La musica leggera è quella che attira di più. Il record di spettatori è di Eminem
La musica live in Italia non conosce crisi, tanto che nel 2018 ha registrato il suo record con un giro d’affari di 423 milioni di euro. Ecco quanto spendono gli italiani nei concerti. Eccetto una piccola flessione delle entrate al box office tra il 2013 e il 2014, dal 2015 in poi il mercato degli eventi musicali non ha mai smesso di crescere. E vanno forte soprattutto i concerti di musica leggera: da soli rappresentano l’86% del box office dell’intero settore musica, con un giro d’affari di oltre 365 milioni di euro. Ma è polemica sul biglietto nominale.
Il business dei concerti
Le spese al botteghino, ovvero la somma che gli spettatori pagano per accedere al luogo dello spettacolo (sia per l’acquisto di biglietti sia per gli abbonamenti), sono cresciute del 16,25% in un solo anno. Come si vede nel grafico qui sopra, nel 2017 le entrate al box office sono state pari a di 364 milioni di euro, ma nel 2018 la musica live ha fatto registrare il record degli ultimi sei anni, con più di 423 milioni di euro di fatturato. Una crescita che investe tutti i vari settori della musica dei concerti: sia quelli di musica classica, sia quelli di musica di jazz, ma soprattutto la musica leggera, vera regina di questo business.
Va forte la musica dal vivo
Il settore dei concerti di musica leggera è quello che ha registrato le più alte performance di risultato nel 2018: aumenta il numero di spettatori (+12%), cresce la spesa al botteghino (+18,26%) e avanza il volume d’affari (+16,73%). Rappresentano da soli l’86% del box office dell’intero settore musica, con entrate per più di 365 milioni di euro. Tra i concerti che hanno fatto registrare il più alto numero di spettatori nel 2018 ci sono quelli di Eminem all’ex Area Expo di Milano Rho (79.385 ingressi), quello di J-Ax e Fedez allo Stadio Meazza di Milano (78.497 ingressi) e quello dei Guns n’ Roses alla Visarno Arena a Firenze (66.222 ingressi).
Biglietti concerti nominali
Nonostante il trend positivo generale, il settore della musica live non è immune dalle polemiche. Una legge ha introdotto l’obbligo del biglietto nominale per combattere il fenomeno del bagarinaggio online. Dal 1° luglio di quest’anno infatti, per tutti i concerti di musica leggera con affluenza superiore alle 5mila persone, il biglietto del concerto riporta nome e cognome dell’acquirente. Ma soprattutto, all’entrata degli eventi gli organizzatori sono obbligati a controllare un documento d’identità. Una misura che ha sollevato non poche polemiche tra i grandi organizzatori di concerti, secondo i quali la norma provoca caos nella gestione delle vendite e un ulteriore rincaro per gli utenti (in caso si voglia cambiare il nominativo sul biglietto acquistato).
I dati si riferiscono al 2018
Fonte: SIAE
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