La classifica delle corti per esecuzioni immobiliari e fallimenti. A Locri servono 13,7 anni
L’Italia ha un problema atavico con i tempi della giustizia, in particolare per quanto riguarda i tempi della giustizia civile, quella che interessa le imprese e le famiglie. Stando alle indiscrezioni quello dei tempi della giustizia civile è una delle priorità del presidente del consiglio incaricato, Mario Draghi. E’ un’impresa titanica, bisogna dirlo, soprattutto per chi andrà a guidare il ministero Giustizia anche se negli ultimi anni, comunque, si è assistito a un miglioramento, con un calo dei processi pendenti del 24,9% nel 2019 rispetto all’anno prima. Il problema è che sono enormi differenze territoriali nella capacità di smaltire i procedimenti da parte dei tribunali. Sui motivi della lentezza della giustizia civile si potrebbe discutere per anni: troppa burocrazia, pochi processi on-line e pochi magistrati (seppur ben pagati) sono tra le cause che vengono citate più spesso. Ecco perché la riforma della giustizia sarà una delle priorità del prossimo governo.
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PercHè serve la riforma della giustizia
Il Ministero della Giustizia fornisce dati aggiornati, almeno al 2018, sui tempi dei processi solo per alcune cause, quelle riguardanti le istanze di fallimento e le esecuzioni, in particolare le esecuzioni mobiliari e immobiliari. Si tratta di un quadro parziale che, tuttavia, aiuta ad avere un’idea della grande variabilità da territorio a territorio. Prendendo in esame le istanze di fallimento si è passati da 157 a 122 per una causa.
E’ un dato positivo, in 102 tribunali italiani dove viene amministrata la giustizia civile vi è stato un miglioramento e solo in 38 un peggioramento dell’accesso alla giustizia civile. Tra questi spiccano anche luoghi, però, non collocati nelle solite regioni del Sud, note per una maggiore inefficienza. Per esempio nel 2018 era Spoleto il tribunale più lento, con 572 giorni, contro i 172 del 2014, seguita da Grosseto, con 478, in crescita rispetto ai 360 di 4 anni prima. E poi L’Aquila e Tempio Pausania, anch’esse con tempistiche in peggioramento.


Nel Mezzogiorno si trovano esempi virtuosi. Nel tribunale di Palmi si è scesi da 641 a 130 giorni, in quello di Sulmona da 635 a 138, a Castrovillari da 520 a 183. Anche nel tribunale di Napoli, uno dei più grandi d’Italia, i giorni si sono ridotti in 4 anni, passando da 202 a 64. Il tribunale più veloce era però Ferrara, dove i giorni necessari sono solo 53. Venivano dopo il tribunale di Gorizia con 55 e Udine con 59. Le dolenti note arrivano, invece, quando si parla di esecuzioni.
Riforma della giustizia: parlano i numeri
Nel caso delle esecuzioni mobiliari (ovvero il prelievo o la vendita di un bene del debitore in modo da adempiere al risarcimento del credito) i giorni necessari per le cause sono aumentati tra 2014 e 2018, andando da 211 a 292. Sono 93 su 140 i tribunali interessati da un peggioramento. Il più grosso dei quali si è verificato a Isernia, il più lento, dove i giorni sono saliti da 231 a 816 giorni, seguita da Grosseto, in cui si è passati da 218 a 785, e da Civitavecchia. Male anche Napoli, il terzo tribunale più lento con 650 giorni, ma erano 322 nel 2014.
La sede più virtuosa è quella di Rovereto, dove per un’esecuzione mobiliare ci volevano solo 78 giorni, con Aosta, 79, e Lodi, 85, a seguire. In questo caso il gap tra Nord e Sud è decisamente più evidente e anzi si è allargato nel corso degli anni.
Così come è accaduto nel caso delle esecuzioni immobiliari (quando sono gli immobili a essere requisiti al debitore), dove anzi anche alcuni tribunali del Centro Italia si sono dimostrati tra i peggiori quanto ad aumento dei giorni necessari. In questo caso si parla quasi più di anni che di giorni, si tratta di procedimenti lunghissimi, e in 117 tribunali su 140 tra 2014 e 2018 sono diventati ancora più lunghi. La maglia nera ce l’ha il tribunale di Locri, che impiegava 5017 giorni nel 2018, erano 2127. Parliamo di 13,7 anni. Dopo Locri venivano Palmi, sempre nel reggino, con 4351 giorni (3303 quattro anni prima), ovvero 11,9 anni, e Castrovillari, con 3497 giorni. Erano 2788 nel 2014.
Tra i 10 tribunali con i più grandi allungamenti dei tempi ve sono però anche 5 del Centro, Fermo, dove i giorni sono più che raddoppiati, passando da 1534 a 3300, e poi Perugia, Viterbo, Grosseto, Pistoia. I migliori invece Trieste, Bolzano, Ferrara, con rispettivamente 509, 623 e 652 giorni in tutto.
Fonte: Ministero della Giustizia
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