La conferma grazie ai voti dei Verdi. I predecessori dal ’58 a oggi
In un frangente storico turbolento l’Europa sceglie la continuità: la 65enne Ursula Von der Leyen, ex ministro della Difesa del terzo governo Merkel, prima donna presidente della Commissione europea nel 2019, ha ottenuto il 18 luglio 2024 un secondo mandato come presidente dell’esecutivo dell’Unione con 401 voti a favore e 284 contro, superando ampiamente le 360 preferenze necessarie alla rielezione. Il suo nuovo mandato inizierà a novembre 2o24, quando gli elettori americani andranno alle urne per eleggere il quarantasettesimo presidente degli Stati Uniti, e durerà fino al 2029.
Von der Leyen, chi ha votato contro e chi a favore
Von der Leyen, principale candidata del partito popolare europeo (Ppe) primo per preferenze alle elezioni europee di giugno 2024, è stata sostenuta oltre che dal suo blocco politico (Ppe) dai socialisti e democratici (S&D) e dalla coalizione di centro Renew Europe. Tuttavia non tutti i parlamentari di questi schieramenti hanno votato a favore della politica tedesca, fondamentale per la conferma del secondo mandato è stato l’apporto dato dal partito verde europeo che, nel 2019, aveva invece votato contro l’elezione di Von der Leyen. La nuova maggioranza “Ursula”, ora composta da quattro gruppi, si è ampliata quindi verso sinistra contrariamente a quanto ipotizzato da alcuni prima del voto che prevedevano una virata verso destra.
La nuova maggioranza in Europa
Infatti Fratelli d’Italia non partecipa alla festa per la conferma del secondo mandato della presidente Ue fautrice, tra le altre cose, di un ambizioso piano climatico. Giorgia Meloni ha tenuto segreto l’intento di voto della sua delegazione all’Eurocamera dichiarandolo alla fine, una scelta che la premier italiana ha definito “coerente con la posizione espressa nel Consiglio Europeo di non condivisione del metodo e del merito” e che trova allineata la Lega di Salvini. Una scelta che, invece, non trova d’accordo l’alleato di governo Antonio Tajani segretario nazionale di Forza Italia, uno dei partiti chiave del Ppe.
Von der Leyen: i principali punti del secondo mandato
Von der Leyen, nel discorso prima del voto, ha ribadito il sostegno europeo all’Ucraina e l’impegno nel processo di decarbonizzazione promettendo nei suoi primi 100 giorni un nuovo “accordo industriale” per incanalare gli investimenti nella tecnologia verde. Da sottolineare, inoltre, l’accenno che Von der Leyen ha dedicato alla prossima realizzazione di uno scudo missilistico europeo, senza però entrare nei dettagli economici di questo progetto. La presidente della Commissione ha inoltre annunciato che verrà introdotta una nuova figura ai vertici dell’Ue, il commissario europeo per la difesa. Tra gli altri punti toccati da Von der Leyen anche l’immigrazione, con la promessa di triplicare le forze a disposizione di Frontex, la guardia di frontiera dell’Ue, per raggiungere i 30mila agenti.
Presidente della Ue, ecco tutti i nomi
Ma chi sono stati i suoi predecessori di Von der Leyen? E quali sono i Paesi che hanno potuto avere il maggior numero di Presidenti della Commissione Ue? Il grafico sopra mostra i predecessori della von der Leyen (nella foto sotto) e indica per ognuno il periodo di presidenza. Il primo in assoluto è stato Walter Hallstein (dal gennaio del ’58 al luglio del ’67), segue Jean Rey (fino al luglio del 1970) e poi l’italiano Franco Maria Malfatti (solo due anni, fino al 1972) seguito a sua volta da Sicco Mansholt (fino al ’73). Il francese Ortoli, invece, ha una presidenza più lunga, quattro anni, dal 1973 al 1977. A lui succede un britannico, l’unico, Roy Jenkins che guida la Commissione europea fino al gennaio del 1981.
Per i 4 anni successivi la carica più importante dell’Europa è nelle mani di Gaston Thorn e poi in quelle di Jacques Delors (fino al 1995) e poi in quelle di Jacques Santer (fino al 1999). Poi arriva Manuel Marin che dura in carica pochissimi mesi da gennaio a settembre del 1999. Gli Anni 2000 si aprono con alla presidenza della Ue in capo all’italiano Romano Prodi che resta in carica per 4 anni fino al 2004. A lui succede, ed è storia recente, José Barroso (fino al 2014) e poi Jean Claude Juncker, attuale presidente, ultimo predecessore di Ursula von der Leyen.
Le nazionalità dei presidenti
Quello che è piuttosto strano è quello che si scopre andando a vedere da quali Paesi proviene ogni presidente Ue. Si scopre, infatti, che il Paese più piccolo dell’Europa unita è anche quello che ha espresso il maggior numero di Presidenti: il Lussemburgo. Ben 3 dal 1958 ad oggi: Thorn, Santer e Juncker. Altra curiosità: la Germania ne ha ha avuto, finora, uno solo, Hallstein negli Anni ’50 ma con la von der Leyen, ex ministro della Difesa del governo Merkel, recupera e sale a due, come l’Italia (Malfatti e Prodi) e la Francia (Ortoli e Delors). A quota 1 restano: Belgio, Paesi Bassi, Portogallo, Gran Bretagna e Spagna.
I dati si riferiscono al: 1958-2024
Fonte: Commissione europea
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