Ogni giorno, in Italia, 158.207 prestazioni sanitarie entrano nel sistema: visite da prenotare, esami da eseguire, agende da riempire. È la fotografia del 2025 scattata dalla Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa, che nell’arco dell’anno ha registrato 57.745.698 prenotazioni, di cui 24.192.722 visite e 33.552.976 esami diagnostici, che rappresentano il 58,1% del totale delle prestazioni monitorate. Numeri che, letti così, raccontano un sistema in movimento, capace di assorbire una domanda enorme e continua. Ma è solo guardando dentro questi dati che emerge un’altra realtà: quella dei tempi che si allungano e delle attese che non seguono più le regole previste.
Il tempo di attesa non è un dettaglio del sistema sanitario, ma uno dei suoi indicatori più concreti. E i numeri mostrano una distanza evidente tra ciò che è previsto e ciò che accade. Nel 2025 l’efficienza della pre-lista si ferma al 36,8% per le visite e al 45,0% per gli esami: in altre parole, meno della metà delle prestazioni viene erogata entro i limiti stabiliti. Un disallineamento che non resta confinato nei numeri, ma si riflette anche nei comportamenti dei cittadini: secondo i dati ISTAT, nel 2024 5,8 milioni di persone hanno rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria.
Lista d’attesa, la domanda non è urgente
Quanto si aspetta davvero per una visita
Quali prestazioni pesano sulle liste d’attesa
Un ulteriore elemento emerge guardando alla distribuzione dei volumi: la domanda si concentra su un numero limitato di prestazioni. Tra le visite specialistiche, l’oculistica e la dermatologica/allergologica superano entrambe i 2,9 milioni di prenotazioni, seguite dall’ortopedica con circa 2,4 milioni. Sul fronte degli esami diagnostici, l’ecografia dell’addome completo arriva a 2,9 milioni, mentre l’ecografia cardiaca supera i 2,4 milioni. Numeri che mostrano come una parte rilevante della pressione si scarichi sempre sugli stessi ambiti. In queste aree, la combinazione tra alta domanda e capacità limitata genera veri e propri colli di bottiglia strutturali, che tendono a riprodursi nel tempo e a incidere in modo diretto sui tempi di attesa complessivi.



