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Invece il 20,3% delle grandi imprese del commercio ha visto aumentare i ricavi

E’ una Italia ancora più diseguale quella che emerge dalle ultime rilevazioni Istat, che analizzano l’impatto del lockdown di marzo e aprile sulle imprese, per esempio a livello di fatturato.

Sono state le aziende più piccole, quelle con meno dipendenti, quelle che hanno sofferto maggiormente e hanno subito i maggiori cali delle vendite. Il numero di addetti appare come una determinante ancora più importante del settore.

Ad esempio nell’ambito dei servizi, quello che include il maggior numero di lavoratori, il 23,5% delle micro-aziende con meno di 10 addetti hanno azzerato il proprio fatturato nei due mesi di chiusura totale. Mentre il 41% lo ha ridotto di oltre il 50%. Nel 21,1% dei casi la riduzione è stata tra il 10% e il 50%. Nel complesso parliamo di un 85,6% di piccole aziende che hanno subito danni gravissimi. Nelle imprese sempre dei servizi con più di 250 dipendenti questa percentuale scende al 63,7%.

Grave anche il calo che si è verificato nell’ambito delle costruzioni, che non si era mai ripresa dalla crisi del 2009-2013. Il 16,2% delle imprese più piccole ha azzerato le entrate, nel 36,4% si sono più che dimezzate.

Nell’industria invece vi è la minore percentuale di realtà che si sono ritrovate con fatturato a zero, meno dell’1% nel caso delle aziende più grandi

Nel commercio le maggiori disuguaglianze nel lockdown

Vi sono però state imprese che durante il lockdown non solo non hanno subito danni, ma hanno anche incrementato le entrate. Come è facile immaginare si tratta soprattutto di realtà del settore del commercio. In particolare dell’ambito dell’e-commerce e degli alimentari.

E anche in questo caso le “vincitrici” sono le aziende più grandi. Tra quelle superiori a 250 addetti il 31% ha avuto un fatturato stabile o in crescita, e diventano il 26,4% in quelle tra 50 e 249 dipendenti.

Nell’ambito dell‘industria invece anche tra le imprese più grandi solo il 23,3% si trova nella stessa invidiabile situazione e si scende al 10,2% tra quelle più piccole.

Le più fortunate sono quelle grandi aziende del commercio, oltre i 250 addetti, che fanno parte dell’11,8% che non solo ha avuto un incremento del fatturato, ma questo è stato maggiore del 10%. Tra quelle tra i 50 e i 249 dipendenti sono state comunque molte quelle in questa situazione, il 10,4%. Basti pensare che invece questi incrementi hanno riguardato solo l’1,6% delle più piccole realtà dei servizi.

Probabilmente è questa la cifra di questa nuova recessione che ci colpisce a meno di 10 anni dalla precedente, e che appare molto diversa solo per le cause che l’hanno scatenata, ma non per l’impatto, che sarà più forte su chi già era più fragile.

I dati si riferiscono a marzo-aprile 2020

Fonte: ISTAT

Leggi anche: Il 10,6% delle imprese edili rischia il fallimento

 

 

 

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