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Se non si faranno più figli, l’Unione si restringerà. Gli immigrati? A lungo andare non bastano

Sia nel 2015 sia nel 2017 il saldo complessivo tra morti e nascite nell’Unione europea sarebbe stato negativo, se non ci fossero stati gli immigrati. Sono loro a sostenere la crescita, sebbene limitata, della popolazione Ue. Ma sul lungo termine hanno poco potere: se non si inverte il trend del progressivo invecchiamento dei 28 Paesi membri, l’Unione è destinata a contare numericamente sempre meno a livello globale. È quanto certifica l’ultimo rapporto sulla demografia Ue dell’Eprs, il Servizio Ricerca del Parlamento europeo.

Il grafico in alto mostra l’andamento della popolazione totale della Ue negli ultimi dieci anni, comparato con quello della popolazione mondiale. Il tasso di crescita della prima è molto più lento di quello della seconda: se nel 1960 gli abitanti degli attuali Paesi Ue rappresentavano il 13,5% della popolazione del Pianeta, oggi pesano appena per il 6,9% del totale e si stima che la percentuale si ridurrà ulteriormente al 4,1% entro la fine del secolo.

La media è di 1,6 figli per donna. Ma ne servono 2,1

Il motivo della contrazione della popolazione Ue sta nell’abbassamento del tasso di fecondità. Sessant’anni fa, infatti, ogni donna metteva al mondo in media 2,5 figli: oggi si è passati a 1,6, ben al di sotto della media di 2,1 figli per donna considerato necessario per mantenere un equilibrio demografico nel lungo periodo, al netto dei migranti in entrata. Sono proprio loro a salvare (per ora) l’invecchiamento dell’Unione. Ma non basteranno: secondo le proiezioni del Parlamento Europeo gli abitanti dell’Ue continueranno ad aumentare lentamente fino al 2050, quando raggiungeranno la cifra massima di 528,6 milioni, per poi ridursi progressivamente e arrivare a 518,8 milioni nel 2080.

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Nel 2080 41 milioni di anziani e 26 milioni di bambini

Il grafico qui sopra mostra proprio la diminuzione della popolazione europea di entrambi i sessi tra 2001 e 2017, con il conseguente innalzamento dell’età media: le fasce d’età più popolose diventano quelle più anziane, come mostra anche il grafico sotto, con le proiezioni dal 2020 al 2080. Negli ultimi diciotto anni la popolazione femminile under 35 è passata da 108,6 milioni a 98,1 milioni. Nello stesso arco di tempo i coetanei maschi si sono ridotti da 112,4 milioni a 103,5 milioni. Gli over 85 hanno invece toccato quota 13,2 milioni nel 2017, dagli 8,5 milioni che erano nel 2001. La situazione è ancora più preoccupante se si guardano le stime elaborate dall’Eprs (grafico sotto): tra sessant’anni, se non si inverte il trend, nei 28 Paesi Ue saranno 41,7 milioni le persone con più di 85 anni. I “piccoli” – con meno di 5 anni – saranno appena 26 milioni.

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Fonti: Parlamento Europeo, Eurostat, Onu

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