Ponte sullo stretto, sarebbe il più lungo a campata unica

Sarebbe di 1,3 km più lungo del ponte giapponese di Akashi Kaikyō

Il Ponte sullo Stretto di Messina nei prossimi anni potrebbe essere realizzato. Questa potrebbe essere la volta buona dato che il progetto è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 16 marzo. Le tensioni politiche sul tema che hanno caratterizzato gli ultimi 20 anni sono probabilmente rimaste sufficientemente forti da precludere l’inserimento dell’opera tra quelle previste dal Pnrr in tema infrastrutture, ma non abbastanza da impedire che il Governo decidesse di condurre un nuovo studio di fattibilità. Che sarà affidato a Italferr, società delle Ferrovie dello Stato, e che dovrà stabilire entro giugno 2022 come sia possibile costruire quella che appare come una delle imprese ingegneristiche più importanti della storia d’Italia e non solo.

Il Ponte sullo stretto, è la volta buona?

C’è la consapevolezza che anche in virtù degli interventi legati al Recovery Fund, che avranno il Mezzogiorno come principale obiettivo, un collegamento più veloce tra un’isola di 5 milioni di abitanti e il resto d’Europa possa essere un driver di sviluppo. Ma la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina sarebbe di massima rilevanza anche da un punto di vista statistico: se fosse realizzato sospeso, ovvero a una sola campata, come è stato immaginato fin dall’inizio, sarebbe il più lungo del mondo di questo genere. E di molto. Superando anche quelli innalzati negli ultimi anni in Asia, dove si trovano le infrastrutture più ardite che hanno visto la luce recentemente.

ponte sullo stretto

I ponti più lunghi del mondo

In questo momento come si vede dalla nostra infografica il più lungo è infatti il ponte di Akashi Kaikyo, che collega la città di Kobe, in Giappone all’isola di Awaji attraversando appunto lo stretto di Akashi. La campata, è questa ad essere contata in in questo tipo di costruzione, è larga 1.991 metri, più di 1,3km in meno rispetto ai 3,3 km di ampiezza che avrebbe quella del nostro Ponte sullo Stretto.

A essere superati sarebbero anche due ponti realizzati solo nel 2019 in Cina, il Yangsigang Yangtze River Bridge, nella famigerata Wuhan, e il Nansha Bridge, nel Guandong. Le loro campate di sono rispettivamente di 1.700 e 1.688 metri. Anche lo Xihoumen Bridge, attualmente al quarto posto, è cinese.

Per trovare un’opera in parte paragonabile nel nostro Continente si deve andare in Danimarca, dove il Great Belt Bridge, parte dell’infrastruttura che la collega alla Svezia, ha un’arcata di 1.624 metri. Seguono il ponte Osman Gazi, in Turchia, che attraversa il golfo di Izmit, il coreano Yi Sun-sin Bridge, e poi, rimanendo nella classifica dei primi 10, altre tre opere cinesi.

Non è un caso che quasi tutti questi ponti sospesi si trovino su stretti, o golfi, ovvero su specchi di acqua marina, o al limite su fiumi larghissimi, come il Yangtze, ovvero dove è molto difficile innalzare piloni. Il che costringe alla realizzazione di larghe campate uniche.

Nel caso del Ponte sullo Stretto di Messina in realtà sarà esplorata anche la possibilità di farne più di una, i tecnici ne stanno dibattendo. È anche su questo dilemma su cui Italferr dovrà lavorare.

Il Ponte sullo stretto è già costato 300 milioni

Non se ne occuperanno gli ingegneri, ma le difficoltà legate Ponte sullo Stretto di Messina sono anche economiche. Tra i motivi per cui circa 10 anni fa il governo Monti aveva messo la parola fine al progetto vi erano anche i costi. Che hanno raggiunti finora i 300 milioni, anche senza aver posato alcuna pietra. Perché in realtà la società Stretto di Messina già esiste, e da molto, dal 1981. È partecipata da Stato e Anas e non è mai stata smantellata. Vi sono o vi sono stati quindi i compensi per il liquidatore, i dipendenti, il collegio dei revisori i fornitori di studi ingengneristici e software. Non solo, vi è un contenzioso di 700 milioni con Impregilo, che inizialmente doveva occuparsi della costruzione dell’opera ai tempi dei governi Berlusconi e ora chiede un risarcimento.

Ora naturalmente a queste si aggiungeranno le altre spese, che saranno ben più sostanziose, si parla di un investimento di 4 miliardi. Saranno però a fronte di una effettiva realizzazione del ponte, e potranno quindi vedere un ritorno per l’economia locale e nazionale. Massimizzare quest’ultimo sarà la sfida successiva

I dati si riferiscono al: 2023

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