Pignoramenti immobiliari, a Milano sono stati 4.562

Cause in calo in tutta Italia. In rapporto ai redienti L’Aquila e Catania sono primi

Dall’inizio della pandemia e fino al 30 giugno, salvo proroghe, i pignoramenti immobiliari delle abitazioni principali sono sospesi. È uno dei provvedimenti presi in occasione dell’emergenza che hanno sospeso le normali attività anche nel mondo della giustizia.

Questo fattore, e soprattutto la maggiore lentezza dei tribunali alle prese con le restrizioni contro il contagio, hanno fatto in modo che il 2020 segnasse un record negativo per le cause di pignoramenti immobiliari: si è arrivati a 38.241 cause di pignoramento immobiliare contro le 51.600 del 2019 e le 57.988 del 2018. Ma in realtà è dal 2012 che i pignoramenti immobiliari sono in calo.

L’andamento dei pignoramenti immobiliari

La pandemia ha solo accelerato un trend già presente. Basti pensare che 9 anni fa c’erano 80.270 pignoramenti immobiliari, più del doppio rispetto al 2020. Da allora la riduzione è stata costante, si è passati a 73.637 nel 2013, a 73.594 nel 2014, e via via a un numero di pignoramenti immobiliari di case sempre minore. L’anno scorso è stato anche superato il picco negativo del 2006, quando furono solo 43.261. La crisi economica era ancora da venire, ed è questa, iniziata nel 2008-2009, a determinare quell’aumento delle esecuzioni immobiliari che ha avuto il proprio culmine nell’anno più nero della recessione, il 2012.

pignoramenti immobiliari

Pignoramento immobiliare, il record a Milano

Ed è stato nel territorio che fa capo al distretto di Milano, la capitale economica d’Italia, che si sono sempre registrati più pignoramenti immobiliari. Nel 2020 sono stati 4.562 contro i 4.088 di quelli sopravvenuti nel distretto di Roma, i 2.904 di Torino, i 2.656 di Venezia. E però il distretto di Milano è anche quello in cui si è vista la maggiore riduzione delle cause. Che nel 2012 erano arrivate a ben 11.197, molte di più delle 7.087 di Roma, e decisamente più delle 4.700 del 2006. In sostanza in quest’area è stato più importante sia l’incremento del fenomeno strettamente legato all’andamento dell’economia, sia il suo calo. E del resto Milano e la Lombardia sono quelle porzioni d’Italia in cui la ripresa successiva alla crisi, tra il 2013 e il 2019 è stata maggiormente sentita e in cui l’occupazione è più cresciuta in quegli anni. E questo ha probabilmente avuto un ruolo.

Milano però non è la prima se si mettono in rapporto i pignoramenti immobiliari con la popolazione. A fronte di una media nazionale di 102 ogni 100 mila persone tra il 2005 e il 2020 sono in testa Catania e L’Aquila con 130. Milano è terza, con 120 seguita da Genova e Perugia. Mentre agli ultimi posti troviamo Potenza, Reggio Calabria e Trento, con 76, 74 e 72 procedimenti ogni 100 mila abitanti.

Al Sud aumentano le procedure pendenti

Tra i motivi della riduzione dei pignoramenti immobiliari, oltre al miglioramento della situazione economica, ci sono anche le riforme e le semplificazioni in tema di giustizia che hanno portato a uno smaltimento più veloce delle cause. È un tema scottante di tutto il sistema giudiziario italiano, ed è significativo anche in questo campo. Se nella maggioranza dei distretti il rapporto tra procedure definite e iscritte è superiore a 1, ovvero si arriva a più sentenze di quante nuove cause vadano a processo, in alcuni non è così. Per esempio a Firenze, Brescia, Perugia. Dove, quindi, le cause si stanno accumulando.

In quali province le esecuzioni immobiliari sono più lente

Ma la situazione peggiore è dove il carico delle esecuzioni immobiliari pendenti da tempo è maggiore. E qui in testa vi sono i distretti giudiziari del Mezzogiorno. Come a Potenza, dove si arriva in media a più di 10 anni per smaltire una causa, a Caltanissetta, con 9,39 anni, a Catania, con 6,28, superata quest’ultima però da Perugia. In media, anche a causa del carico presente, i tribunali del Sud e delle Isole sono stati ultimamente più veloci nell’arrivare a sentenza, ma non è ancora bastato.

E non aiuterà la situazione che la fine della pandemia presenterà dopo lo sblocco della sospensione dei pignoramenti immobiliari. Le cause scongelate sommandosi alle altre pendenti potrebbero arrivare a 300 mila. Mettendo in pericolo quell’obiettivo governativo, che è incluso anche nel Pnrr, di una velocizzazione sostenuta della giustizia italiana.

I dati si riferiscono al 2005-2020

Fonte: Ministero della Giustizia

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