Il movimento anti Salvini prende il nome dalla specie che rappresenta il 15% del pescato
E’ stato il primo pesce ad essere messo in scatola. Si narra su ordine di Napoleone, che ne andava matto. Chissà se la notorietà politica delle cosiddette sardine nelle piazze italiane riuscirà a rialzare anche i prezzi sul mercato di Chioggia, il principale in Italia per questa specie di pesce. Il prezzo delle sardine, infatti, è in calo ormai da anni. I dati dell’Istat non vanno oltre il 2016, ma rendono l’idea sulle sorti di questo piccolo pesce osseo marino della famiglia dei Clupeidae: in questo anno le sardine hanno rappresentato il 15,3 % di tutto il pesce pescato in Italia come quantità. Ma la quota di fatturato sul totale non è andata oltre il 2,5%. Del resto, la sardina è un pesce povero che si pesca con facilità e in grandi quantità.
La politica e il mercato ittico
Le ricerche su Google della parola “sardine” si sono impennate, ma la colpa è solo del movimento politico che sta riempendo le piazze italiane. Però, è l’occasione giusta per chiedersi quanto vale il secondo pesce più pescato in Italia. E non è la prima volta che la politica si rivolge al mondo del mare e dei pesci. Dalla “balena bianca”, l’appellativo con cui veniva chiamata la Dc, al Trota, il soprannome di Renzo Bossi, il figlio del Senatùr. E le sardine? Sono state prese in prestito dai manifestanti anti Salvini a partire dal 14 novembre. Gli organizzatori volevano dimostrare che a Bologna un gruppo di persone senza nessuna organizzazione alle spalle poteva diventare più numeroso di quello richiamato da Salvini. Insomma, volevano una piazza nella quale stare stretti come sardine. Dopo varie manifestazioni in tutta Italia le sardine sono pronte ad arrivare a Roma con la manifestazione del 14 dicembre.
Pesce, il consumo pro capite di sardine
L’ultimo rapporto sulla pesca in Europa della Commissione europea è del 2018, ma presenta i dati del 2016. Qui possiamo trovare il consumo pro capite nei Paesi Ue di prodotti ittici: 24,33 kg, in aumento del 3%, cioè di 763 grammi, rispetto al 2015.

Gli aumenti più significativi hanno coinvolto l’aringa (+299 grammi) e le sardine (+157 grammi), oltre al tonnetto striato (+95 grammi). La sardina viene consumata fresca su quasi tutte le coste italiane, con particolare concentrazione nel Veneto, in Sicilia e in Liguria. Alcuni piatti a base di questo pesce sono molto famosi e tipici della cucina italiana tradizionale, come la pasta con le sarde, le sarde a beccafico e le sarde in saor. La sardina è molto utilizzata anche sotto forma di inscatolato, sia sott’olio che – in misura minore – marinata e sotto sale.
Pescate 28mila tonnellate di sardine
Nel 2016 sono state pescate 28.789 tonnellate di sardine nei mari italiani. I pescatori italiani hanno fatto meglio solo con le acciughe: ne hanno prese 37.968 tonnellate, come si vede nel grafico in alto. Descrive i primi 10 pesci pescati nei mari italiani con la quantità catturata per ogni specie sul totale. Vengono pescate soprattutto nell’Adriatico, in particolare nell’Alto: vengono da qui 18.654 tonnellate delle 28.789 sardine catturate in Italia. La grandissima parte delle sardine viene catturata con il sistema di pesca comunemente chiamato “volante”, in cui la rete viene trainata da due imbarcazioni accoppiate. Dalla rete da traino pelagica – che, al contrario della rete a strascico, opera lontano dai fondali – derivano la maggior parte delle catture.
Il prezzo delle sardine in Italia
Come fa notare un rapporto dedicato a questa specie da Unioncamere e Ministero delle politiche agricole, il prezzo delle sardine è probabilmente quello più basso tra tutte le le speci ittiche tra quelle pescate in Italia. “La pesca della sardina però è considerata dai pescatori dell’Adriatico – soprattutto delle zone centrali e meridionali – un’attività relativamente secondaria, svolta quando i prezzi tendono ad aumentare e quando vi è un aumento della domanda per l’esportazione. Di conseguenza, i rendimenti risultano in calo”, si legge nel rapporto. Lo stesso report, realizzato con dati che arrivano all’ottobre 2017, richiama la necessità di “elaborare specifiche strategie commerciali per incrementarne la quotazione e rivalutare i numerosi titoli di merito che la sardina ha acquisito sotto l’aspetto qualitativo e nutrizionale”.
Fonte: Istat, Unioncamere, Commissione europea
I dati si riferiscono al: 2001-2016
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