
I conflitti che stanno generando i più grandi flussi di profughi
Il bimbo annegato sulle coste turche fra i 11,6 milioni fuggiti in quattro anni di guerra
Il piccolo Ayaln Kurdi, il bambino di circa tre anni annegato sulle coste turche, la cui foto sta scuotendo le coscienze di tutta Europa, è uno dei milioni di siriani che, dal 15 marzo 2011, giorno di inizio della guerra civile sono fuggiti dal Paese governato dagli Assad.
La grande fuga dalla Siria
Da quando, con le prime proteste di piazza, una primavera araba provò ad attecchire fra Damasco, Homs e Aleppo, la Siria è stata protagonista di un esodo biblico e la situazione è peggiorata quando alla rivolta, soprattutto giovanile, contro il regime si è andata sostituendo la lotta jihadista, con la costituzione, nella parte confinante con l’Iraq, dello Stato Islamico, che ha richiamato migliaia di combattenti stranieri. Così, ai tanti che scappavano dal fuoco incrociato dei militari governativi e dei ribelli, si sono aggiunti i molti cristiani del Paese, in fuga dalla persecuzione del Califfato.
Un flusso ininterrotto di persone, una vera fuga dalla Siria, che hanno cercato riparo oltre i confini, a cominciare dai Paesi vicini: circa 1,8 milioni, in Libano, quasi 1,2 milioni, e in Giordania, 625mila, tutti ospitati in campi profughi, come mostra questa mappa realizzata da Reuters su dati Unhcr.
I dati si riferiscono al: 2015
Fonte: Unhcr
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