Gli altri hanno snobbato le richieste di riforme dell’Europa. Svezia e Finlandia nella lista nera
A eccezione di Olanda e Cipro, i Paesi dell’Unione europea non fanno i compiti a casa. Nell’elenco dei “rimandati a settembre” e dei bocciati ci sono davvero tutti, compresa la rigorosa Germania e la Francia di Macron. Nessuno di loro ha realizzato pienamente le raccomandazioni Ue che la Commissione invia ogni anno ai Paesi membri in tema di macroeconomia, bilanci e riforme strutturali.
Raccomandazioni Ue, i Paesi nella lista nera
La tabella sopra mostra quante raccomandazioni Ue sono state implementate (e in che modo) da ciascuno Stato membro. Gli unici ad aver fatto “progressi pieni o sostanziali” sono i Paesi Bassi e Cipro. Tutti gli altri, invece, hanno fatto solo “alcuni progressi” in campo economico e politico o addirittura nessuno.
Belgio, Spagna, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Romania sono bocciati su tutta la linea. Nella lista nera ci sono anche le nordiche Svezia e Finlandia, tradizionalmente considerate le più attente al rispetto delle regole comunitarie. Tutti questi Paesi hanno ricevuto diverse raccomandazioni Ue nel 2018 ma non ne hanno realizzata nessuna.
Ci sono poi Stati come la Danimarca, l’Estonia o il Regno Unito che si stanno impegnando per varare delle riforme strutturali ma finora non le hanno realizzate pienamente. In ultimo ci sono quelle Nazioni che hanno fatto i compiti a metà: alcune raccomandazioni sono in via di implementazione, altre non sono state accolte affatto.
Cosa sono le raccomandazioni Ue
I “compiti” che la Commissione Ue richiede ogni anno ai Paesi membri hanno l’obiettivo di stimolare la crescita economica e la creazione di posti di lavoro, mantenendo al contempo finanze pubbliche sane e prevenendo squilibri macroeconomici eccessivi. Sono proposti annualmente da Bruxelles e discussi dalle varie formazioni del Consiglio. Una volta che queste raccomandazioni vengono approvate e adottate formalmente dall’Ecofin, gli Stati membri devono prenderle in considerazione durante i loro processi decisionali nazionali.
I dati si riferiscono al: 2018
Fonte: Parlamento Ue
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