Italia sicura, ma il 46,4% vorrebbe più polizia

Che cosa temono gli italiani: rispetto a 10 anni fa, meno timore per scippi, furti e aggressioni


L’Italia è sicura. Lo pensano sempre più italiani. La percezione della sicurezza è, infatti, migliorata rispetto al biennio 2008-2009. Lo sostiene l’Istat nell’ultimo rapporto sul tema. Il grafico qui sopra mostra le principali preoccupazioni degli italiani legate a reati sulla persona ed è indicata la percentuale degli individui che le vivevano con timore nel 2008-2009 e nel 2015-2016.

Il calo dei timori e il bisogno di polizia

La percentuale di persone che hanno paura di essere scippate per strada è passata dal 48,1% al 41,9%; quelle che temono di essere aggredite è scesa dal 47,6% al 40,5% mentre per i furti d’auto si è scesi dal 43,6% al 37%. Il dato clamoroso è quello che riguarda le violenze sessuali: dal 42,7% al 28,7%. In leggera crescita, più 0,9%, la percentuale di cittadini che teme furti nella propria abitazione.

Stiamo parlando di percezione della sicurezza, quindi di come ci si sente, di sensazioni e, parlando di percezioni, il 33,9% dei cittadini la zona in cui abitano è a rischio criminalità un dato in forte aumento rispetto al 22% della precedente rilevazione. E questo a causa del fatto che quasi la metà degli italiani crede che le forze dell’ordine facciano troppo poco per controllare il territorio; lo pensa il 46,4% delle persone interpellate. Si vorrebbe che poliziotti, vigili e agenti transitassero più spesso per le strade, che fossero più numerosi e più presenti sul territorio, in particolare nelle zone a rischio e di notte. Sono soprattutto le donne ad avvertire un bisogno di maggior attenzione da parte delle forze dell’ordine, con percentuale che supera il 50% nella fascia d’età tra i 25 e i 34 anni.

Italia sicura ma donne più insicure

Il grafico sotto mostra quali sono i comportamenti che sono influenzati dalle paure di cui soffrono gli italiani.

Prima di tutto: le donne avvertono l’insicurezza più degli uomini e, come mostra il grafico, il 36,6% rinuncia ad uscire di sera per paura, mentre il 35,3%, quando esce, non si sente sicura, percentuali simili a quelle rilevate per la popolazione anziana. Quasi la metà del campione femminile, il 48,2%, dichiara poi che le proprie abitudini sono influenzate dalla paura della criminalità. Per gli uomini è molto diverso, con percentuali decisamente inferiori.
A livello territoriale non c’è una grande differenza nella percezione della sicurezza tra nord, centro e sud Italia, poiché in tutte le macroregioni una percentuale di popolazione che oscilla tra il 60,3 e il 65,7% ritiene che la criminalità sia la stessa dell’anno precedente.

Come viene calcolata la percezione della sicurezza

La percezione della sicurezza viene stabilita attraverso una combinazione di fattori, tra cui:

  1. Esperienze personali: La percezione di un individuo riguardo alla sicurezza è influenzata dalle proprie esperienze, sia positive che negative, nel luogo in questione.
  2. Informazioni media: La rappresentazione della sicurezza in una certa area da parte dei media può influenzare la percezione di un individuo riguardo alla sicurezza in quella zona.
  3. Presenza di forze di sicurezza: La presenza di forze di sicurezza, come polizia e guardie di sicurezza, può influenzare positivamente la percezione della sicurezza.
  4. Statistiche criminale: Le statistiche criminale, come il tasso di criminalità e la natura dei crimini commessi, possono influenzare la percezione di un individuo riguardo alla sicurezza in una zona.
  5. Fattori socio-economici: I fattori socio-economici, come la povertà e la disoccupazione, possono influire negativamente sulla percezione della sicurezza.
  6. Comportamento delle persone: Il comportamento delle persone, come l’ostilità o la paura, può influire sulla percezione della sicurezza di un individuo.

Tutti questi fattori contribuiscono a creare una percezione complessiva della sicurezza in una certa area, che può variare da persona a persona.

I dati si riferiscono al: 2016

Fonte: Istat

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