Reddito medio italiano più alto per l’81,8% delle famiglie

Mille euro in più a 750mila madri lavoratrici. In 300mila hanno perso l’1,2%

Nel 2024, grazie alla riforma Irpef e alle misure di decontribuzione, il reddito medio italiano di 11,8 milioni famiglie hanno visto aumentare il proprio reddito di 586 euro all’anno. Questo dato, fornito dall’Istat, riguarda il 45% delle famiglie italiane e il 78,5% di quelle con almeno un lavoratore dipendente.

Guardando i dati dell’Istat sulla redistribuzione del reddito nel 2024, la percentuale delle famiglie che hanno beneficiato di un aumento sale all’81,8%: 9,6 milioni di famiglie, pari al 36,8% del totale, pur non beneficiando della riduzione dei contributi sul salario, hanno comunque guadagnato grazie alla riforma delle imposte sul reddito. In media, questi nuclei familiari hanno potuto risparmiare 251 euro all’anno, con un aumento dello 0,5% del proprio reddito disponibile.

Reddito medio italiano: aumenti anche per le fasce più povere

Le famiglie italiane sono divise in cinque gruppi, chiamati “quinti”, in base al loro reddito. Il primo gruppo include le famiglie con i redditi più bassi, mentre l’ultimo gruppo comprende quelle con i redditi più alti. Ecco, le nuove misure fiscali introdotte hanno portato a un aumento maggiore in termini assoluti del reddito per le famiglie dei gruppi con i redditi più alti. Ad esempio, le famiglie nel quarto gruppo hanno guadagnato 720 euro in più all’anno, mentre quelle nel quinto gruppo hanno guadagnato 866 euro in più.

Tuttavia, se si guarda all’aumento in percentuale, le famiglie con redditi più bassi vedono un incremento maggiore. Le famiglie nei primi tre gruppi vedono un aumento del reddito dell’1,4%, mentre quelle nei gruppi più ricchi guadagnano percentualmente meno: l’1,3% per il quarto gruppo e lo 0,9% per il quinto.

Reddito e famiglie: chi non sorride

Nel 2024, alcune famiglie non hanno beneficiato delle modifiche fiscali e hanno perso parte del reddito che avrebbero guadagnato se le regole fiscali fossero rimaste come nel 2023. Circa 300.000 famiglie, pari all’1,2% del totale e al 2,2% di quelle con almeno un lavoratore dipendente, hanno visto ridursi il reddito disponibile. La perdita ha colpito soprattutto le famiglie con reddito medio-basso. Queste famiglie hanno perso mediamente 426 euro all’anno. La causa principale di questa riduzione è stata la cancellazione del “Bonus Irpef”.

Le madri lavoratrici hanno visto più soldi

Nel 2024, insieme alle famiglie, sono state le madri i soggetti che hanno beneficiato delle nuove modifiche fiscali. Lo scorso anno è stato introdotto un esonero totale dai contributi previdenziali per le donne con due o più figli. Circa 750.000 lavoratrici hanno visto un aumento del reddito di oltre 1.000 euro all’anno grazie a questa misura. Un quarto di queste, che guadagnavano più di 35.000 euro all’anno nel 2023, hanno avuto un guadagno ancora maggiore, superiore a 1.800 euro. L’esonero ha aiutato principalmente le madri lavoratrici, permettendo loro di guadagnare di più senza dover pagare contributi, e incentivando così la partecipazione delle donne al mercato del lavoro.

reddito medio italiano

La questione Reddito di Cittadinanza

Nonostante le tante buone notizie con il segno più, dai dati dell’Istat emerge che l’indice di disuguaglianza, che misura quanto i redditi sono distribuiti in modo equo tra le famiglie, è passato dal 30,25% al 30,40%. Questo leggero peggioramento è dovuto principalmente al cambiamento del Reddito di Cittadinanza, che è stato sostituito dall’assegno di inclusione. Circa 850.000 famiglie, il 3,2% del totale, hanno perso questo aiuto, con una perdita media di 2.600 euro all’anno. La maggior parte delle famiglie che hanno perso il beneficio appartiene ai gruppi della popolazione più poveri. In tre casi su quattro, la perdita riguarda famiglie che non hanno più diritto al beneficio, mentre nel restante quarto è causata dal nuovo metodo di calcolo.

Il passaggio dal Reddito di Cittadinanza all’Assegno di Inclusione non ha invece cambiato il reddito disponibile per circa 400.000 famiglie, che continuano a ricevere lo stesso importo. Un gruppo più piccolo, composto da circa 100.000 famiglie, ha visto un guadagno di circa 1.200 euro grazie al nuovo Assegno di Inclusione. Questo beneficio dipende dal modo in cui il nuovo sistema calcola il reddito per le famiglie con membri disabili, rispetto al precedente sistema del Reddito di Cittadinanza.

Diminuisce la disuguaglianza al Sud

C’è ancora un’altra buona notizia da mettere a referto e riguarda soprattutto le regioni del Sud Italia. Sempre secondo il report dell’Istat, la disuguaglianza nei redditi delle famiglie è migliorata di 16,1 punti percentuali, con un impatto particolarmente positivo nel Mezzogiorno. Nelle regioni del Sud, le disuguaglianze erano più marcate rispetto ad altre parti d’Italia, ma c’è stata una riduzione di 16,9 punti percentuali.

Questo è un segnale molto importante dal momento che al Sud la disuguaglianza dei redditi primari è significativamente più alta rispetto al Centro e al Nord. Come si vede anche dal grafico, nel Mezzogiorno, infatti, il livello di disuguaglianza dei redditi primari – i guadagni derivanti direttamente dal lavoro o da altre fonti primarie, come pensioni o trasferimenti statali – raggiunge il 48,19%, molto più alto rispetto al 43,97% del Centro e al 43,02% del Nord.

Anche se piccolo, ecco un altro aumento del reddito medio italiano

Nel 2024 è stata introdotta una misura che ha aumentato il reddito disponibile in media dello 0,2%. Si tratta di un’indennità una tantum di 100 euro, destinata ai lavoratori dipendenti con un reddito annuo fino a 28.000 euro, almeno un figlio a carico e un’imposta sul reddito da lavoro superiore alla detrazione per lavoro dipendente. Ogni famiglia può riceverla una sola volta, e l’indennità non è considerata nel reddito ai fini fiscali. Si stima che circa 3 milioni di famiglie, pari a un quinto di quelle con almeno un lavoratore dipendente, abbiano beneficiato di questo aiuto.

I dati si riferiscono al: 2024
Fonte: Istat