
Di quanto sono calati gli assegni nonostante il “no” della Corte costituzionale di Atene
Ecco gli effetti del taglio delle pensioni in Grecia imposti dalle istituzioni finanziarie che hanno salvato il Paese.
Le pensioni in Grecia
Il principale effetto è monetario, ed è stato un effetto inevitabile: dopo il doppio salvataggio della Grecia, infatti, si è stabilito che le risorse per pagare le pensioni dovessero venire dal sistema pensionistico stesso e non più dalla fiscalità generale. Questo ha comportato una serie di tagli agli assegni pensionistici di tutti, a prescindere dalla storia contributiva di ognuno. I tagli sono stati ben 10 tra il 2010 e il 2013 e hanno riguardato anche le pensioni più basse alle quali non è stato ridotto l’importo dell’assegno. Sono state abolite la tredicesima e la quattordicesima mentre per le pensioni più ricche i tagli sono stati molto più dolorosi, come si vede dal grafico sopra. Per i dipendenti pubblici il taglio, tra il 2010 e il 2015, è stato del 50%, per i dipendenti privati si è arrivati a una decurtazione massima del 47%.
Tutti i tagli
Anche in Grecia, come in Italia, la Corte Costituzionale ha eccepito sulla decisione di ridurre in modo indiscriminato l’importo delle pensioni. La Corte greca, in aprile, ha infatti stabilito che i tagli delle pensioni in Grecia nel 2012 e nel 2013 erano anticostituzionali, ma questa pronuncia non ha avuto ancora alcun seguito mentre in Italia una decisione simile (anticostituzionalità del blocco della rivalutazione delle pensioni) ha portato alla decisione del governo di rimborsare, almeno parzialmente, i pensionati interessati. Niente problemi, invece, per la riforma pensioni chiamata “Fornero” del 2011 che ha cominciato a far vedere i propri frutti alcuni anni dopo, come Truenumbers ha spiegato in questo articolo.
I dati si riferiscono al: maggio 2010-novembre 2015
Fonte: Tinios
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