Dal fumo al diabete: i rischi per la salute nelle Regioni

Campani obesi, lucani ipertesi, sardi con il colesterolo: ecco la mappa delle malattie

Ipertensione, diabete, obesità, colesterolo alto. Sono i rischi per la salute più comuni eppure non tutti gli italiani ne sono colpiti allo stesso modo. Ad esempio ci sono regioni dove il tasso di ipercolesterolemia è più alto rispetto ad altre, oppure aree del Paese con percentuali molto elevate di persone che fanno un uso eccessivo di alcol e fumo. In generale la regione che risulta più esposta a questi fattori di rischio (5 punti su un massimo di 7) è la Campania, mentre quella più “sana” è la Liguria. Vediamo i dati delle malattie più diffuse in Italia regione per regione.

Rischi per la salute: ipertensione, colesterolo e diabete

Il grafico sopra mostra la percentuale di persone affette da ipertensione, colesterolo alto e diabete nelle diverse regioni d’Italia. I dati provengono dall’Istituto superiore di sanità e si riferiscono al periodo 2014-2017. La maggiore percentuale di cittadini con la pressione alta si trova in tre regioni vicine: Basilicata, Calabria e Campania. La Basilicata è la peggiore, visto che il 24,8% dei lucani soffre di ipertensione. Meglio di tutti la provincia di Bolzano, con solo il 14,7% degli altoatesini ipertesi. Bene anche Valle d’Aosta e Liguria, con il 16,2% e il 17%. Qui appare evidente la distanza tra Nord e Sud, con le regioni meridionali quasi sempre oltre la media. Segno di un eccessivo uso di sale? O di minori controlli?

Chi ha il colesterolo?

Sul colesterolo le differenze tra regione e regione aumentano. Il 29,3% dei sardi, infatti, presenta rischi per la salute a causa dell’ipercolesterolemia. Vengono poi il Molise, le Marche, l’Emilia Romagna, tutte con più del 27% di persone con colesterolo alto. Sono i pugliesi quelli invece messi meglio con solo il 17,1%, e poi campani e calabresi. Meno del 20% di loro ha un eccesso di grassi nel sangue. Che sia la dieta mediterranea? Del resto sotto la media troviamo anche abruzzesi e pugliesi, e al di sopra lombardi e veneti. Se così fosse, però, la Sardegna costituirebbe un’eccezione notevole.

Il diabete sembra essere decisamente tra le malattie più diffuse al Sud. Se in media il 4,8% degli italiani ne soffre, si raggiunge il 7,1% in Sicilia. Viene poi la Campania con il 6,5%, la Basilicata con il 5,7%, la Sardegna con il 5,6%. Al contrario solo l’1,8% degli altoatesini ha il diabete, e il 2,8% dei valdostani. Sotto il 4% rimangono tutte le regioni del Nord. Pare esserci una correlazione con la minore attitudine allo sport e all’attività fisica dei meridionali, che si associa forse al maggiore consumo di dolci e zucchero in generale. C’entra in parte probabilmente anche la maggiore percentuale di persone in sovrappeso e con obesità.

Le malattie più diffuse: sovrappeso, obesità, fumo e alcol

Vediamo poi nel grafico sotto i dati su sovrappeso e obesità, due indicatori normalmente collegati. Sicuramente lo sono nel caso della Campania, che è prima sia per percentuale di persone sovrappeso (37,4%), che di persone obese (14,1%). Vengono poi Basilicata e Molise, che però non risultano tra le regioni peggiori per la proporzione di obesi (anzi, la Basilicata è addirittura sotto la media). Ci sono poi Abruzzo, Sardegna e Puglia, tutte aree dove un terzo degli abitanti è in sovrappeso. Ancora una volta a vincere la palma di popolazione più in forma sono gli altoatesini, con solo il 25,5% di sovrappeso, rispetto a una media del 31,7%.

Evidentissime anche qui le differenze tra Nord e Sud. Differenze che rimangono nell’obesità: come si è visto sono i campani quelli mediamente più obesi, seguiti da siciliani, calabresi e pugliesi. Altoatesini e trentini quelli che lo sono di meno. Come accade in altri Paesi occidentali, tra cui gli Usa, sono proprio le aree con il minor reddito e la minore occupazione quelle con una maggiore incidenza di diabetici e persone obese o sovrappeso. Al contrario di quanto accadeva tempo fa. Oggi spesso costa meno mangiare cibo spazzatura che per esempio fare sport, andare in palestra o acquistare prodotti sani.

In Basilicata non si fuma

Fra i maggiori rischi per la salute c’è sicuramente il fumo di sigaretta, che riguarda il 26% degli italiani. La popolazione con più fumatori è quella umbra, che supera del 4% la media nazionale. Seguono poi gli abruzzesi (28,8%) e i pugliesi, alla pari con i laziali (28,6%). La regione con meno tabagisti è invece la Basilicata (20,7%), seguita dal Veneto, con il 22,4%, e dalla provincia di Bolzano con il 23%. Anche qui c’è un certo divario Nord-Sud, con i meridionali di solito con un comportamento più rischio dei settentrionali (ma in questo caso ci sono notevoli eccezioni, come i lucani e i calabresi).

Il rischi dell’alcol

Capitolo a parte è l’alcol: secondo l’Istituto superiore di sanità i rischi per la salute riguardano soprattutto chi beve eccessivamente (più di due birre piccole al giorno per gli uomini), chi fa binge drinking (più di 5 birre piccole in una sola volta in un’occasione) o chi beve quasi solo lontano dai pasti. Ebbene, a guidare la classifica in questo caso sono coloro che negli altri indicatori risultavano i più virtuosi, gli abitanti dell’Alto Adige. Ben il 38,5% risulta a rischio, contro una media italiana del 17%. Dopo gli altoatesini vengono i trentini, con il 31,4%, e poi, forse un po’ a sorpresa, i molisani (28,5%).

Al capo opposto della classifica ci sono soprattutto gli abitanti delle regioni meridionali. Per esempio i pugliesi, solo il 9,1% dei quali mette in atto comportamenti pericolosi legati all’alcool, e poi i lucani, con il 9,8%, e i calabresi, con il 10,1%. Bene anche siciliani e campani, decisamente sotto la media. C’è in queste ultime statistiche un evidente collegamento con le differenze di comportamento all’interno dell’Europa: chi abita nel Nord Italia presenta pregi e difetti più simili a quelli dei nordeuropei, più attenti con il cibo e all’attività fisica, ma anche maggiormente proni a esagerare con l’alcol. A vedere i dati su diabete, ipertensione e peso eccessivo, però, a quanto pare sembra più dannoso lo stile di vita della popolazioni mediterranee, più morigerate con la bottiglia ma molto meno prudenti a tavola. O sarà solo per la sanità meno efficiente?

I dati si riferiscono al: 2014-2017

Fonte: Istituto superiore di sanità

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