Terremoto nel centro Italia: in 1.126 ancora in albergo

Radiografia della crisi abitativa a due anni dallo sciame sismico. Pronto l’85% delle casette

Sono passati due anni dal terremoto nel centro Italia: lo sciame sismico che tra il 24 agosto 2016 e il 18 gennaio 2017 ha sconvolto alcuni dei luoghi più belli del Paese. Città iconiche come Amatrice e Accumuli sono stati distrutti dalle scosse: 294 morti, centinaia di feriti. Da allora nulla è come prima e per alcuni sopravvissuti superare lo choc è – se possibile – ancora più complicato. Sono 1.126 le persone costrette a vivere ancora in albergo, con le proprie case inagibili e il sogno di un nuovo tetto di proprietà tutto da realizzare.

In 999 negli alberghi dell’Abruzzo

Negli hotel convenzionati vivono i sopravvissuti che sono in attesa della soluzioni abitative di emergenza e che non hanno a disposizione sistemazioni alternative. Le strutture sono sulla costa adriatica o in centri abitati a breve raggio: l’immagine in apertura mostra gli ultimi dati raccolti dall’Ufficio valutazione impatto del Senato, aggiornati all’estate 2018 (giugno o luglio).

Come si può notare, la gran parte di chi è costretto a vivere ancora in albergo è in Abruzzo: 999 persone. Altri 120 italiani sono confinati in un hotel di provincia nel Lazio, in sette vivono in strutture dell’Umbria. Totale: 1.126 sopravvissuti per i quali l’incubo non è affatto finito. Il totale, sottolinea l’Uvi, non comprende chi vive in albergo nelle Marche: gli ultimi dati sono piuttosto vecchi, del settembre 2017, e potrebbero essere cambiati. All’epoca si contavano 3.400 persone ospitate nelle strutture convenzionate (oltre i 1.126).

Il terremoto nel centro Italia

Oltre all’ospitalità in strutture alberghiere, per fronteggiare l’emergenza abitativa in seguito al terremoto nel centro Italia, l’assistenza alla popolazione comprende l’erogazione del Cas (contributi di autonoma sistemazione), l’ospitalità nei 1.306 container e nelle Sae, le strutture abitative di emergenza.

Secondo gli ultimi dati aggiornati all’estate 2018, dei Cas ne hanno beneficiato 39.911 persone, con 28.036 assegnatari solo nelle Marche. Il contributo è variabile ed è condizionato dall’ampiezza del nucleo famigliare: possono essere erogati da un minimo di 400 euro a un massimo di 900 per le famiglie con 5 o più componenti. Truenumbers, in questo articolo, ha raccontato a quanto ammontano esattamente gli stanziamenti decisi dallo Stato per superare le difficoltà del dopo-terremoto.

Le Sae sono invece le cosiddette casette. Al 31 luglio 2018 risultano realizzate o in corso di realizzazione 3.855 Sae: il 51% nelle Marche, il 21% nel Lazio, il 20% in Umbria e l’8% in Abruzzo. Rappresentano l’85% delle richieste arrivate sui tavoli dei sindaci, ma molta strada è da fare ancora. Secondo l’Uvi, nelle casette potranno essere accolte tra le 8.500 e le 13.500 persone. Tra tutti i paesi coinvolti, quello che ha richiesto più strutture abitative di emergenza è Norcia: 644 domande.

I dati si riferiscono al: estate 2018

Fonte: Ufficio valutazione impatto del Senato

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