A Brescia mortalità quasi raddoppiata. I primi numeri sull’impatto del coronavirus
E’ la prima cosa che potremmo pensare guardando ogni giorno i dati sugli effetti drammatici del coronavirus: il contagio farà crescere sta facendo aumentare la mortalità in Italia e, in particolare, quella di alcune province. Del resto, l’Italia è il Paese con più morti al mondo: 11.591 (come si può osservare dal grafico qui sopra). Sì, è la prima cosa che potremmo pensare, ma non è detto che sia vera. E’ sicuramente presto per dirlo: dobbiamo aspettare il bilancio demografico dell’Istat perché confronterà il numero dei morti da coronavirus con quello medio degli ultimi anni. In altre parole: per riscontrare una correlazione diretta serviranno studi più approfonditi, ma intanto si può analizzare l’andamento del numero di morti rispetto alla media.
L’Istat mercoledì 1 aprile ha iniziato a pubblicare i dati sul numero di morti dal 2015 a oggi. E lo ha fatto per circa un ottavo dei Comuni italiani. Abbiamo cercato i dati di Bergamo, il capoluogo della provincia che per la gran parte dei giorni è stata la più colpita in Italia. I decessi qui sono quasi quadruplicati passando da una media di 110 casi nel 2015-2019 a 430 nel 2020 (è stato preso in considerazione il periodo dal 24 febbraio al 21 marzo).
Cresce la mortalità italiana?
La domanda, alla quale non abbiamo risposta, è chiara. Considerando che i morti si concentrano nella fascia più anziana della popolazione e spesso c’è la presenza di una o più patologie, quanto incide il coronavirus sulla mortalità? Non lo sappiamo, ma in Italia abbiamo anche i dati del Sistema di sorveglianza di mortalità giornaliera, gestito dal Dipartimento di Epidemiologia del SSR Lazio, ASL Roma 1 su incarico del ministero della Salute.
Adesso, abbiamo anche uno sulla mortalità da coronavirus che, almeno su 19 città, inizia a dirci qualcosa. Questi dati rappresentano l’unica fonte disponibile in Italia (ed uno dei pochi sistemi in Europa) in grado di monitorare in tempo reale l’andamento della mortalità totale e di stimare, per le principali città italiane, l’eccesso di mortalità giornaliero in relazione alla diffusione del virus Covid19, producendo stime del numero di eccessi per classi di età. Come? Come dato di riferimento la serie storica dei dati giornalieri della mortalità per ogni città inclusa nella sorveglianza degli ultimi 5 anni.
La mortalità in 19 città italiane
Veniamo al dunque. Sì, c’è stato un incremento della mortalità. Nelle 19 città analizzate solitamente dal Sismg (non c’è Bergamo, una delle città più colpite al mondo) sono stati registrati 5.822 morti, quando (in base ai dati medi degli ultimi 5 anni e alla stagionalità) se ne aspettavano 4944. Quest’anno, in poche parole, ce ne sono stati 878 in più. I dati delle singole città evidenziano incrementi della mortalità in tutte le fasce di età in diverse città del nord, soprattutto nelle 2 città lombarde incluse nella sorveglianza Milano (+36%), Brescia (+88%). Un eccesso significativo si osserva anche a Bolzano (+34%), Torino (+16%), Genova (+38%).
Come vediamo nel grafico sotto, a Brescia, per esempio, in 22 giorni da febbraio e marzo ci sono stati 210 morti. In base ai calcoli del Sismg il dato atteso sarebbe dovuto essere di 112. C’è stato, quindi, un incremento dell’88%. Vuol dire che sono quasi raddoppiati. A Milano, invece, ci sono state 1.102 morti in 24 giorni: 289 in più rispetto alle 813 attese. In questo caso l’incremento è stato del 36%.
Tra le città del centro-sud non si osservano incrementi significativi della mortalità ad eccezione di Civitavecchia (+54%), anche se il dato si basa su piccoli numeri. Anche a Bari si osserva un incremento che potrebbe essere, almeno in parte, attribuibile a una maggiore accuratezza del dato grazie al passaggio negli ultimi mesi ad una modalità automatica nella registrazione dei dati di mortalità. Gli incrementi più elevati della mortalità totale si registrano a Milano, Brescia e Genova rispettivamente a partire dal 6, 8 e 10 marzo.
La mortalità settimana per settimana
Lo studio ci dà indicazioni anche in termini di mortalità settimanale, a Brescia è evidente un incremento maggiore nella settimana del 7-13 marzo e del 14-20 marzo soprattutto nella classe di età 85+ anni. A Milano e Genova, l’incremento si osserva prevalentemente nella settimana del 14-20 marzo nella classe di età 75-84 anni. Un incremento minore della mortalità si osserva anche a Bolzano dal 12 marzo (a carico soprattutto della classe 75-84 anni), a Torino dal 18 marzo, a Verona dal 15 marzo e, in misura minore, a Bologna dal 17 marzo. Tra le città del centro-sud, dove i primi casi si sono registrati con diversi giorni di latenza rispetto al nord, si osserva un incremento della mortalità giornaliera a Perugia, Civitavecchia, Roma e a Potenza tra il 16 e il 18 marzo a carico della classe di età 75-84 anni. A Civitavecchia, Roma (soprattutto nella classe di età 75-84 anni) e Potenza (soprattutto nella classe 85+ anni) si osserva anche un incremento di mortalità settimanale (dal 14 al 20 marzo).
Fonte: Ministero della Salute
I dati si riferiscono al: marzo 2020
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