E’ uno dei contratti più usati. Interessano più le donne degli uomini
Tra i record negativi che caratterizzano l’Italia i più significativi riguardano i giovani e la mancanza di lavoro. La disoccupazione giovanile, quella dei 15-24enni, è del 24,2%, la percentuale di quanti non studiano e non hanno un impiego (i Neet) è del 25,1%, la peggiore nella Ue. È per questo che è stato creato l’istituto del tirocinio extracurriculare, finanziato in parte anche da Garanzia Giovani. Si tratta del piano europeo che mira a diminuire la quota degli under 30 senza competenze e senza occupazione che ha avuto un notevole successo nel corso degli anni ma che ora il governo vuole fortemente limitare, come vedremo più avanti.
Il tirocinio con Garanzia Giovani è uno stage, ma pagato
Sono in sostanza gli stage, che esistono nel nostro ordinamento da moltissimi anni, e sono stati riformati più volte, da ultimo nel 2017. Le regioni, che hanno la responsabilità di regolamentarli nel dettaglio e di vigilare contro eventuali abusi, hanno sottoscritto allora linee guida nazionali che li disciplinano. Formalmente non sono veri e propri rapporti di lavoro, e servono in primo luogo al soggetto. Spesso è un giovane da poco uscito da un percorso di studi, che può acquisire conoscenze che gli saranno utili per intraprendere una carriera lavorativa. Può essere, però, anche qualcuno più anziano che un lavoro l’aveva, ma l’ha perso. Presentano vantaggi anche per il datore di lavoro e per questo motivo sono riservati solo a determinate categorie di persone, e, come vedremo, vi sono regole precise per essere idonei a parteciparvi.
Quanti hanno un tirocinio, con o senza Garanzia Giovani
Innanzitutto, però, i numeri. Questa modalità di assunzione ha coinvolto ogni anno un numero di lavoratori sempre superiore alle 300mila unità, tranne che nel 2020. In quell’anno, infatti, la pandemia ha colpito in modo particolarmente duro proprio le tipologie di contratto diverse da quello a tempo indeterminato, e, quindi, anche il tirocinio extracurriculare, sia quello attivato tramite Garanzia Giovani sia quello standard.
Se infatti nel 2019 sono state inquadrate 355.921 persone, l’anno successivo vi è stato un crollo che le ha portate a solo 253.189. La ripresa successiva, però, ha fatto in modo che nel 2021 si tornasse quasi ai livelli pre-pandemici, a quota 329.551.
Si è trattato di un recupero che è divenuto più evidente nell’ultima parte dell’anno. Il quarto trimestre, infatti, non è solitamente quello con più attivazioni, essendo superato dal secondo, ma l’anno scorso ha visto la nascita di 91.900 nuovi contratti, circa 2mila in più di quelli firmati tra aprile e giugno. Sono numeri analoghi e solo di poco inferiori a quelli degli stessi periodi del 2017, 2018, e 2019.
Il successo dell’istituto del tirocinio
Come si vede dalla nostra infografica i tirocini curriculari sono impiegati soprattutto nel settore dei servizi, che del resto è quello in cui lavorano gran parte degli italiani. In questo ne sono stati attivati 70.279 tra ottobre e dicembre. ben il 35,7% in più che negli stessi mesi dell’anno precedente. Molti meno, 15.966, quelli del settore industriale. Sono stati 4.724 gli stage nelle costruzioni, e solo 931 nell’agricoltura, dove si usano solitamente altri strumenti di inquadramenti dei lavoratori.

Le donne tirocinanti sono più degli uomini
Vi è un dato che appare particolarmente degno di nota se osserviamo proprio ai dati più recenti, quelli dell’ultimo trimestre del 2021: ad avere iniziato un tirocinio sono state più le donne che gli uomini. In base ai dati del Ministero del Lavoro 47.020 contro 44.880. È una notizia importante perché in Italia le lavoratrici sono molte meno dei lavoratori, 9,7 milioni contro 13,3. Si tratta anche di un cambiamento rispetto alle tendenze precedenti nell’ambito stesso degli stage, in cui i tirocinanti di sesso maschile erano sempre stati maggioritari, seppur di poco.
Al tirocinio si arriva (anche) attraverso l’Università
Tra i motivi di questo sorpasso vi è sicuramente il fatto che lo strumento del tirocinio, con Garanzia Giovani o senza, è maggiormente popolare nei servizi. In questo settore, a differenza che nell’industria o nell’agricoltura, le donne sono molto più presenti. Non solo, ha influenza anche l’età media, che è naturalmente bassa in questo caso. Sappiamo, infatti, come tra gli under 30, soprattutto prima di una gravidanza, a cercare occupazione sono anche le ragazze, nella stessa misura dei ragazzi.
Non è poi secondario che tra i diversi canali tramite i quali gli stagisti arrivano all’azienda in cui lavoreranno vi è anche l’università. Il 29,3% dei tirocinanti, la maggioranza relativa, utilizza questo intermediario, e oggi a frequentare gli atenei e soprattutto a laurearsi sono di più le studentesse che gli studenti.
Quanti hanno svolto un tirocinio con Garanzia Giovani
I dati del Ministero del Lavoro sono aggiornati, ma non contengono tutti i dettagli sul tema. Più completo è il report 2021 di Anpal, Agenzia Nazionale Politiche Attive per il Lavoro, che però riporta numeri del periodo pre-pandemico, tra il 2015 e il 2019. Questi sono tuttavia interessanti perché strutturali, come ad esempio la percentuale dei tirocinanti che erano alla prima esperienza lavorativa e che grazie a tale stage sono entrati nel mondo del lavoro, ovvero il 45%. Oppure quanti sono stati coinvolti in un tirocinio grazie a Garanzia Giovani, il 22,6% del totale, con un picco del 43,8% nelle Isole.
A cosa serve Garanzia Giovani
Garanzia Giovani è rivolto in particolare a coloro che hanno tra i 16 e i 29 anni, non sono occupati e non stanno studiando. Prevede che all’azienda che aderisca al programma assumendo per uno stage un ragazzo o una ragazza di quell’età e con quelle caratteristiche sia dato un rimborso di entità variabile in base alla durata del contratto.
Le regole attuali per attivare i tirocini
Questi tirocini rappresentano, quindi, un doppio vantaggio, per il lavoratore, che tramite questi può lavorare, spesso per la prima volta nella propria vita, e per l’imprenditore. Infatti anche se non si possono utilizzare le agevolazioni di Garanzia Giovani le aziende sono esentate dal versamento di contributi o degli scatti di anzianità. Inoltre lo stagista non ha diritto a ferie retribuite, congedi, maternità, ma dal 2012 deve essere obbligatoriamente pagato, e non può lavorare gratis.
Per evitare che tali contratti sostituissero quelli standard da dipendente sono state poste, come si diceva, delle regole generali per accedervi. Il tirocinante deve essere disoccupato, oppure in cassa integrazione o mobilità, o ancora a rischio disoccupazione, oppure deve essere un soggetto disabile o svantaggiato, come i titolari di permesso di soggiorno per motivi umanitari.
E come potrebbero cambiare
All’interno della Legge Finanziaria del 2022 vi è, però, una novità, ovvero la richiesta a Governo e Regioni di redigere nei primi 6 mesi del 2022 linee guida ancora più stringenti.
Tra queste oltre all’assunzione di una percentuale minima di stagisti alla fine del contratto vi è anche la limitazione dei tirocini solo a persone “a rischio di inclusione sociale”.
Se quest’ultimo criterio fosse interpretato in modo restrittivo, e se quindi non bastasse essere disoccupati, a poter diventare tirocinanti sarebbero solo una piccola porzione di quelli che lo fanno ora. Prendendo ancora come riferimento i dati dell’ultimo trimestre 2021 solo il 4,1% ha avuto accesso a uno stage in quanto “soggetto svantaggiato”, il 2,1% come disabile, l’8,1% come persona presa in carico dai servizi sociali.
Esattamente come per altre tipologia di contratto accusate nel corso del tempo di essere forme di sfruttamento, come i voucher, la domanda è: se molti meno disoccupati potranno iniziare un tirocinio, con o senza Garanzia Giovani, questi cosa faranno? Quanti effettivamente saranno assunti lo stesso, a tempo determinano o indeterminato o in apprendistato? Quanti, invece, rimarranno senza lavoro?
I dati si riferiscono al 2015-2021
Fonte: Ministero del Lavoro, Anpal
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