Onde gravitazionali: l’ultima frontiera della scienza

Nella nostra epoca più scoperte astronomiche che in tutta la storia dell’uomo

Einstein aveva ragione: la teoria delle onde gravitazionali è corretta. Le onde gravitazionali esistono e fanno davvero curvare lo spazio e il tempo. Come è avvenuta la scoperta lo spiega questo chiarissimo video dell’Istituto Nazionale di Astrofisica.

Cosa sono le onde gravitazionali

Viviamo in un’epoca in cui la conoscenza del cosmo si espande come non è mai avvenuto prima. Il grafico lo dimostra: negli ultimi duecento anni si sono fatte più scoperte astronomiche che in tutta la precedente vita dell’umanità. Un filmato della Nasa evidenzia la rapidità con cui stiamo scoprendo nuovi pianeti all’esterno del sistema solare. Nel 2000 nessuno di essi era noto. Adesso ne sono stati catalogati 374.
Le fasi lunari segnate su ossa di 30 mila anni fa dimostrano che l’uomo osserva il cielo almeno da quell’epoca. Tuttavia, nella presistoria sono state scoperti solo le fasi lunari, i solstizi e gli equinozi. Nell’antichità sono avvenute molte scoperte importanti, in media una ogni cento anni, mentre nel Medioevo l’esplorazione del cosmo si è quasi fermata. Dall’età moderna in poi, invece, c’è stata una ripresa costante e che continua ad accelerare.

Aristotele addio

Questa accelerazione è dovuta a vari fattori. Il primo è il superamento del modello cosmologico di Aristotele, che ha quasi bloccato le scoperte astronomiche nel Medioevo, mentre nell’antichità ne veniva fatta una in media ogni cento anni. Il modello aristotelico inizia ad andare in crisi quando del 1330 Giovanni Buridano scopre l’inerzia ma viene definitivamente abbandonato solo quando Newton, nel 1686 pubblica i “Principia”, proponendo un modello dell’universo in grado di spiegare moltissimi fatti, tra i quali il moto dei pianeti attorno al Sole, il collegamento tra le maree e il moto della Luna e il motivo per cui i corpi sono attratti dal centro della Terra.

onde gravitazionali

Un altro fattore fondamentale sono gli strumenti di osservazione. Fino al 1609, quando Galileo punta per la prima volta un telescopio verso la Luna, tutte le osservazioni venivano fatte a occhio nudo. Grazie al telescopio, si scopre che i corpi celesti sono fatti della stessa materia di cui è fatta la Terra e, quindi, che è possibile applicare all’astronomia tutte le scoperte della fisica. La combinazione tra l’uso del telescopio e la fisica newtoniana porta a fare una scoperta astronomica ogni 10 anni circa.

Onde gravitazionali, Einstein aveva ragione

Nel Novecento arrivano le scoperte teoriche di Albert Einstein, che consentono di spiegare, per esempio, che le stelle splendono grazie alla fusione nucleare. Ai telescopi ottici, sempre più grandi, si aggiungono i radiotelescopi, i satelliti, le sonde e diversi tipi di rilevatori, come il Ligo, il grande interferometro laser che ha permesso di individuare le onde gravitazionali. Ormai, ci stiamo abituando a venire stupiti dall’astronomia almeno una decina di volte nel corso della nostra vita.

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