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L’ultima sanzione è di 368 milioni. Colpiti tre fornitori di airbag, cinture e volanti

In 6 anni l’Antitrust europea ha sanzionato diversi fornitori di attrezzature e ricambi per automobili per un totale di 2,15 miliardi di euro. Una cifra altissima, scaturita dall’individuazione di veri e propri cartelli che avevano lo scopo di condizionare i prezzi del mercato e danneggiare la concorrenza. L’ultima multa in ordine di tempo è di 368 milioni di euro ed è stata inflitta a tre aziende che fornivano airbag, volanti e cinture di sicurezza a Volkswagen e Bmw.

Come venivano decisi i prezzi delle forniture

Le imprese coinvolte nell’ultima multa sono Takata, Trw e Autoliv. Il grafico sopra mostra le singole quote che dovranno pagare in base al loro coinvolgimento nei cartelli scoperti dalla Commissione europea. La prima tranche di sanzioni riguarda il cartello organizzato tra l’aprile 2007 e il marzo 2011 per condizionare i prezzi delle forniture a Volkswagen. La fetta più grossa è per Trw, chiamata a pagare 158 milioni e 824mila euro, mentre 121 milioni e 211mila euro sono a carico di Autoliv. Takata, invece, ha ricevuto la piena immunità per aver rivelato alla Commissione l’esistenza dell’accordo.

La seconda tranche riguarda il cartello messo in piedi tra il 2008 e il 2011 ai danni di Bmw. Come si vede dal grafico, anche qui Takata è stata esentata dalle sanzioni. La quota più consistente spetta questa volta ad Autoliv (quasi 60 milioni di euro), mentre per Trw è stata fissata una cifra poco superiore ai 30 milioni.

Come dimostrato dalla Ue, le tre aziende gestivano i due cartelli attraverso riunioni nelle sedi dei fornitori, nei ristoranti, attraverso telefonate e scambi di e-mail. “Questi cartelli in ultima analisi hanno danneggiato i consumatori europei e hanno avuto un impatto negativo sulla competitività del settore automobilistico europeo”, ha spiegato la Commissaria europea per la concorrenza Margrethe Vestager.

Tutti i cartelli nel settore auto

Trw, Takata e Autoliv non sono nuove a questo tipo di provvedimenti da parte dell’Antitrust Ue. La prima azienda era già stata multata per la vendita di sistemi di frenatura idraulici (Hbs) a Daimler e Bmw. Le altre due, invece, per la fornitura di dispositivi di sicurezza ad alcune case automobilistiche giapponesi.

Dal 2013 ad oggi la Commissione ha multato anche chi fornisce alle case automobilistiche cuscinetti e fasci di cavi, la schiuma utilizzata nei sedili, i condizionatori e i sistemi di raffreddamento del motore, i sistemi di illuminazione, i sistemi di frenatura e altre attrezzature. L’ammontare complessivo di queste sanzioni (2,15 miliardi) è confluito nel bilancio dell’Unione e ha permesso di ridurre i finanziamenti che ogni Stato membro deve versare annualmente a Bruxelles.

I dati si riferiscono al: 2013-2019

Fonte: Commissione europea

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