Uno su due è in plastica da uso singolo (49%), ma altissimo il numero degli scarti da pesca
Più dell’80% dei rifiuti che popolano i mari d’Europa è plastica. Il grafico sopra mostra la composizione dei rifiuti in mare nel vecchio continente. Uno su due – il 49% per l’esattezza – è plastica a uso singolo, quindi materiale appena uscito dalla fabbrica come contenitori per i cibi o filtri di sigarette. Si tratta di sostanze gettate in mare e lasciate a galleggiare per decenni.
Anche la pesca inquina il mare
Oltre un quarto, il 27%, dei rifiuti che navigano in mare sono invece residui da pesca: scarti di materiale industriale o semplici residui di attività amatoriali finiti in acqua per noncuranza, disattenzione o proprio malafede.
Ciò che manca per comporre la torta è diviso non equamente tra “altri rifiuti in plastica” e immondizia di diverso materiale che pesa sul totale per appena il 18%.
Quanto costano i rifiuti in mare
I rifiuti in mare sono la principale minaccia alla salvaguardia della biodiversità. Ma fanno anche molto male all’economia. Secondo l’Unione europea, possono avere un impatto economico negativo sia sul turismo che sulla pesca. Alle attività turistiche l’inquinamento del mare può costare fino a 600 milioni di euro ogni anno, per la pesca invece l’impatto è più modesto ma rilevante se parametrato al volume d’affari: per colpa della plastica in mare, si possono perdere fino a 62 milioni di euro ogni anno.
I dati si riferiscono al: 2016
Fonte: Parlamento europeo
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