Dietro il giro illegale del farmaco ci sono i giganti della droga messicana
Secondo fonti de Le Figaro, il numero potrebbe essere superiore alle 17mila e raggiungere le 47.600 morti per Fentanyl. In questo numero di decessi c’è lo zampino dei narcotrafficanti. Anche l’italia ha avuto il suo allarme Fentanyl. Secondo il Dipartimento Politiche antidroga della Presidenza del Consiglio in Italia dall’1 agosto al 20 novembre si sono registrate in Italia 55 casi di overdose “fauste” e 76 con decesso.
In Usa il fenomeno ha quasi i contorni di un’epidemia che ha portato la multinazionale farmaceutica Johnson&Johnson a pagare 572 milioni di dollari ai familiari delle vittime di dipendenza da oppioidi. Negli Stati Uniti ci sono oltre 2mila cause avviate, da 45 stati e altri enti locali, contro l’oppiaceo che uccide migliaia di persone ogni anno. Le case farmaceutiche sono accusate di aver esasperato il marketing e spinto i medici a prescrivere farmaci oppioidi anche se non erano necessari. Questi, oltre a lenire il dolore, provocano una dipendenza non diversa da quella da droghe come cocaina o eroina.
Le morti per Fentanyl e narcotraffico
In Francia, nel 2018, sono stati scoperti i primi stock di Fentanyl prodotto illegalmente in Cina, diretti verso i mercati di Austria, Olanda e soprattutto america. Secondo Le Figaro, il potente oppioide ha provocato 47.600 morti e dietro questi decessi c’è lo zampino del narcotraffico messicano che ha contatti con i produttori cinesi. Il Fentanyl essendo un oppioide viene usato per tagliare cocaina ed eroina, per questo motivo i giganti della droga sono al centro di questo grande movimento internazionale.
Allarme Fentanyl in Italia
Il conto totale che potrebbe presentarsi alle Big Pharma (sono 22 quelle coinvolte) rischia di superare i 100 miliardi di dollari. Di recente Purdue Farma, che produce l’OxiContin (un’altro dei farmaci finiti nella bufera) ha proposto un patteggiamento con risarcimento da 12 miliardi di dollari, per evitare che il processo si prolunghi e di dover pagare cifre superiori. A ottobre, in Ohio, è cominciato un processo contro tutti i 22 produttori di farmaci oppioidi. L’ultima volta che era successo qualcosa di simile erano gli anni ’90, e sotto accusa c’erano le major del tabacco e la loro pubblicità aggressiva (e ingannevole). Negli anni successivi, dopo aver raggiunto un accordo, l’industria del tabacco aveva pagato quasi 125 miliardi di dollari.
I dati sugli oppioidi in America
Il grafico sopra mostra l’andamento delle morti per oppioidi prescritti: il trend è chiaro, continuano ad aumentare in maniera pericolosa. Nel 2003 i decessi per farmaci oppiacei legalmente somministrati erano stati 3.442, nel 2017 sono più che quintuplicati, arrivando a 17.029 (ma nel 2018 dovrebbero essere calate). In tutto, negli ultimi 20 anni gli oppioidi hanno ucciso circa 400mila persone (considerando qui anche quelli illegali, non somminsitrati regolarmente, come invece fa il grafico in apertura). Secondo questo rapporto, nel 2018 sono morte di overdose da oppiacei circa 50mila persone negli States: numeri simili a quelli dei decessi per Hiv nell’anno di picco, il 1995. Se nel 2013 i morti erano 1 ogni 100mila persone, nel 2017 sono saliti a 9 ogni 100mila.
Le case farmaceutiche in tribunale
Circa il 70% di morti a causa degli oppiacei ha perso la vita per abuso di Fentanyl: bastano pochi microgrammi per morire di overdose. È un oppiaceo sintetico 100 volte più potente della morfina: il presidente Trump ha dichiarato il suo uso illegale «emergenza nazionale» nel 2017. È la prima causa di morte giovanile negli Usa: uccide più degli incidenti stradali in America e in molti posti sta quasi sostituendo l’eroina. L’ultima vittima di una dose letale è stato lo chef italiano Andrea Zamperoni, a New York. Il nostro connazionale potrebbe essere stato drogato da una escort accusata di aver somministrato il Fentanyl anche ad altri clienti in passato.
Come mostra il grafico qui sopra, gli Stati Uniti consumano quasi un quarto di tutto il Fentanyl mondiale ma noi non siamo da meno. Il Fentanyl in Italia si sta diffondendo a macchia d’olio: siamo tra i primi paesi con il 4,1% del consumo totale mondiale. Ancora non si sa se da noi esista un’emergenza Fentanyl, ma quel che è certo è che nel nostro paese le morti totali per overdose sono aumentate del 9,7% dal 2016 al 2017, dopo quindici anni consecutivi di calo. Il Fentanyl in Italia viene somministrato sotto rigido controllo medico per alleviare il dolore in caso di malattie gravi (alcuni tumori, ad esempio). Proprio il suo essere molto potente e l’effetto di sballo e dipendenza che provoca, però, l’hanno reso diffuso a livello illegale.
I dati si riferiscono al: 2017
Fonte: National center for health statistics
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