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 In Soldi

Già spesi 4 miliardi per i cantieri infiniti, ma ne servirebbero altri 1,9. Solo la Sicilia ne ha 154

Venezia è finita sott’acqua più volte nel 2019 e l’opera che avrebbe dovuto proteggerla, il Mose, è una grande incompiuta. Un pozzo senza fondo di soldi pubblici. Ma il panorama italiano è ricco di cantieri lasciati a metà. Di grandi opere che, per un motivo o per un altro, non sono mai state finite. Le grandi incompiute sono 546 – secondo il censimento del 2018 dell’anagrafe dedicato alle opere incompiute – e (Mose a parte) sono costate già 4 miliardi di euro: ne servirebbero altri 1,9 per concluderle. Ma partiamo dal Mose di Venezia.

Venezia sott’acqua

Il colossale sistema di barriere mobili contro le alte maree, conosciuto come Mose, alla fine dei conti costerà circa 5,7 miliardi. Ma se si considerano le opere di contorno il costo arriverà a 8 miliardi. Di questi sono stati già spesi 5.493 milioni di euro, ne mancano 221. L’opera, infatti, è arrivata al 93% dei lavori, ma non sarà inaugurata prima del la fine del 2021. Impressionante il fatto che del Mose si parla dagli anni ’80 e i lavori sono iniziati nel 2003. Nel frattempo, per dare un’idea, sono cambiati 7 governi.

Si deve ricordare anche che l’opera è stata al centro di un grande scandalo di corruzione ed è stata commissariata nel 2014. L’ex presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan, ha patteggiato 2 anni per corruzione e la restituzione di 2,5 milioni di euro.

Cantieri senza fine

Sono 546 in Italia le opere incompiute. Chi lo dice? Il Sistema informatico di monitoraggio delle opere incompiute istituito nel 2011 dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. Nell’anagrafe delle opere incompiute non vengono raccolti solo i dati dei cantieri faraonici costati milioni e milioni di euro, ma anche opere molto più piccole che, però, non sono mai state utilizzate dai cittadini. Si parla di incompiuta quando ormai sono decorsi i termini contrattuali e l’opera non è stata consegnata e, in generale, quando non può essere utilizzata dalla collettività.

In sostanza, sono Comuni e Regioni a comunicare lo stato di avanzamento delle opere. Dall’ultimo censimento delle grandi incompiute, pubblicato a giugno 2019 con i dati del 2018, emerge che le opere si sono ridotte da 647 a 546 con un calo del 15%. Un segnale positivo, certo. Ma restano da concludere opere per 1,9 miliardi di euro, a fronte di lavori già realizzati per 4,06 miliardi di euro. La Regione che ne ha di più è la Sicilia. Non solo: nell’isola si trovano un quarto delle incompiute sul territorio nazionale.

Le grandi opere incompiute

Il 1978 è l’anno del sequestro e dell’omicidio di Aldo Moro. Ed è anche l’anno in cui il progetto della diga del fiume Melito, in Calabria, viene inserito in quella che si chiamava Cassa per il Mezzogiorno. Quella diga, che sarebbe dovuta diventare una delle più grandi d’Europa, non è mai stata finita. Ed è nell’anagrafe delle opere incompiute di interesse nazionale che si leggono le cifre del disastro: sono stati spesi 259.735.540 euro, ma ne mancherebbero ancora 189 milioni. I lavori non sono mai andati oltre il 13% del totale.

Nel grafico sopra si vede quanto lo Stato ha speso per le 25 opere (erano 37 nel 2018) che ricoprono un interesse nazionale: sono stati spesi 1.471.513.827 euro e ne mancherebbero 1.121.701.634. Scorrendo la lista troviamo anche la linea ferroviaria Ferrandina-Matera, per la quale i lavori sono iniziati nel 1986. E’ costata 350 milioni di euro, ma non sarà inaugurata prima del 2024. Saltano all’occhio anche la strada Pedemontana delle Marche, per la quale mancherebbero 272 milioni di euro di lavori, o la Grosseto-Fano, completata solo per il 23% quando è stato fatto il censimento. Ma nella classifica delle grandi opere incompiute balza ai primi posti la Città dello sport di Tor Vergata progettata dall’archistar Calatrava. Nata per ospitare i mondiali di nuoto nel 2009, i lavori non sono mai stati conclusi. L’opera è stata utilizzata solo in alcune porzioni, intanto però sono stati spesi 607.983.772 euro e ne mancherebbero 406.434.055 per finire.

A Nord 58 opere incompiute

Dati 2018 alla mano, in tutto il Nord Italia sono 58 le opere che giacciono ancora incompiute. Si va dal nuovo terminal in Valle D’Aosta: spazio passeggeri, parcheggi per le auto, piazzale aeromobile e risorse già spese per 11.860.400 mila euro. C’è di tutto nei documenti regionali che censiscono i cantieri abbandonati: ferite, strutturali, aperte da anni. E se la Lombardia – come si vede nel grafico qui sopra – con le sue 26 infrastrutture mai concluse e una voce di spesa pari a 2109.696.505,12 euro, si classifica al quarto posto a livello italiano considerando i quadri economici, la Valle D’Aosta, all’estremo opposto, punto più basso della classifica, conta solo due opere incompiute per 17.638.18 euro. Ben al di sopra, con un importo totale di 75.009.876,49 il Piemonte in cui le infrastrutture non terminate sono 13, quattro in più rispetto al censimento dell’anno precedente, ma un’attenzione specifica a strutture sportive e soprattutto sanitarie fra cui spiccano il laboratorio di sanità pubblica di Biella, la struttura per le cure palliative in Villar Perosa e il nuovo ospedale di Valle Belbo, 39.700.000,00 già spesi, 24.682.634,00 per concludere e il cantiere fermo al 22,17% sul cronoprogramma.

A Sud tutto è ancora fermo

E’ al Sud, però, che si concentra la gran parte delle opere pubbliche incompiute del Paese. Tutti cantieri che sono seguiti dalle Regioni o da altri enti locali. In Campania sono 26, in Calabria 28 e in Puglia si arriva addirittura a 41. Ma è la Sicilia che dà il meglio di sé con 154 opere pubbliche incompiute. I costi complessivi sono di 485.276.365 euro, ma ne servirebbero altri 274.285.276 per ultimare i lavori. E la diga di Pietrarossa, tra le province di Enna e Catania, prova a dare l’esempio: il cantiere è stato aperto nel 1990 ed è costata 75 milioni di euro. Ora, però, i lavori stanno per essere conclusi.

I dati si riferiscono al: 2018 

Fonte: Anagrafe delle opere incompiute 

Leggi anche: Lo stato non investe più in opere pubbliche

 

 

 

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