Aumentate di 381.200 in un solo anno. Ecco i Paesi che ne hanno di più
Nel 2023, nell’Unione Europea, il numero di donne ingegnere è salito a 7,7 milioni, con un aumento di 381.200 unità rispetto a quanto fatto registrare nell’anno precedente. Questo aumento delle donne Stem sta quindi progressivamente riducendo la differenza tra uomini e donne in questi settori, che in passato sono stati dominati esclusivamente dalla forza lavorativa maschile. Questi dati – pubblicati da Eurostat – aiutano quindi a sfatare il mito secondo cui professioni come ingegneria e tecnologia siano solo per gli uomini. I numeri non dicono questo.
Donne Stem, ecco quante sono davvero
L’uguaglianza di genere nelle materie Stem (Science, Technology, Engineering, Mathematics), tutte aree cruciali per l’innovazione e il progresso economico, non riguarda solo un principio di giustizia, ma sarebbe determinante per propiziare una maggiore crescita economica. Secondo un’analisi di McKinsey, ripresa da un rapporto dell’European Parliamentary Research Service del marzo 2023, se l’Europa riuscisse a portare la percentuale di donne Stem al 45% entro il 2027, non solo colmerebbe il divario di talenti, ma potrebbe anche vedere un incremento del Pil che varrebbe tra i 260 e i 600 miliardi di euro. Allo stesso modo, l’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere, sempre citato nel rapporto, evidenzia che ridurre il divario di genere nelle carriere Stem potrebbe portare ad un aumento del Pil pro capite dell’Ue tra il 2,2% e il 3,0% entro il 2050.
Donne Stem, le percentuali in base al settore produttivo
Come si può vedere anche dal grafico dinamico, le donne rappresentano il 41% della forza lavoro di scienziate e ingegneri nell’Unione Europea, ma questa percentuale cambia a seconda del settore. Per esempio, nel campo dei servizi, le scienziate e le ingegnere donne sono il 45,6% della forza lavoro. Invece, nel settore manifatturiero, la presenza femminile con questo tipo di formazione scende in picchiata al 22,4%.
Contando invece altri settori produttivi, le donne con Stem raggiungono una quota si attesta al 23,9%. Questi numeri in crescita indirettamente sembrano anche dire che anche le ragazze hanno compreso che una laurea in ambito Stem può offre non solo maggiori opportunità di entrare nel mondo del lavoro, ma che questo può avvenire anche in maniera più rapida.
Donne Stem, i dati poco lusinghieri dell’Italia
In questo quadro di crescita continentale, l’Italia non si dimostra proprio all’altezza. Anzi. L’Italia si posiziona tra gli ultimi paesi europei proprio per la presenza di donne nelle professioni scientifiche e ingegneristiche, con una percentuale poco onorevole del 34,1%. In una fascia simile a quella occupata dal’Italia si trovano anche la Slovacchia e Malta, entrambe con il 34,3%. Tuttavia, alcuni paesi, come l’Ungheria (30,7%) e la Finlandia (31,4%), registrano percentuali ancora più basse, evidenziando le difficoltà comuni nel raggiungere una piena inclusione femminile in questi settori.
Studiando i dati paese per paese, emerge che oltre 807.000 uomini e 417.000 donne occupavano ruoli che richiedono competenze in ingegneria e scienza. Sebbene le donne rappresentino circa la metà degli uomini, la disparità di genere è particolarmente evidente nei settori ad alta tecnologia, dove gli uomini sono quasi quattro volte più numerosi delle donne (201.000 contro 55.000).

Cade il mito del Nord Europa: Spagna e Bulgaria tra le migliori
Un aspetto interessante che emerge dai dati sulla partecipazione delle donne Stem in Europa è che non esiste alcuna netta divisione tra il Nord e il Sud del continente. Tradizionalmente, si tende a pensare che i paesi nordici, noti per le loro politiche di parità di genere, e una formazione più specializzata, abbiano numeri più alti di donne nelle professioni scientifiche e tecnologiche, mentre i paesi del Sud Europa tendono avere una partecipazione più bassa. I dati invece sfidano questa facile lettura.
Un esempio di questa inedita verità è la Spagna. L’economia del paese iberico, una tra le più attive del continente, fa registrare una delle percentuali di presenza più alte di donne Stem tra scienziate e ingegnere (50%), posizionandosi quasi al pari con paesi come la Danimarca (50,8%). Ma le sorprese non sono finite qui: anche la Bulgaria, non certo un paese preso spesso come termine di paragone fa un registrare un 49,1% in questo tipo di classifica.
Per chi proprio non si volesse convincere e pensasse a fortuite congiunture economiche c’è quanto fatto registrare dalla Finlandia, da sempre considerata un esempio di eccellenza in termini di parità di genere, che presenta una percentuale di donne nelle STEM più basse di tutta Europa.
Eccellenze e maglie nere in giro per l’Europa
Eurostat non si è limitata soltanto a fotografare la presenza di donne scienziato e ingegneri in singoli stati, ma ha indagato anche analizzando i dati nelle singole regioni europee. E le sorprese non sono mancate, soprattutto per quel che concerne 12 di questi territori, dove è stata segnalata una forte rappresentanza femminile nelle professioni STEM.
La Spagna emerge con quattro zone territoriali con i numeri più virtuosi: Canarias (59,2%), Noroeste (54,2%), Centro (53,5%) e Noreste (52,2%). Il Portogallo contribuisce con due regioni di successo, la Região Autónoma dos Açores (57,5%) e Madeira (55,8%). Anche la Polonia si distingue con la Makroregion Wschodni (56,5%) e la Makroregion Centralny (52,6%). In Bulgaria, la regione Severna i yugoiztochna raggiunge il 54,4%, mentre la Svezia, con la regione Norra Sverige (51,5%), e la Danimarca (50,8%) sono tra quelle che hanno superato il 50%. La Corsica in Francia, con una percentuale di scienziate e ingegneri del 50,5%, completa questo quadro di eccellenza.
Al contrario, alcune regioni europee registrano una percentuale più bassa di donne Stem, mettendo in luce la persistente disuguaglianza di genere in questi settori. Le regioni ungheresi di Közép-Magyarország (30,1%) e Dunántúl (31,1%) si collocano in fondo alla classifica, seguite –a sorpresa – dalla regione tedesca del Baden-Württemberg (30,8%) e dalla regione finlandese di Manner-Suomi (31,4%). Insieme a questi territori anche il Sud Italia, con una percentuale di scienziate e ingegneri del 30,6%, tra le più basse del continente.
I dati si riferiscono al: 2023
Fonte: Eurostat
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