Mondiali 2022 in Qatar: morti 6.751 lavoratori stranieri

Venivano tutti dal Sud dell’Asia. Il 69% sono deceduti per caldo e fatica

Dal dicembre del 2010, quando il Qatar è stato scelto per ospitare i Mondiali di calcio del 2022, più di 6.500 lavoratori migranti (dodici a settimana) sono morti nel Paese. La maggior parte di loro era arrivata da India, Pakistan, Nepal, Bangladesh e Sri Lanka. I dati provengono da fonti governative e sono stati ottenuti dal Guardian.

I mondiali di calcio 2022 in Qatar

Quando il 2 dicembre 2018 Sepp Blatter, allora capo della Fifa, annunciò il Qatar quale vincitore della sfida per ospitare i Campionati Mondiali di calcio del 2022 in molti rimasero perplessi. Era la prima volta che a un Paese così piccolo, tra l’altro senza una tradizione calcistica e in un’area climaticamente ostile all’esercizio degli sport all’aperto, veniva assegnato questo onore (e onere). Non a caso, anche questo mai accaduto prima, si giocherà in tardo autunno, tra il 21 novembre e il 18 dicembre, quando le temperature saranno più sopportabili.

Il perché dei Mondiali 2022 in Qatar

I Mondiali 2022 in Qatar hanno provocato polemiche anche per altri motivi. Ufficialmente si è trattato della scelta di coinvolgere il mondo arabo che non ha mai avuto l’onore di ospitare una manifestazione del genere, ma si parlò subito di una decisione guidata dal denaro, il Qatar è il Paese con il Pil pro capite più alto al mondo, e di corruzione, sospetti rinfocolati dalla condanna e dalla caduta, anni dopo, di Blatter.

I diritti umani in Qatar

A queste polemiche si aggiunsero quelle relative ai diritti umani: era giusto premiare un Paese non democratico, in cui l’emiro è di fatto monarca assoluto, in cui la sharia è fonte principale del diritto e dove milioni di lavoratori stranieri vengono trattati quasi come schiavi? Man mano che ci si avvicina alla data dei Mondiale 2022 in Qatar i dubbi sulla scelta della Fifa crescono, complice il fatto che dalla data dell’attribuzione del Campionato Mondiale al 2022 sono morti 6.751 lavoratori stranieri nel Paese mentre lavoravano per costruire gli impianti necessari allo svolgimento della manifestazione.

L’88% della popolazione in Qatar è straniera

Ma prima di capire perché queste persone sono morte, vediamo il contesto. Come in altri Paesi del Golfo, e ancora di più in Qatar, la composizione demografica è un unicum mondiale. La grande maggioranza, in questo caso l’88% dei 2,8 milioni di abitanti, è composta di lavoratori stranieri, che in gran parte provengono dall’Asia meridionale, tanto che 1,2 milioni sono indiani. Molti altri vengono da Pakistan, Sri Lanka, Bangladesh, Nepal, Filippine. E sono le nazionalità della grandissima parte dei lavoratori che hanno perso la vita in questi 9 anni di lavori. Altri 2.711 venivano dall’India, 1.641 erano nepalesi, 1.018 bengalesi, 824 pakistani, 557 cingalesi. 

Morire mentre costruisci uno stadio

Sono dati ovviamente per difetto, forniti dai singoli Paesi e dalle loro ambasciate. Moltissimi decessi sfuggono ai conteggi, così come quelli degli immigrati da altre parti di Asia e Africa, come Filippine, Indonesia, Kenya e Etiopia. Questi lavoratori morti stessero lavorando proprio per la costruzione dei sette nuovi stadi per i Mondiali 2022 in Qatar e del nuovo aeroporto che dovrà accogliere i tifosi. Si tratta del resto delle maggiori opere in costruzione, e i principali luoghi di occupazione degli stranieri, impegnati tradizionalmente proprio nell’ambito dell’edilizia oltre che del gas e del petrolio. Le autorità del Paese, complice, secondo gli attivisti dei diritti umani, la natura autoritaria e non trasparente del potere politico e un atavico razzismo ormai impensabile in Occidente, collaborano poco con chi vuole fare luce con così tanti decessi di persone del resto mediamente molto giovani.

Mondiali Qatar

Le cause di morte dei lavoratori

Le prime polemiche sull’attribuzione dei Mondiali al Qatar vertevano molto, si è detto, sul caldo torrido che in estate porta le temperature oltre i 40 gradi, rendendo impossibile la vita all’aria aperta, men che meno una partita di calcio. Per questo si celebreranno fra novembre e dicembre. E tuttavia il problema delle temperature insopportabili è la quotidianità per milioni di lavoratori.

Il caldo prima causa di morte tra gli operai

E il caldo insopportabilmente afoso è la prima causa di morte tra i lavoratori. Dietro la criptica definizione di morte naturale, che caratterizza – secondo il giornale inglese Guardian – i referti del 69% dei decessi di personale del Sud dell’Asia, ci sono infarti provocati dalla fatica e dal caldo. Le organizzazioni per i diritti umani chiedono che si facciano autopsie, che invece il governo vieta eccetto che per malattie pre-esistenti o omicidi. Si parla invece in questi casi di “morti improvvise” naturali. Anche se parliamo di persone di 20-30-40 anni mediamente, non obese, e generalmente in buona salute. Tanto che per esempio il Covid ha provocato pochissimi decessi in Qatar e nel Golfo, grazie all’età media molto bassa.

I dati si riferiscono al 2011-2020

Fonte: Guardian

Leggi anche: Il calcio in Europa vale 28,9 miliardi di euro

Ti piace citare i numeri precisi quando parli con gli amici? – La redazione di Truenumbers.it ha aperto un canale Telegram: qui potrai ricevere la tua dose quotidiana di numeri veri, restare aggiornato sui principali dati (rigorosamente ufficiali) e fare domande. Basta un attimo per iscriversi. Un’ultima cosa: siamo anche su Instagram.