Sul podio Veneto e Lazio, ma ora è arrivata la proroga al 2023
Il Superbonus 110 per cento è lo strumento più importante tra quelli messi in campo dal Governo per incrementare l’efficienza energetica degli edifici e dei fabbricati privati in Italia. Come era largamente atteso è stato prorogato a tutto il 2023, anche sulla spinta di quelle aziende del settore delle energie rinnovabili, soprattutto nell’abito dei pannelli solari, che stanno beneficiando dell’incentivo statale.
Le statistiche sul superbonus 110 per cento
Vediamo come è stata accolta la misura negli ultimi mesi: i numeri cambiano decisamente da regione a regione. Come si vede nel grafico in alto Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna detengono il primato con rispettivamente 5.116, 4.628 e 3.704 pratiche completate. Mentre Liguria, Molise e Valle d’Aosta la chiudono con 356, 251 e 67.

Chi beneficia del Superbonus 110 per cento
Secondo i dati elaborati da Enea, insieme con il Ministero dello Sviluppo economico, al 31 agosto 2021 scorso erano 37.128 gli interventi con Asid (la ricevuta di trasmissione dell’asseverazione valida) registrati. Il quadro generale mostra che sono stati spesi 3 miliardi e 910milioni di euro e la detrazione del 110 per cento, frutto di questi interventi, ammontava a circa 5 miliardi e 685milioni di euro.
Il maggior numero degli interventi agevolati, 19.072, riguarda edifici unifamiliari. Mentre sono state 13.212 le unità funzionalmente indipendenti, ovvero gli appartamenti, coinvolte. E solo 4.844 edifici condominiali nella loro interezza. Ma chi beneficia del Superbonus? Dei più di 84 mila soggetti che lo hanno utilizzato quasi tutte sono persone fisiche (81.301) e altri soggetti 1.869), mentre le Onlus 86 e le società sportive 53.
Anche a livello di cifre spese è naturalmente in testa la Lombardia, con più di 616 milioni, seguita da Veneto e Lazio, ma subito dopo viene l’Emilia Romagna, che supera la Toscana nonostante il numero inferiore di interventi. Questo perché evidentemente ognuno vale di più.
Gli interventi nelle regioni a rischio sismico
Il credito di imposta per gli interventi di efficientamento energetico riguarda anche quelli di riduzione del rischio sismico, e ha infatti coinvolto più della media le regioni in cui i terremoti hanno lasciato il segno negli anni scorsi. Al 31 agosto 2021 si registravano 874 richieste nelle Marche e 970 in Abruzzo. Considerando che entrambe hanno una popolazione molto ridotta, di 6,5 e 7,6 volte inferiore a quella lombarda, in proporzione hanno utilizzato il Superbonus 110 per cento più che nella regione più grande del Paese.
E c’è ancora tempo per ricorrervi perché ora l’estensione della misura si applica agli interventi effettuati fino al 31 dicembre 2023. L’obiettivo è quello di riformare 3 milioni di metri quadri all’anno, corrispondenti a circa l’1% della superficie totale occupata dagli edifici residenziali.
I dati sono aggiornati al 31 agosto 2021
Fonte: Enea
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