Energia eolica offshore in Europa: 409 turbine ma nessuna in Italia

Gran Bretagna prima con il 49% dell’energia prodotta. Germania seconda con il 36%

L’energia eolica offshore decolla – anzi, vola – in Europa, ma in Italia è praticamente inesistente. La Gran Bretagna, con i suoi 1.312 Megawatt (MW) nel 2018, rappresentava il 49% della capacità produttiva lorda europea; la capacità lorda è la quantità massima di energia elettrica che è in grado di generare un’unità eolica. La Germania, come si può vedere nel grafico qui sopra, è il secondo produttore europeo di energia elettrica generata dai campi eolici in mezzo al mare: 969 MW, il 36% della capacità lorda europea.

La mappa dell’energia eolica offshore

In numeri assoluti è ancora la Gran Bretagna a vincere la gara: alla fine del 2018 aveva qualcosa come 105 parchi eolici seguita ancora dalla Germania (25) e poi da Danimarca (14) e Belgio (7). Gli ultimi in Europa sono la Spagna e la Francia, che contano 2 parchi eolici e l’Irlanda e la Norvegia (appena 1 a testa). E l’Italia? Non pervenuta. Le resistenze da parte di vari enti, tra cui assessorati locali e soprintendenze, rendono difficile ottenere le concessioni e quindi i parchi eolici non vengono costruiti.

Le ultime news nel campo dell’eolico dicono che il progetto di un impianto da 136 MW nel Golfo di Gela in Sicilia è stato bocciato. In campo però c’è anche il progetto Beleolico, che porterà a installare un impianto da 30 MW nel porto di Taranto.

energia eolica offshore

Il primo parco offshore d’Italia (e anche del Mediterraneo) se tutto va bene dovrebbe entrare in esercizio nel 2020. I privati invece si interessano alle pale eoliche domestiche, che offrono impianti dai prezzi relativamente contenuti.

L’energia eolica offshore nel mare del Nord

Gli impianti eolici offshore sono installati a diverse miglia dalle coste per sfruttare l’esposizione alle correnti, più forti rispetto a quelle sulla terraferma. In Europa la maggior parte degli impianti “grid connected, cioè connessi alla rete elettrica nazionale, si trovano nel Mare del Nord (1.651 MW) e rappresentano il 62% delle installazioni. Ecco i numeri.

In coda si trovano il Mare d’Irlanda (15%), il Mar Baltico (14%) e infine l’Oceano Atlantico (9%), che chiude la classifica i suoi 229 MW. Nel Mar Mediterraneo è più complicato realizzare impianti eolici offshore, sia per l’altezza dei fondali, sia per l’opposizione degli enti che puntano il dito contro l’impatto visivo delle pale. Ma i cittadini non restano a guardare: si attrezzano per stare al passo con i tempi con il micro eolico verticale, facile da installare in giardino, nel balcone di casa o sul tetto del condominio.

I dati si riferiscono al 2018

Fonti: WindEurope

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