Sblocca cantieri, le opere in Basilicata come lumache

Il decreto Semplificazioni ne sbloccherà 50. Per quelle sopra i 100 milioni servono 15,7 anni

Il decreto Semplificazioni è uno sblocca cantieri che dovrebbe far ripartire circa 50 grandi opere pubbliche con l’obiettivo di rilanciare l’economia. Ma quali sono i tempi per avviare e terminare un’opera pubblica Lunghissimi, verrebbe da dire. Ma vale la pena andare a vedere i dati.

Basilicata e Molise sono le regioni in cui la collettività aspetta più tempo prima di vedere realizzate le opere pubbliche: 5,7 anni. Ma sarebbe meglio dire che sono le regioni meno efficienti nel realizzare le opere pubbliche. Sì, del resto gli abitanti della Valle d’Aosta attendono in media 6,5 anni.

Quali sono gli effetti dello sblocca cantieri

Ma come si spiega? I dati non sono sbagliati: la Valle d’Aosta – stando alle più aggiornate rilevazioni dei Conti pubblici territoriali (ente che fa capo all’Agenzia per la coesione) che si basano su dati raccolti fino al 31 dicembre 2017 – è la Regione che impiega più tempo di tutte a realizzare le opere pubbliche. Ma questa classifica prende in considerazione solo la media dei tempo e non il mix di opere pubbliche realizzate. Come a dire: se tutte le regioni realizzassero in egual misura lo stesso mix di opere più “facili” e opere più “difficili” la graduatoria che emergerebbe sarebbe un’altra. E sarebbe, appunto, che misura l’efficienza delle regioni: una classifica che Cpt ha realizzato e vede prime Basilicata e Molise, appunto.

I ritardi nella realizzazione delle opere pubbliche

La classifica in alto non ripropone in modo netto anche la divisione Nord-Sud. Anche se, va detto, nelle prime posizioni ci sono in particolare regioni del Sud. Dipende, però, anche cosa si guarda nel dettaglio. Per spiegarsi meglio: se prendiamo singole fasi della realizzazione delle opere il quadro cambia. Nella progettazione, ad esempio, si evidenzia la specificità negativa del Molise, della Sicilia e della Basilicata che staccano sensibilmente la durata media nazionale, ma le altre performance regionali si distribuiscono senza che si manifesti una difficoltà riconducibile ad una particolare macroarea. Nella fase di affidamento emerge il Sud Italia, nel suo complesso in leggera difficoltà rispetto al resto d’Italia, mentre nella fase lavori si osservano casi di inefficienza lungo tutto lo stivale sebbene di maggiore entità al Sud, mentre i casi di efficienza sono più frequenti al Nord.

Quanto si deve aspettare per una strada?

A livello nazionale in media sono necessari 4,4 anni per un’opera pubblica. Aggregando i dati, però, si può vedere come le opere che costano più di 100 milioni di euro hanno bisogno in media di 15,7 anni per essere ultimate. Nel dettaglio: servono 6,3 anni per la progettazione; 1,67 per l’affidamento e 7,68 per l’esecuzione. Servirà in questo caso lo sblocca cantieri del decreto Semplificazioni? Molto difficile proprio perché le lungaggini si spalmano su tutto l’arco delle attività e non solo nell’esecuzione.

sblocca cantieri

Lo studio, però, specifica anche quali sono i settori che necessitano di più tempo. Il primo è quello che sta sotto la voce “Altri trasporti”. Si tratta di interventi infrastrutturali nei trasporti ferroviari, marittimi, aerei, lacuali e fluviali, compresi porti, aeroporti, stazioni e interporti. In questo caso servono 6,8 anni. I progetti di strade sono in seconda posizione con 5 anni di tempo.

Lo sblocca cantieri funzionerà?

I tempi delle opere pubbliche più brevi si registrano, invece, per le opere di edilizia pubblica abitativa, inclusa l’edilizia economica popolare (3,8 anni), per gli interventi per la gestione dei parchi e dei beni paesaggistici (4 anni) e per alcuni interventi sulla viabilità come quelli relativi a piste ciclabili, illuminazione pubblica e altre opere stradali (4,1 anni). E per quanto riguarda gli enti? Quali sono quelli più veloci? Sono le regioni: 4,1 anni di attesa. I gestori di rete (come Rfi o Anas) sono i soggetti attuatori con i tempi complessivi più lunghi (7 anni circa). I comuni con meno di 50mila abitanti sono quelli che dedicano, rispetto agli altri enti, la quota di tempo maggiore alla fase di progettazione (59%), mentre le Regioni e i Ministeri destinano la percentuale di tempo più alta, nel confronto con gli altri enti, alla fase di cantiere (circa il 38%).

Fonte: Conti pubblici territoriali

I dati si riferiscono al: 2017

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