel 2015 e già 12 malati, di cui quattro sono morti, nei primi due mesi del 2016. Nel grafico i malati guariti sono indicati in blu, i morti in arancione e i casi con esito ignoto in azzurro chiaro.

Si può parlare di epidemia

Nel 2014 i casi in Toscana erano stati solo 2, nessuno mortale. Nel 2013 c’erano stati 3 casi, tra cui uno mortale. In termini tecnici si parla di epidemia quando in una popolazione iniziano a verificarsi molti più casi di una malattia degli anni precedenti, indipendentemente dalla percentuale di persone contagiate, proprio come sta accadendo in Toscana.

L’incidenza dei casi di meningite da sierogruppo C si è alzata rispetto agli anni precedenti: 0,83 su 100.000 abitanti nel 2015 and 1.98 nei primi due mesi del 2016, quando la media degli anni tra il 2012 e il 2014 era di 0,08 su 100.000. In parole povere, malati e morti non sono molti, ma si sono decuplicati rispetto a due anni fa e stanno aumentando. E gli scienziati parlano di epidemia proprio se i malati aumentano, non se sono molti.

I vaccini sono utili ma non infallibili

L’ultimo caso è una donna di 58 anni Santa Croce sull’Arno (Pisa), ricoverata in terapia intensiva. Si era vaccinata contro il meningococco C il 2 marzo, ma gli effetti dei vaccini non sono immediati: ci vogliono alcune settimane perché gli anticorpi si sviluppino, soprattutto nelle persone di età avanzata, e in quel periodo è ancora possibile essere contagiati e ammalarsi. Inoltre, una piccola percentuale di vaccinati, dall’1% al 3%, non sviluppa gli anticorpi per cause varie, come un sistema immunitario già in partenza molto debole.

Le cause dell’epidemia di meningite in Toscana

I ricercatori per ora non si sbilanciano sulle cause dell’epidemia che è dovuta a un particolare tipo di meningococco, il C St11 , molto aggressivo ma nessuno sa come sia arrivato in Toscana e perché si stia diffondendo in modo particolarmente rapido. L’età media dei 43 contagiati è di 28 anni (dai 9 agli 82) la maggior parte, cioè 10, sono compresi tra i 20 e i 29 anni, altri 10 tra i 9 e i 19 anni (il numero è lo stesso, ma l’incidenza risulta maggiore perché questa fascia d’età è meno numerosa nella popolazione).

I ricercatori trovano però molto interessante che molte persone colpite siano sopra i trent’anni o addirittura anziane, una fascia d’età che nel passato non era considerata a rischio. Ipotizzano, ma con cautela, che il meningococco C, non trovando spazio nei bambini, a causa dei vaccini, stia evolvendo in modo da colpire individui più anziani.

Meningite, cosa fare: sintomi e cure

La regione Toscana ha immediatamente predisposto una campagna di vaccinazioni, che restano la forma di prevenzione più efficace. Attualmente, nelle zone colpite, meno di una persona su 4 è vaccinata e in maggioranza si tratta di bambini, gli adulti sono in gran parte “scoperti”. Inoltre, il Ministero della Salute consiglia di adottare le normali misure di prevenzione per le malattie che si diffondono attraverso la saliva, come evitare, se possibile, i luoghi affollati.
Il meningococco di tipo C dà sintomi identici agli altri batteri che causano la meningite: forte mal di testa, febbre, vomito, rigidità della nuca e del collo e fotofobia (la luce dà fastidio). Chi avverte questi sintomi e le persone con cui è stato a stretto contatto, come i familiari, devono subito rivolgersi a un medico e iniziare una terapia a base di antibiotici.

I dati si riferiscono al:  2000-2016
Fonte: Eurosurveillance

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