Per la prima volta tutti gli indicatori di benessere sono rimasti positivi per un anno completo
Nel 2015 le famiglie europee sono più ricche rispetto al 2014. Secondo i dati della Bce tutte le fonti di reddito considerate sono rimaste positive per tutto l’anno aumentando il benessere delle famiglie.
Di quanto è aumentato il benessere delle famiglie
Uno dei motivi principali sono i bassi tassi d’interesse che, se da una parte rappresentano lo spettro per le istituzioni finanziarie e, come vedremo, provocano un calo degli incassi da investimenti finanziari, dall’altro hanno come effetto l’aumento dei prezzi delle abitazioni (il cui peso sul bilancio delle famiglie europee è indicato dalla colonna verde nel grafico).

L’aumento del prezzo delle case è agevolato dal fatto che il “credito facile”, dovuto ai tassi d’interesse mai così bassi e che continueranno ad esserlo anche per tutto il 2016, permette la sottoscrizione di un mutuo a condizioni inimmaginabili anche solo fino a pochi anni fa. Tanto è vero che il ricorso al finanziamento bancario da parte delle famiglie dell’eurozona, comprese quelle tedesche, si è ripreso.
Basti pensare che, secondo i dati della Bce, tra l’inizio di giugno 2014 e dicembre 2015, i tassi compositi sui prestiti bancari alle società non finanziarie in Europa sono diminuiti di circa 87 punti base e quelli sui prestiti alle famiglie di circa 69 punti base.
Il risparmio delle famiglie soffre
Nonostante un aumento del ricorso al credito bancario, a contribuire all’aumento della ricchezza delle famiglie è anche il risparmio netto, anche se, per quanto riguarda il caso italiano, occorre essere più precisi. Nel 2014 il risparmio delle famiglie (nel grafico, che indica l’andamento continentale, la colonna gialla), in percentuale sul reddito disponibile, è stato pari al 10,8% dopo un picco positivo dell’11,3% nel 2013 e uno negativo del 9,4% nel 2012.
Se si considera un periodo di tempo più lungo, 1999-2008 si scopre però che la media in Italia era del 14,2% perciò il risparmio è stabile rispetto agli ultimi anni, ma molto al di sotto della media degli anni passati, come confermano anche altri dati, come quelli dell’Istat.
Facile indebitarsi per le famiglie italiane
Stesso discorso per il debito che, se si considera l’andamento degli ultimi anni, resta stabile: nel 2014 era pari al 42,9% rispetto al Pil ma è letteralmente esploso se si considerano altri intervalli di tempo: tra il 1999 e il 2008 era addirittura appena al 29,7%.
Quello che si è via via ridotto nel corso del 2015 è il peso dei profitti (o perdite) sugli investimenti azionari o finanziari (colonna rossa) che invece hanno sostenuto la ricchezza delle famiglie all’inizio dell’anno.
I dati si riferiscono al: 2009-2015
Fonte: Bce
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