Gli italiani al lavoro per più di 60 ore sono solo il 3,9%

India prima in classifica con il 13,6%, Svizzera ultima con l’1,8%. Ecco la classifica mondiale

Stacanovisti di tutto il mondo, unitevi! Solo che quelli che hanno più delle canoniche 40 ore di lavoro la settimana non sono nei Paesi occidentali, dove Marx ipotizzava ci sarebbe stata la rivolta del proletariato deciso a riprendersi la parte di plusvalore generato dal lavoro, ma sono nei Paesi emergenti.

Quante ore di lavoro nel  mondo

Il grafico sopra mostra la percentuale di lavoratori che, in alcuni grandi Paesi del mondo (selezionati dall’Ocse che ha stilato la classifica) ha un orario di lavoro superiore alle 60 ore alla settimana. In prima posizione c’è l’India con il 13,6% degli occupati che lavora una quantità di ore la settimana pari o superiore a 60, cioè 20 in più rispetto alle canoniche 40 ore alle quali siamo abituati in Occidente. Al secondo posto un altro Paese emergente (se così si può dire), la Corea del Sud con il 12,8% mentre al terzo posto c’è il Sud Africa con l’11,8%. Importante, e sorprendente, quarto posto per la Grecia (11,7%) mentre dal quarto posto in poi la percentuale delle persone che hanno ore di lavoro settimanali superiori alle 60 diventa a una sola cifra.

ore lavoro

Il Giappone, ad esempio, che nell’immaginario collettivo è il Paese del tutto-lavoro: solo l’8,2% degli occupati passa al lavoro più di 60 ore la settimana, così come sorprendente è anche il dato cinese dove gli stacanovisti sono solo il 5,8% del totale dei lavoratori.

Quanto si lavora in Italia

Interessante è anche notare che la media delle ore lavorate settimanalmente nei Paesi Ocse, cioè quelli più evoluti e ricchi, è molto bassa: solo il 5,1% dei lavoratori dell’Ocse lavora più di 60 ore e sorprendente è anche il fatto che la Svizzera sia l’ultima in questa classifica con una percentuale di appena l’1,8%. Il dato è meno sorprendente se si considera che i Paesi in via di sviluppo sono “in via di sviluppo” proprio perché le persone lavorano molto mentre i Paesi già sviluppati hanno meno “bisogno” di lavorare molto e, quindi hanno percentuali di stacanovisti bassa.

E l’Italia? A quanto pare ci consideriamo già abbastanza sviluppati dato che la percentuale di persone con più di 60 ore di lavoro la settimana è abbondantemente sotto la media Ocse: sono solo il 3,9% del totale. In Italia non solo non ci si ammazza di lavoro (affatto), e infatti gli italiani che hanno un doppio lavoro sono pochi. Almeno ufficialmente.

Il “normale” orario di lavoro in Italia

L’articolo 36 della nostra Costituzione afferma che un lavoratore ha diritto ad essere remunerato in base alla quantità e qualità del proprio lavoro, ma non fissa un orario di lavoro preciso, cioè quante ore di lavoro sono richieste. Lo fa una legge del 2003 che fissa in 40 ore settimanali la quantità “normale” di lavoro richiesta ad ogni persona occupata. Poi, nel 2005, il ministero del Lavoro, con una circolare, ha stabilito che le 40 ore non devono intendersi necessariamente come riferite alla settimana dal lunedì alla domenica, ma a ogni periodo composto da 7 giorni. Questo significa che una persona può iniziare il proprio orario di lavoro settimanale il giovedì per terminarlo il giovedì successivo.

Gli straordinari e l’orario di lavoro

Oltre le 40 ore settimanali, quindi, scatta lo straordinario, remunerato di più rispetto alle altre ore secondo quanto stabilisce il contratto collettivo di lavoro del comparto dove la persone è impiegata. Ma, attenzione, se è vero che ogni giorno le ore di lavoro “standard” sono 8, l’importante, al fine del calcolo degli straordinari, è che non si superino le 40 ore complessive. Quindi se una persona lavora nove ore un giorno ma settimanalmente resta entro le 40 non ha diritto ad alcuna maggiorazione di retribuzione.

Quando l’orario di lavoro è “illegale”

Esiste anche un limite massimo. E’ fissato in 48 sempre entro i 7 giorni comprendente anche l’eventuale lavoro straordinario. Questa regola è più o meno la stessa in tutti i Paesi occidentali ed è per questo che le rilevazioni dicono che sono così pochi, in Occidente, le persone che lavorano più di 60 ore la settimana. Di fatto non è legale. O, meglio, le 48 ore settimanali possono essere superate solo se entro 6 mesi la media delle ore lavorate rientra nel limite massimo dell’orario di lavoro stabilito dalla legge.

I dati si riferiscono al: 2016

Fonte: Ocse

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