Investimenti Terna, così cambia la rete elettrica

Ha inaugurato un collegamento sottomarino da 445 chilometri. Entro il 2022 pronti 5,3 miliardi

L’ultimo, e tra i più importanti degli investimento di Terna, è un cavo sottomarino che unisce due sponde dell’Adriatico e che permetterà uno scambio di elettricità tra “due mondi” che, non solo dal punto energetico, sono divisi.

Alta tensione tra Italia e Montenegro

Si tratta di un cavo tra l’Italia e il Montenegro che è stato inaugurato venerdì 15 novembre e che collega Europa e Balcani e, più in particolare, il comune di Cepegatti in provincia di Pescara e il comune montenegrino di Budua. Si tratta del più lungo cavo elettrico sottomarino mai realizzato da Terna, società guidata dall’amministratore delegato Luigi Ferraris. La ratio che sta alla base di questo investimento da più di 1,1 miliardi di euro, è la possibilità di aumentare la sicurezza dell’approvvigionamento elettrico non solo per l’Italia ma anche per tutta l’area dei Balcani. Il cavo, lungo 445 chilometri dei quali 423 sotto il livello del mare, consente un interscambio di energia e, quindi, non è unidirezionale. Il cavo può sopportare un interscambio di 600 Megawatt, raddoppiabili con ulteriori investimenti che potrebbero essere decisi dopo la “accensione” del cavo prevista per i primi mesi del 2020.

Gli investimenti di Terna al 2022

Un investimento industriale di prima grandezza, esattamente di quelli di cui l’Italia ha bisogno e che Terna si prepara a realizzare. Il grafico sopra, infatti, mostra in che aree la società guidata da Luigi Ferraris intende investire da qui al 2022. I dati sono in percentuale e sono quelli del piano industriale. Tra il 2018 e il 2022 la stragrande maggioranza dei fondi, il 70%, sarà investito nella sostenibilità ambientale del business del trasporto di energia.  L’11% in qualità e sicurezza; un altro 11% in innovazione e digitalizzazione e l’8% in quella che viene chiamata “resilienza” che consiste nel garantire la perfetta efficienza della rete elettrica nazionale anche in condizioni lontane dalla normalità. Complessivamente si tratta di investimenti pari a 5,3 miliardi che diventano 6,2 entro il 2023.  La società ha chiuso il 2018 con ricavi in crescita dell’1,6% a quota a 2.197 milioni di euro; un ebitda salito del 2,9% a 1.650,6 milioni e un utile netto di 706,6 milioni, in aumento del 2,7% rispetto all’anno precedente.

I dati si riferiscono al: 2018-2022

Fonte: Terna

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